<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-7258474252825599221</id><updated>2011-11-28T01:06:32.496+01:00</updated><category term='musica'/><category term='estetica'/><category term='economia della cultura'/><category term='organization analysis'/><category term='arte contemporanea'/><category term='docenti'/><category term='visite esterne'/><category term='competenze manageriali'/><category term='il futuro'/><category term='video-arte'/><category term='idee sul master'/><category term='neuroscienza'/><category term='mostre'/><category term='mondo della cultura'/><category term='comunicazione'/><category term='vita a trento'/><title type='text'>tsmBlog: Arte e Cultura</title><subtitle type='html'>blog dell'area arte e cultura della Trentino School of  Management</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7258474252825599221/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Vittorio Dalbosco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16414075282924652216</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/-w0hxIz-4QjM/TszMpeXB4rI/AAAAAAAAIG0/1srpDg8banw/s220/v.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>60</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7258474252825599221.post-6226555090069532737</id><published>2010-10-19T10:47:00.000+02:00</published><updated>2010-10-19T10:47:29.442+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='estetica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='mostre'/><title type='text'>Dall'ombelico all'infinito. Arte e passione civile</title><content type='html'>&lt;b&gt;Il Terzo Paradiso di Michelangelo Pistoletto a Trento&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;di Ugo Morelli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ francamente emozionante per chi ha avuto la fortuna di studiare e riflettere con uno studioso della psiche e dell’esperienza umana come Luigi Pagliarani constatare che un grande artista quale è Michelangelo Pistoletto prenda le mosse, per concepire il Terzo Paradiso, proprio dall’ombelico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cosa c’entra l’ombelico, ci si potrebbe chiedere. Ebbene, per Pagliarani l’ombelico era il segno tangibile della comune origine, della partecipazione di ognuno di noi a uno stesso destino. L’ombelico, infatti, è la prova che siamo tutti figli. Siamo stati e siamo miliardi e miliardi a popolare il pianeta terra e nonostante questo noi esseri umani siamo unici; non esiste un essere umano uguale a un altro. Ma allora che cosa ci accomuna? La nostra condizione di figli è il fattore accomunante: per esserci dobbiamo essere nati e la prova è, appunto, il nostro ombelico. Anche per Pistoletto l’ombelico è il punto cruciale e rimane sempre il punto centrale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La presentazione a Trento del libro di Pistoletto, Il Terzo Paradiso, edito da Marsilio nel 2010, e l’inaugurazione della mostra della sua opera Tempio multiconfessionale e laico alla Cappella Vantini, sono un’occasione importante per confrontarsi e dialogare con una delle voci più espressive e originali dell’arte mondiale contemporanea.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il lavoro recente, ma per molti aspetti tutto il percorso artistico di Pistoletto, possono essere letti alla luce di una domanda: saranno capaci, la donna e l’uomo contemporanei, di giungere ad una consapevolezza della propria condizione sul pianeta terra che li porti ad autofondare una civiltà armonica e vivibile con la natura? Secondo Pistoletto la creatività che è propria dell’uomo può andare oltre i confini dell’arte e può essere all’origine della creazione del Terzo Paradiso. In questo senso il Terzo Paradiso è un passaggio evolutivo nel quale l’intelligenza umana trova i modi per convivere con l’intelligenza della natura. L’intero progetto si innesta nella ricerca e nelle esperienze maturate a Cittadellarte, una realtà creata da Pistoletto a Biella negli anni ’90, e ne diviene la visione programmatica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A Cittadellarte lavorano esperti e ricercatori con un approccio multidisciplinare e collegati ai vari contesti della vita sociale. L’attenzione è alla trasformazione del presente in un futuro possibile e vivibile. Dialogando con il Giudizio universale dipinto da Michelangelo Buonarroti alla Cappella Sistina in Roma, Pistoletto definisce il proprio affresco lo specchio, commissionato direttamente dall’artista, che intende porre l’umanità di fronte a se stessa per il “giudizio” nel tempo attuale. L’invito è ad un’assunzione di responsabilità sia da parte dell’artista che da parte di ogni singola persona a divenire protagonisti della costruzione del Terzo Paradiso sulla terra, qui ed ora. Così come nel simbolo del Terzo Paradiso vi è rappresentata l’unione tra natura e artificio, entrambi decisivi per l’esistenza umana sul pianeta, in quella prospettiva convivono maschile e femminile a creare una consapevolezza del fatto che possiamo divenire fondatori della nostra esperienza. “Se si comprende la funzione biologica dei genitori”, scrive Pistoletto nel suo libro, “si può comprendere anche quella politica che dall’incontro degli opposti poli fa nascere un’equilibrata amministrazione domestica dell’intera società”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non c’è nulla di speranzoso e di metafisico nel Terzo Paradiso, ma l’invito ad una trasformazione responsabile che riguardi ogni ambito della vita umana e convogli le energie mentali e pratiche di tutti per realizzare l’equilibrio tra natura e artificio, ragione e sentimento, individuo e società, pubblico e privato, globale e locale. L’essere umano è invitato da Pistoletto ad assumersi la responsabilità del suo segno e della sua firma, della sua presenza nel mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La riflessione sulla responsabilità dell’artista è una dichiarazione di impegno rispetto a quello che l’arte può fare per favorire l’emergere di una coscienza di noi stessi in grado di progettare un futuro civile e vivibile. L’integrazione tra arte e scienza è parte di questo disegno. Si tratta, secondo Pistoletto di integrare arte e scienza con i vari settori della struttura sociale come la produzione, l’economia, la politica, l’educazione e la comunicazione in modo da preannunciare una nuova classicità. Una classicità non più intesa come fenomeno esclusivo della cultura occidentale, ma come pratica di equilibrio e di proporzione, condivisa dall’intero genere umano. L’umanità si trova, secondo Pistoletto, di fronte ad un vero e proprio specchio che riflette il suo percorso. Quella da compiere è probabilmente la scelta più importante da quando esiste l’uomo,. Possiamo guardare nello specchio riflettente della storia quello che abbiamo vissuto e generare un nuovo Rinascimento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ogni ambito dell’esperienza è considerato come cruciale e il linguaggio, efficace come i suoi segni artistici, fa del libro di Pistoletto un viatico per l’umanità di oggi e il suo destino. Si passa così dalla ricchezza come condivisione, al sostentamento come produzione e scambio in una dimensione globale. Si considera la sopravvivenza in rapporto al contenimento demografico e l’educazione è riconosciuta come mezzo primario di trasformazione sociale. Pistoletto considera la democrazia come equilibrio tra le differenze e la libertà come generatrice di responsabilità, fino a riflettere sull’arte come spiritualità e sui fondamenti di una nuova morale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il simbolo del Terzo Paradiso abbraccia l’intera comunità umana, come fa il Tempio multiconfessionale e laico che sarà esposto a Trento. L’installazione è composta da cinque sezioni disposte come petali di un fiore, attorno ad un elemento centrale. Ogni sezione presenta uno dei simboli delle principali religioni, dalle Tavole della Legge della tradizione ebraica, al busto di Cristo del Cristianesimo, dal tappeto di preghiera rivolto verso la Mecca dell’Islamismo al Fiore di Loto del Buddismo, ai quali si aggiunge uno spazio laico rappresentato dal Terzo Paradiso, quello che gli uomini possono creare da se stessi per se stessi. Il Metro Cubo d’Infinito, un’opera di Pistoletto del 1966, è posto al centro ed è formato da sei specchi con la superficie riflettente verso l’interno. Il moltiplicarsi dei rispecchiamenti ci propone l’immagine di una molteplicità condivisa che è allo stesso tempo possibilità e progetto per l’umanità, oggi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7258474252825599221-6226555090069532737?l=tsmartecultura.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/feeds/6226555090069532737/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/2010/10/dallombelico-allinfinito-arte-e.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7258474252825599221/posts/default/6226555090069532737'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7258474252825599221/posts/default/6226555090069532737'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/2010/10/dallombelico-allinfinito-arte-e.html' title='Dall&apos;ombelico all&apos;infinito. Arte e passione civile'/><author><name>Vittorio Dalbosco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16414075282924652216</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/-w0hxIz-4QjM/TszMpeXB4rI/AAAAAAAAIG0/1srpDg8banw/s220/v.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7258474252825599221.post-4984591706217559597</id><published>2010-08-07T15:06:00.002+02:00</published><updated>2010-08-07T15:06:38.840+02:00</updated><title type='text'>“Conversazioni d’autore” all’ombra della Mole Antonelliana</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_AuWi9D6-ezY/TF1RmFx225I/AAAAAAAAAJo/dSrjSmJK8uQ/s1600/382417672.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 254px; height: 345px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_AuWi9D6-ezY/TF1RmFx225I/AAAAAAAAAJo/dSrjSmJK8uQ/s400/382417672.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5502644034544786322" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Chiara Caldara, allieva MAC7, racconta dell'esperienza di stage che sta vivendo a Torino.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo l’intenso viaggio berlinese, ho abbandonato Trento per trasferirmi nell’affascinante capitale sabauda ed intraprendere la mia esperienza di stage presso &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Umberto Allemandi &amp; C.&lt;/span&gt;, una delle principali case editrici italiane di libri d’arte e d’architettura.&lt;br /&gt;Fiore all’occhiello della casa editrice è “&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Il Giornale dell’arte&lt;/span&gt;”, pubblicato per la prima volta nel 1983, uno dei primi giornali al mondo dedicato esclusivamente alle notizie artistiche, concepito come un quotidiano, ma di periodicità mensile.&lt;br /&gt;In casa editrice sto avendo la possibilità di confrontarmi con un interessantissimo patrimonio di “conversazioni d’autore” risalente agli anni Settanta; si tratta, infatti, di un archivio audio contenente le registrazioni su audiocassette delle interviste che il presidente Allemandi, allora direttore della rivista “Bolaffiarte”, rivolse ai maggiori artisti italiani ed internazionali del Novecento.&lt;br /&gt;Parte di queste interviste vennero pubblicate sul mensile &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;“Bolaffiarte”&lt;/span&gt; a partire dal 1970, accompagnate dalla riproduzione in ogni copertina di un’opera realizzata espressamente dall’artista di cui si riportava nel fascicolo l’intervista.&lt;br /&gt;Dal 1970 al 1981 la rivista si fece così promotrice di un’iniziativa originale che coinvolse più di cento artisti: la straordinaria intuizione di far illustrare agli artisti dell’epoca la copertina del periodico contribuì alla divulgazione della cultura artistica contemporanea.&lt;br /&gt;Molti di questi pittori e scultori erano già famosi e noti all’epoca come &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Beuys, Dalì, Manzù&lt;/span&gt;, altri, giovani e di talento, stavano muovendo i primi passi nel mondo della pittura e della scultura del ‘900, riscuotendo già l’interesse della critica.&lt;br /&gt;Quattro decenni dopo, l’esclusiva possibilità di ascoltare la vivida voce degli artisti, diretti protagonisti dell’arte del XX secolo, rende questo archivio particolarmente prezioso e interessante.&lt;br /&gt;Conservare, valorizzare e rendere fruibile il delicato materiale d’archivio rappresenta perciò un’opportunità unica di crescita culturale e nello stesso tempo una sfida da affrontare in questi caldi mesi torinesi... &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;link:&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.allemandi.com/"&gt;www.allemandi.com&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.ilgiornaledellarte.com"&gt;www.ilgiornaledellarte.com&lt;/a&gt;/&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.theartnewspaper.com"&gt;www.theartnewspaper.com&lt;/a&gt;/&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chiara Caldara&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7258474252825599221-4984591706217559597?l=tsmartecultura.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/feeds/4984591706217559597/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/2010/08/conversazioni-dautore-allombra-della.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7258474252825599221/posts/default/4984591706217559597'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7258474252825599221/posts/default/4984591706217559597'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/2010/08/conversazioni-dautore-allombra-della.html' title='“Conversazioni d’autore” all’ombra della Mole Antonelliana'/><author><name>philipprauch</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14418857037843983945</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_AuWi9D6-ezY/TF1RmFx225I/AAAAAAAAAJo/dSrjSmJK8uQ/s72-c/382417672.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7258474252825599221.post-3920406265360455676</id><published>2010-06-08T11:22:00.011+02:00</published><updated>2010-07-12T17:05:28.682+02:00</updated><title type='text'>MAC7 a Berlino</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_AuWi9D6-ezY/TDsvMarzskI/AAAAAAAAAJc/4muwixRbzo8/s1600/IMG_8074.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; 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Bocchi, ognuno di noi ha scoperto qualcosa in più di questa grande città con poco traffico in cui storia e contemporaneità disegnano assieme l'atmosfera culturale.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7258474252825599221-3920406265360455676?l=tsmartecultura.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/feeds/3920406265360455676/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/2010/06/mac7-berlino.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7258474252825599221/posts/default/3920406265360455676'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7258474252825599221/posts/default/3920406265360455676'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/2010/06/mac7-berlino.html' title='MAC7 a Berlino'/><author><name>philipprauch</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14418857037843983945</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_AuWi9D6-ezY/TDsvMarzskI/AAAAAAAAAJc/4muwixRbzo8/s72-c/IMG_8074.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7258474252825599221.post-5629577870657886043</id><published>2010-06-01T12:39:00.009+02:00</published><updated>2010-06-01T15:34:56.723+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='neuroscienza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='estetica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='docenti'/><title type='text'>Dialoghi tra Neuroscienza ed Estetica</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_AuWi9D6-ezY/TAT6YMi-8fI/AAAAAAAAAHE/D1j3HEYXL4o/s1600/IMG_3545.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_AuWi9D6-ezY/TAT6YMi-8fI/AAAAAAAAAHE/D1j3HEYXL4o/s200/IMG_3545.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5477778340381127154" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt;Durante una recente lezione in aula il prof. Ugo Morelli, direttore di Mart&gt;Mac Master of Art and Culture Management, ha dialogato riguardo all'importanza della scoperta dei &lt;strong&gt;neuroni specchio&lt;/strong&gt; per le teorie della conoscenza con il &lt;strong&gt;prof. Vittorio Gallese&lt;/strong&gt;, ordinario in Neuroscienze Presso la Facoltà di Medicina dell'Università di Parma che ha contribuito alla scoperta degli stessi.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco un passaggio dell'intervista:&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Morelli&lt;/em&gt;: Come ci dice una metafora che io devo a Feyerabend, la storia della scienza è una catena di funerali, nel senso che la ricerca serve a mandare al cimitero le teorie precedenti. Anche in questo caso si è verificato un confronto importante sui neuroni specchio perché qualcuno dei ricercatori che lavorano nel campo delle neuroscienze ha, semplificando molto, sostenuto che la presenza di questi apparati neuronali specchio, ci sarebbe nei macachi, le scimmie del vecchio mondo, ma non negli esseri umani. Ho sintetizzato molto ma la questione è sostanzialmente questa. Recentemente abbiamo avuto &lt;strong&gt;un’evoluzione della ricerca in questo campo &lt;/strong&gt;e quindi la verifica, per ora non falsificata, della &lt;strong&gt;presenza dei neuroni specchio negli esseri umani&lt;/strong&gt;. Possiamo approfondire questo punto?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Gallese&lt;/em&gt;: Certo! E’ stato pubblicato recentemente proprio nel corso di questo mese il risultato di un lavoro di ricerca che fa capo al gruppo di Marco Iacoboni, un collega italiano che lavora da anni alla U.C.L.A. di Los Angeles, in cui in un gruppo di pazienti epilettici, a cui per fini diagnostici vengono impiantati degli elettrodi che consentono di registrare l’attività dei singoli neuroni, è stata dimostrata la presenza dei neuroni specchio.  &lt;strong&gt;Iacoboni e i suoi collaboratori hanno pubblicato e documentato finalmente l’esistenza di neuroni anche nel cervello della nostra specie&lt;/strong&gt;, i neuroni che hanno &lt;strong&gt;proprietà analoghe a quelle dei neuroni specchio che noi avevamo descritto nel macaco&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo risultato è importante, a mio parere, non tanto perché dà la tanto attesa prova provata dell’esistenza dei neuroni specchio nella nostra specie, ma anche perché &lt;strong&gt;svela i vincoli allo sviluppo della conoscenza&lt;/strong&gt;. Dico questo perché per chi voleva vedere c’erano già abbondanti evidenze indirette che in qualche modo facevano pensare che fosse altamente improbabile che quelle evidenze potessero essere spiegate in altro modo; aggiungo che è stata dimostrata la presenza di un meccanismo analogo di rispecchiamento non solo nei macachi ma anche negli uccelli, e quindi sarebbe risultato sorprendente come un meccanismo che offre degli indubbi vantaggi adattativi a chi lo possiede e che è emerso più volte nel corso dell’evoluzione, per qualche misteriosa ragione fosse scomparso nel nostro cervello.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Credo che questi dati siano importanti perché estendono il nostro grado di conoscenza del &lt;strong&gt;meccanismo del rispecchiamento del cervello umano&lt;/strong&gt;. Primo perché troviamo questo meccanismo in aree del nostro cervello, poi perchè questi &lt;strong&gt;neuroni sono stati trovati in aree pre-motorie nella superficie mediale del lobo frontale &lt;/strong&gt;che esercitano un ruolo fondamentale nel regolare la nostra intenzionalità motoria. Oltretutto alcuni di questi neuroni, senza entrare in dettagli troppo tecnici, hanno prerogative funzionali che suggeriscono che possano svolgere un ruolo importante nell’impedirci di mimare automaticamente tutti i gesti che vediamo compiere agli altri. Consentono, quindi, attraverso l’attivazione, di avere una &lt;strong&gt;simulazione delle azioni altrui&lt;/strong&gt;, che secondo noi è un &lt;strong&gt;ingrediente fondamentale per comprenderle &lt;/strong&gt;e non una pappagallesca automatica imitazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Clicca qui per accedere alla &lt;a href="http://www.tsm.tn.it/documenti/varie/20100428_Intervista_Morelli_Gallese.pdf"&gt;versione integrale dell'intervista&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;--&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7258474252825599221-5629577870657886043?l=tsmartecultura.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/feeds/5629577870657886043/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/2010/06/dialoghi-tra-neuroscienza-ed-estetica.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7258474252825599221/posts/default/5629577870657886043'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7258474252825599221/posts/default/5629577870657886043'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/2010/06/dialoghi-tra-neuroscienza-ed-estetica.html' title='Dialoghi tra Neuroscienza ed Estetica'/><author><name>philipprauch</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14418857037843983945</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_AuWi9D6-ezY/TAT6YMi-8fI/AAAAAAAAAHE/D1j3HEYXL4o/s72-c/IMG_3545.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7258474252825599221.post-1979750905569561772</id><published>2010-05-31T13:38:00.007+02:00</published><updated>2010-05-31T19:24:17.487+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='economia della cultura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='vita a trento'/><title type='text'>GIOVANI ARTISTI PROMUOVONO IL TRENTINO - PIRAMIDI IN MOVIMENTO</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_AuWi9D6-ezY/TAOhdfhmCuI/AAAAAAAAAG8/jHLrD8KJytU/s1600/mongolfiera.png"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 129px; height: 110px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_AuWi9D6-ezY/TAOhdfhmCuI/AAAAAAAAAG8/jHLrD8KJytU/s200/mongolfiera.png" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5477399099863337698" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;8 Artisti Designer + 8 Prodotti tipici + 8 Artigiani d'eccellenza insieme &lt;br /&gt;per promuovere l'identità produttiva, paesaggistica e culturale del territorio Trentino&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Politiche Giovanili del Comune di Trento&lt;/span&gt; hanno ottenuto un importante riconoscimento nell'ambito del Progetto "La Rete dei Festival aperti ai giovani”, promosso dall'&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Anci&lt;/span&gt; (Associazione Nazionale Comuni Italiani) e sostenuto dal &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Ministro della Gioventù&lt;/span&gt; per la realizzazione di attività collegate al &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Festival dell'Economia&lt;/span&gt; e alla valorizzazione della partecipazione dei giovani. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’intero progetto curato da &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Cittadellarte – Fondazione Pistoletto&lt;/span&gt; ha previsto la selezione, insieme al circuito &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;GAI&lt;/span&gt; e alla &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;rete ITER&lt;/span&gt; degli otto giovani artisti, l'organizzazione di incontri degli artisti e le maestrie artigiane e le aziende del territorio; la ricerca, lo studio; fino alla realizzazione materiale dell'idea elaborata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;“Giovani artisti promuovono il Trentino – Piramidi in movimento”&lt;/span&gt; è il progetto, che si è articolato in quattro fasi.&lt;br /&gt;La prima fase, di lancio della proposta e di esplorazione del territorio per gli artisti selezionati, si è realizzato lunedì 28 settembre 2009. Nei giorni successivi gli otto artisti coinvolti hanno incontrato i testimoni degli elementi distintivi del territorio con sopralluoghi presso le imprese artigiane al fine conoscere le tecniche e le possibilità offerte dai vari materiali utilizzati dagli artigiani.&lt;br /&gt;La fase successiva ha visto gli artisti impegnati nella progettazione delle opere, passando dalle idee progettuali alla condivisione con le imprese produttrici e artigianali, arrivando poi alla realizzazione degli oggetti da parte degli artigiani.&lt;br /&gt;Nel corso della terza fase, all’interno della settima edizione di Mart&gt;Mac Master of Art and Culture Management di &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;tsm - Trentino School of Management&lt;/span&gt; sono state individuate delle strategie di marketing per valorizzare il progetto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La fase conclusiva si realizzerà con un seminario di presentazione all’interno del Festival dell’Economia (Giovedì 3 giugno 2010, ore 10:00. Palazzo Geremia - Sala Falconetto. Via Belenzani, 20 Trento) seguita presso la &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Fondazione Galleria Civica&lt;/span&gt; da una mostra delle otto opere d’arte realizzate e del diario del progetto, “Trentino. Racconti a km 0”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il seminario, &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;"Contaminare arte e produzione per innovare e promuovere il Trentino"&lt;/span&gt; sarà introdotto da &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Lucia Maestri&lt;/span&gt;, Assessore alla Cultura, Turismo e Politiche Giovanili del Comune di Trento e verrà moderato da Francesco Terreri, Giornalista quotidiano L’Adige.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Michelangelo Pistoletto&lt;/span&gt; (Artista), &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Alessandro Garofalo&lt;/span&gt; (Consigliere d’amministrazione di Trentino Sviluppo) e &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Danilo Eccher&lt;/span&gt; (Presidente della Fondazione Galleria Civica) discuteranno durante l'incontro riguardo alle possibilità dell'arte di incidere nell'ecomomia di un territorio e di stimolare il mondo della produzione aziendale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche a partire da alcune considerazioni sviluppate dagli allievi del Master di tsm durante l'attività di ricerca RBL (research based learning) condotta in questi ultimi mesi, si confronteranno sulle potenzialità e sulle possibili evoluzioni del progetto "Piramidi in Movimento". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra arte, marketing, design, artigianato, promozione del territorio… le opere prodotte dove si collocano? Sviluppando il confronto con i principali soggetti attivi in questi settori, la ricerca condotta dagli allievi di tsm ha restituito al Comune di Trento e a Cittadellarte una visione articolata delle prospettive di sostenibilità nell’utilizzo futuro dei manufatti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per maggiori informazioni sul seminario:&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2010.festivaleconomia.eu/node/440"&gt;www.festivaleconomia.eu&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.piramidiinmovimento.com/contributi.htm#tsm"&gt;www.piramidiinmovimento.com&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://trentogiovani.it/content/node/644"&gt;www.trentogiovani.it&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7258474252825599221-1979750905569561772?l=tsmartecultura.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/feeds/1979750905569561772/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/2010/05/giovani-artisti-promuovono-il-trentino.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7258474252825599221/posts/default/1979750905569561772'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7258474252825599221/posts/default/1979750905569561772'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/2010/05/giovani-artisti-promuovono-il-trentino.html' title='GIOVANI ARTISTI PROMUOVONO IL TRENTINO - PIRAMIDI IN MOVIMENTO'/><author><name>philipprauch</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14418857037843983945</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_AuWi9D6-ezY/TAOhdfhmCuI/AAAAAAAAAG8/jHLrD8KJytU/s72-c/mongolfiera.png' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7258474252825599221.post-8596020371338144129</id><published>2010-03-16T12:27:00.004+01:00</published><updated>2010-03-16T13:01:31.184+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='estetica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='comunicazione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='mostre'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='visite esterne'/><title type='text'>Si alza il sipario sul Mart!</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_AuWi9D6-ezY/S59yo5whFPI/AAAAAAAAAG0/ZM_nygay85Q/s1600-h/Degas_-_L%27orchestre_de_l%27Op%C3%A9ra.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 166px; height: 200px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_AuWi9D6-ezY/S59yo5whFPI/AAAAAAAAAG0/ZM_nygay85Q/s200/Degas_-_L%27orchestre_de_l%27Op%C3%A9ra.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5449200121166238962" /&gt;&lt;/a&gt;Si alza il sipario sul Mart!&lt;br /&gt;Dal campo lungo di Laurent alla buca dell’orchestra di Degas.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se volete scoprire i retroscena non conosciuti del teatro ottocentesco, non potete perdervi la nuova &lt;strong&gt;mostra “Dalla scena al dipinto. La magia del teatro nella pittura dell’Ottocento”&lt;/strong&gt; proposta dal &lt;strong&gt;Mart&lt;/strong&gt; - Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto.&lt;br /&gt;Scorci inediti, episodi mai raccontati e quadri che hanno ispirato famose pièce teatrali, accompagnano il visitatore tra celebri dipinti, disegni e maquette di illustri scenografie.&lt;br /&gt;Il &lt;strong&gt;curatore Guy Cogeval&lt;/strong&gt;, membro del comitato scientifico del Mart, con la collaborazione di Beatrice Avanzi ha offerto una nuova lettura della relazione tra teatro e scrittura teatrale selezionando le 200 opere che più rappresentano tale contaminazione.&lt;br /&gt;La mostra è stata inaugurata il 6 febbraio 2010 e rimarrà &lt;strong&gt;aperta fino al 23 maggio&lt;/strong&gt;; l’allestimento già ospitato al Musée de Marseille, dopo Rovereto approderà all’Art Gallery of Ontario di Toronto, rinnovando così la collaborazione tra il museo trentino e queste due &lt;strong&gt;importanti istituzioni internazionali&lt;/strong&gt;. &lt;br /&gt;Le opere selezionate raccontano poco più di cento anni di storia attraversando il neoclassicismo e il romanticismo, fino all’impressionismo e i primi esempi di simbolismo. Da David a Delacroix, passando per artisti quali Ingres e Hayez, i capolavori provenienti dal Musée d’Orsay e dal British Museum, dal Metropolitan Museum di New York e dal Musée du Louvre, dimostrano quanto i pittori dell’Ottocento e il mondo del teatro fossero reciprocamente influenzati.&lt;br /&gt;“I figli di Edoardo” di Delaroche è un chiaro esempio di come l’arte pittorica spesso abbia inciso sui canovacci teatrali: nella conclusione della tragedia di Shakespeare “Riccardo III”, infatti, la scena finale viene sostituita con il fermo immagine del pittore.&lt;br /&gt;Degno di nota è sicuramente il &lt;strong&gt;particolare allestimento &lt;/strong&gt;che, alle usuali pareti bianche del Mart, predilige tonalità molto intense di grigio e di rosa che fanno da sfondo alle opere esibite enfatizzandone &lt;strong&gt;l’effetto scenico&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;Le immagini ispirate alle piéce sono accompagnate da versi tratti dai copioni originali che coinvolgono il fruitore, immergendolo nell’atmosfera teatrale e facendolo diventare protagonista di vicende mai documentate.  &lt;br /&gt;I capolavori di Degas non raccontano semplicemente quello che avviene nella finzione del palcoscenico, ma svelano anche il mondo nascosto delle prove generali, dei dietro le quinte e della platea dei teatri. Si viene così a scoprire che i protagonisti de “L’orchestra del teatro” altro non sono che amici intimi del pittore che, ritraendoli da un’inusuale prospettiva, altera la composizione classica dell’orchestra spostando il primo violino a vantaggio del suo amico oboista.&lt;br /&gt;Opere dal grande formato si alternano a bozzetti e disegni di Appia, scenografo di fine ottocento che introduce lavori minimalisti, e maquette che riproducono in scala ridotta le scenografie di alcuni fra i più rinomati teatri europei, rendendo l’allestimento dinamico e la visita molto fluida.&lt;br /&gt;La mostra che prosegue la ricerca di modernità alla quale il Mart è votato, è un’occasione per approfondire ambiti e connessioni poco conosciuti e allo stesso tempo avvicinare nuovi pubblici al mondo dell’arte, grazie soprattutto alla notorietà e alla qualità delle opere esposte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giulia Hertmaier&lt;br /&gt;Valentina Parisotto&lt;br /&gt;Martina Santoni&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Recensione edita su commissione dei docenti Giampaolo Carbonetto e Generoso Picone all’interno della lezione Comunicare la cultura. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;--&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7258474252825599221-8596020371338144129?l=tsmartecultura.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/feeds/8596020371338144129/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/2010/03/si-alza-il-sipario-sul-mart.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7258474252825599221/posts/default/8596020371338144129'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7258474252825599221/posts/default/8596020371338144129'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/2010/03/si-alza-il-sipario-sul-mart.html' title='Si alza il sipario sul Mart!'/><author><name>philipprauch</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14418857037843983945</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_AuWi9D6-ezY/S59yo5whFPI/AAAAAAAAAG0/ZM_nygay85Q/s72-c/Degas_-_L%27orchestre_de_l%27Op%C3%A9ra.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7258474252825599221.post-8917935879837897135</id><published>2010-03-15T11:36:00.007+01:00</published><updated>2010-04-08T18:38:37.218+02:00</updated><title type='text'>Falsos Positivos: uno scandalo sconosciuto</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_AuWi9D6-ezY/S54Pfxaz0KI/AAAAAAAAAGs/T_mWWxzPkzs/s1600-h/falsos_positivos.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 118px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_AuWi9D6-ezY/S54Pfxaz0KI/AAAAAAAAAGs/T_mWWxzPkzs/s200/falsos_positivos.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5448809637681025186" /&gt;&lt;/a&gt;In occasione della sesta edizione di &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Social Film&lt;/span&gt;, rassegna di documentari indipendenti  che si tiene presso il &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Teatro Cuminetti di Trento&lt;/span&gt;, abbiamo assistito alla proiezione di Falsos Positivos, di Simone Bruno e Dado Carillo.&lt;br /&gt;Si tratta di un &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;documentario del 2009&lt;/span&gt; che vuole far emergere lo &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;scandalo colombiano sconosciuto&lt;/span&gt; a quasi tutto il resto del mondo, quello appunto dei Falsos Positivos; più di 1600 civili innocenti spacciati per guerriglieri e uccisi dall’esercito paramilitare colombiano per dimostrare i risultati positivi del governo nella guerra ai narcotrafficanti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di che si tratta?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In base a quanto riportato nel documentario, i soldati dell’esercito&lt;span style="font-weight:bold;"&gt; ricevono licenze,medaglie e meriti per ogni “guerrigliero” assassinato; così si ucciderebbe per ottenere il permesso di andare a trovare parenti lontani&lt;/span&gt;, per poter mostrare un fregio in più sulla divisa, e coloro che si macchiano di questa colpa sono a loro volta servi di un &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;potere  malato che non sapendo affrontare istituzionalmente il problema della droga e della criminalità ricorre a mezzi disumani&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Così gente comune verrebbe allontanata dalle vie della propria città con la promessa di un buon posto di lavoro e dopo poche ore venduta all’esercito colombiano, assassinata, spogliata, vestita come i guerriglieri delle FARC e fotografata a testimoniare l’ “opera buona” compiuta dai militari; militari che dovrebbero garantire legalmente la sicurezza dei cittadini, e non andare in giro ad uccidere civili.&lt;br /&gt;Inoltre il documentario ci mostra come spesso le vittime siano semplici contadini che l’esercito uccide come se fossero guerriglieri alleati con le &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;FARC&lt;/span&gt;, gruppo di guerriglia rivoluzionaria e di opposizione al potere, dal 2000 entrate nella lista dei gruppi terroristici stilata dagli USA.&lt;br /&gt;Un abuso nell’abuso, una &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;violazione che si maschera dietro un’altra lotta&lt;/span&gt;, quella  tra esercito colombiano e guerriglia di opposizione al potere ufficiale; in mezzo stanno loro, le &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;vittime, una ogni 19 ore&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Il caso dei Falsos Positivos (nome che viene usato da chi queste vittime le aveva come figli, mariti, fratelli) è un evidente &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;crimine contro l’umanità&lt;/span&gt;, contro il diritto alla vita. Crimine &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;che rimane taciuto&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;A fine proiezione il documentario è stato commentato dall’ideatore della rassegna, &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Stefano Giordano&lt;/span&gt;, e dal Giornalista &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Guido Piccoli&lt;/span&gt;, esperto in questioni relative all’America Latina  che ha collaborato alla realizzazione di alcune parti della pellicola. Piccoli ha spiegato che questi &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;crimini impuniti&lt;/span&gt; riescono ad essere perfettamente &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;mascherati dal governo&lt;/span&gt;, tanto che la Colombia  viene da tutti percepita come esempio virtuoso di lotta al narcotraffico.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Il presidente Uribe&lt;/span&gt;, ha raccontato Piccoli, &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;spinge i suoi militari a portare risultati positivi, ovvero cadaveri&lt;/span&gt;, come prova della lotta contro le FARC (unico movimento di opposizione al potere ufficiale), ma per nascondere l’incapacità dell’esercito di combattere la guerriglia manda i suoi militari a fare altri morti tra i civili, spacciandoli per guerriglieri.&lt;br /&gt;Si stima che su 10 crimini di lesa umanità, 9 siano compiuti dall’esercito di Uribe, 1 dalle FARC.&lt;br /&gt;Nonostante ciò &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;si continua  a pensare che la Colombia sia una democrazia&lt;/span&gt;, solo perché nella sua storia c’è stato solo un colpo di stato, o perché, di fatto, per eleggere il presidente si  ricorre a  regolari elezioni popolari.&lt;br /&gt;Chi verrà mai a sapere che la popolazione mette in atto massicce forme di resistenza  e di protesta per chiedere giustizia? Chi verrà mai a sapere che un terzo dei politici colombiani sono indagati per paramilitarismo?&lt;br /&gt;Maria Chiara Buffoni&lt;br /&gt;Stefania Cogliani&lt;br /&gt;Valentina Parisotto&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7258474252825599221-8917935879837897135?l=tsmartecultura.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/feeds/8917935879837897135/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/2010/03/falsos-positivos-uno-scandalo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7258474252825599221/posts/default/8917935879837897135'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7258474252825599221/posts/default/8917935879837897135'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/2010/03/falsos-positivos-uno-scandalo.html' title='Falsos Positivos: uno scandalo sconosciuto'/><author><name>philipprauch</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14418857037843983945</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_AuWi9D6-ezY/S54Pfxaz0KI/AAAAAAAAAGs/T_mWWxzPkzs/s72-c/falsos_positivos.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7258474252825599221.post-7777861330823569754</id><published>2010-03-15T11:00:00.004+01:00</published><updated>2010-03-15T11:26:31.630+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='economia della cultura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='musica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='visite esterne'/><title type='text'>Per fortuna era una viola</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_AuWi9D6-ezY/S54K-kaGN9I/AAAAAAAAAGk/hbfu3qI4IoI/s1600-h/ruiz19.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 134px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_AuWi9D6-ezY/S54K-kaGN9I/AAAAAAAAAGk/hbfu3qI4IoI/s200/ruiz19.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5448804669206181842" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;“Se a dieci anni anni, invece di ricevere in dono una viola, mi avessero regalato un revolver forse sarei diventato un bandito”. &lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con queste parole ama descriversi &lt;strong&gt;Edicson Ruiz&lt;/strong&gt;, ventitreenne &lt;strong&gt;prodigio della musica &lt;/strong&gt;per essersi guadagnato un futuro grazie al &lt;strong&gt;sistema musicale venezuelano di Antonio Abreu&lt;/strong&gt;, e prodigio per esser stato ammesso nella massima istituzione musicale occidentale, i &lt;strong&gt;Berliner Filarmonoker&lt;/strong&gt;, a soli diciotto anni, quando la norma ne prevede l'ammissione tra i 30 e i 60 anni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chiude gli occhi e si dondola, accomodando i suoi lineamenti morbidi sul viso di ragazzo con un sorriso, in attesa  che la musica di accompagnamento lo introduca alla sua parte nell'esecuzione dei colossi della musica sinfonica occidentale, Haydn e Mozart in primis, nell'anteprima ospitata dalla sala Piatti di Bergamo della preview del &lt;strong&gt;concerto con Sergio Tiempo al piano e Ivan Garcia &lt;/strong&gt;come basso che si terrà a &lt;strong&gt;Berlino il 16 marzo 2010&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per maggiori informazioni: &lt;a href="http://www.berliner-philharmoniker.de"&gt;www.berliner-philharmoniker.de&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;a cura di Elisabetta Gherardi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;--&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7258474252825599221-7777861330823569754?l=tsmartecultura.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/feeds/7777861330823569754/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/2010/03/per-fortuna-era-una-viola.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7258474252825599221/posts/default/7777861330823569754'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7258474252825599221/posts/default/7777861330823569754'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/2010/03/per-fortuna-era-una-viola.html' title='Per fortuna era una viola'/><author><name>philipprauch</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14418857037843983945</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_AuWi9D6-ezY/S54K-kaGN9I/AAAAAAAAAGk/hbfu3qI4IoI/s72-c/ruiz19.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7258474252825599221.post-8701906620977042405</id><published>2010-03-15T10:52:00.003+01:00</published><updated>2010-03-15T11:00:43.490+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='vita a trento'/><title type='text'>C’è vita su Trento?</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_AuWi9D6-ezY/S54DiS4Y4sI/AAAAAAAAAGc/bqNwqc0_D-0/s1600-h/palla+di+fieno+2.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 161px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_AuWi9D6-ezY/S54DiS4Y4sI/AAAAAAAAAGc/bqNwqc0_D-0/s200/palla+di+fieno+2.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5448796486883664578" /&gt;&lt;/a&gt;Dopo una ricerca durata ben sei mesi, volta a trovare le caratteristiche preziose che fanno di Trento una città unica nel suo genere, le studentesse del Mac, Master of Art and Culture Management, hanno pubblicato un interessante studio … ecco cosa è emerso:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• &lt;em&gt;Potreste girare almeno quattro bar prima di poter bere un caffè, se vi arrischiate a farlo dopo le 22.00.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Gli strani abitanti del luogo, se oserete avanzare una tale richiesta, sfodereranno una galleria di convincenti motivazioni corredate da espressioni di pietà verso voi abitanti di un altro pianeta, che siete così incomprensibilmente legati ad una bevanda che non vi fa dormire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• &lt;em&gt;Siete abituati a vivere abbondanti e divertenti happy hour nella vostra ridente città? Scordateli.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;A Trento la parola aperitivo è esoterismo puro; non si può pronunciare in pubblico e per questo dovrete conoscere a fondo i punti di ritrovo di Trento (e le persone giuste) prima di trovare dei bar che offrano happy hour degni di questo nome.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• &lt;em&gt;A Trento i circoli culturali più attivi sono allocati nei sottoscala di qualche palazzo e per accedervi dovete suonare il campanello. Quindi occhio ai portoni!&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Per evitare rischi di contagio con i meno acculturati, infatti, gli abitanti di questa città scavano buche profonde almeno quattro metri, che riempiono di gente, musica e poesia; sono riti molto importanti e interessanti, ma ancora una volta dovrete scovarli, non vi si paleseranno così facilmente!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• &lt;em&gt;La domenica è giorno di riposo, e i trentini sono l’unica popolazione del globo conosciuto a rispettarlo rigorosamente: mettetevi il cuore in pace, non troverete niente di aperto.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Il motivo di ciò è emerso dopo lunghe ricerche filologiche; abbiamo scoperto che quando Dio alla fine della creazione decise di riposarsi, se ne andò a Doss Trento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• &lt;em&gt;Ai non indigeni è consigliato un corso intensivo di cultura del vino e della birra.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Qui ne scorre a fiumi e c’è chi dice che il cambio del corso dell’Adige sia dovuto alla pericolosa vicinanza che il fiume aveva con il bar Picaro nell’800. Pare infatti che sotto i fumi di cotanto alcool (di ottima qualità, ma bisogna saper distinguere!) molti trentini clienti dello storico bar finissero per farsi un bagno nel fiume.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• &lt;em&gt;Spesso sono organizzate ottime rassegne cinematografiche e incontri culturali.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Ma anche questi piuttosto nascosti; bisogna avere antenne, e non orecchie, per intercettarli. Vi consigliamo per questo di allenarvi, provando a captare nell’aria la presenza di un bel documentario come quello che vi racconteremo tra poco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Buona permanenza a tutti! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le ricercatrici &lt;br /&gt;Valentina Parisotto&lt;br /&gt;Stefania Cogliani&lt;br /&gt;Maria Chiara Buffoni&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;--&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7258474252825599221-8701906620977042405?l=tsmartecultura.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/feeds/8701906620977042405/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/2010/03/ce-vita-su-trento.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7258474252825599221/posts/default/8701906620977042405'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7258474252825599221/posts/default/8701906620977042405'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/2010/03/ce-vita-su-trento.html' title='C’è vita su Trento?'/><author><name>philipprauch</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14418857037843983945</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_AuWi9D6-ezY/S54DiS4Y4sI/AAAAAAAAAGc/bqNwqc0_D-0/s72-c/palla+di+fieno+2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7258474252825599221.post-924097686954553628</id><published>2010-03-05T12:26:00.005+01:00</published><updated>2010-03-05T13:12:31.425+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='competenze manageriali'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='idee sul master'/><title type='text'>Terno Secco su Sardagna</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_AuWi9D6-ezY/S5DvKowe5UI/AAAAAAAAAFk/4q9GLoIyiCU/s1600-h/Balla_-_Numeri_innamorati.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 137px; height: 200px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_AuWi9D6-ezY/S5DvKowe5UI/AAAAAAAAAFk/4q9GLoIyiCU/s200/Balla_-_Numeri_innamorati.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5445114915509429570" /&gt;&lt;/a&gt;5,8,22,23,24,25... &lt;br /&gt;no, non sono i numeri vincitori dell’ultimo superenalotto, non siamo nemmeno arrivati a dare i numeri, ma sono solo la combinazione del nostro stress mentale, causato dalle &lt;strong&gt;scadenze di consegne e visite in giro per la città&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sembra strano, ma a cinque mesi dall’inizio del master, siamo più stanchi ed in crisi di prima: non più per la peculiarità dei temi trattati e le modalità di lezione, bensì per le &lt;strong&gt;verifiche di area&lt;/strong&gt;, i &lt;strong&gt;curricula vitae &lt;/strong&gt;da redigere e correggere, &lt;strong&gt;libri di testo &lt;/strong&gt;da studiare, presentare e molto altro ancora. A leggersi appare un inferno, invece è &lt;strong&gt;una vera e propria palestra di vita. &lt;/strong&gt;Da che mondo è mondo si hanno sempre scadenze da rispettare e consegne da fare. Quale luogo e momento migliore di un anno di Master per farsi le ossa???&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto il lavoro che stiamo facendo ci sta insegnando i tempi e le problematiche che riscontreremo poi in un ambiente lavorativo tutt’altro che conformato e preformato. In un ambiente protetto come quello del Master confrontarsi con sviste ed approssimazioni è &lt;strong&gt;stimolo e punto di partenza per approfondire ancora i temi legati all’organizzazione di eventi&lt;/strong&gt;. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Curiosità e passione&lt;/strong&gt; verso ciò che si realizza sono le parole chiave per il raggiungimento positivo dell’obiettivo che dovrà guidare tutto il lavoro. 5-10-100-1000 sono i numeri che più mi interessa sottolineare: le cifre del nostro costo di attivazione!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;a cura di Yvonne – Viviana – Amanda - Giuseppe&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;--&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7258474252825599221-924097686954553628?l=tsmartecultura.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/feeds/924097686954553628/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/2010/03/terno-secco-su-sardagna.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7258474252825599221/posts/default/924097686954553628'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7258474252825599221/posts/default/924097686954553628'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/2010/03/terno-secco-su-sardagna.html' title='Terno Secco su Sardagna'/><author><name>philipprauch</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14418857037843983945</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_AuWi9D6-ezY/S5DvKowe5UI/AAAAAAAAAFk/4q9GLoIyiCU/s72-c/Balla_-_Numeri_innamorati.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7258474252825599221.post-8548019792538273178</id><published>2010-02-09T09:56:00.008+01:00</published><updated>2010-03-05T13:15:43.765+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='video-arte'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='organization analysis'/><title type='text'>Capitare al momento giusto nel posto giusto!</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_AuWi9D6-ezY/S5D15qvWvgI/AAAAAAAAAF0/mrzKP-aGjaI/s1600-h/Avatar-Foto-Dal-Set.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 110px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_AuWi9D6-ezY/S5D15qvWvgI/AAAAAAAAAF0/mrzKP-aGjaI/s200/Avatar-Foto-Dal-Set.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5445122320565190146" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Capitare al momento giusto nel posto giusto! &lt;br /&gt;Questa è stata una delle mie fortune nell’esperienza di &lt;a href="http://www.tsm.tn.it/interne/interna2.aspx?ID=12510"&gt;Organization Analysis &lt;/a&gt;che mi ha visto ospite presso l’associazione Amici del Future Film Festival di Bologna nel momento per cui loro lavorano tutto l’anno: la rassegna – evento del &lt;a href="http://www.futurefilmfestival.org/it/index.php"&gt;Future Film Festival 2010&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Evento nato nel 1999 a Bologna e il solo a livello nazionale dedicato alla scoperta del back office dell’animazione e del processo di produzione di immagini realizzate con le nuove tecnologie informatiche, è diventato il più atteso appuntamento del settore. &lt;br /&gt;Come ogni rassegna, il Future Film Festival non fa alcuna eccezione nel prevedere all’interno del suo programma “l’evento clou”, di richiamo per il proprio pubblico abituale e non solo!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;RICAPITOLANDO..&lt;br /&gt;Stiamo parlando di cinema.. giusto?SI! Se vi chiedessi: ditemi il titolo del film evento dell’anno 2010? .. non so voi ma la mia risposta è AVATAR di James Cameron. &lt;br /&gt;AL FUTURE FILM FESTIVAL ED. 2010..&lt;br /&gt;Mercoledì 27 gennaio 2010 è stato &lt;strong&gt;ospite d’eccezione Joe Letteri, il  senior Visual Effect Supervisor di "Avatar"&lt;/strong&gt;, che in anteprima nazionale ha svelato il making of del film. &lt;br /&gt;La location scelta per l’incontro a me personalmente ha affascinato molto, Palazzo Re Enzo a Bologna, ovvero un palazzo del XII° che si è trovato ad ospitare il cinema del XXI°: un bel salto temporale.. che ne pensate? Unica pecca, a mio dire e non solo, è stata la scelta di una sala troppo piccola per un evento di cui si poteva benissimo prevederne la portata del richiamo, dovuta al solo nome del film “Avatar”!&lt;br /&gt;L’incontro ha suscitato forti emozioni nel pubblico - me compresa - che si è prodotto in una serie continua di applausi spontanei che hanno accompagnato Letteri durante tutta la sua conferenza in un’atmosfera quasi surreale, come quella che connota il film in esame.&lt;br /&gt;Diversi i temi toccati, ma uno di quelli che sta iniziando a dare una svolta al cinema di oggi e del futuro è sicuramente la volontà di eliminare il confine tra il reale e il virtuale nelle pellicole.&lt;br /&gt;Per realizzare questo obiettivo nel film “Avatar”, il regista ha usato una camera virtuale con cui riusciva ad interagire allo stesso tempo sia con gli attori che con gli avatar: le riprese dal vivo venivano infatti trasposte simultaneamente in un primo livello di grafica animata.&lt;br /&gt;Come riuscire a fare ciò? È stato creato un caschetto munito di minicamere che riprendevano solo le espressioni facciali per poterle trasportare sugli avatar al fine di catturare le emozioni dei personaggi. Ma io purtroppo parlo da profana in materia, per cui non mi resta che lasciar parlare gli addetti ai lavori!  ENJOY YOUR VISION!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=slsj7kxWxZA&amp;feature=channel"&gt;video back stage Avatar 1&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=npyvglke9lY&amp;feature=channel "&gt;video back stage Avatar 2&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=1rx5J3PLddk&amp;feature=channel "&gt;video back stage Avatar 3&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(3 video su you tube : BACK STAGE film Avatar)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Monica Fattorelli&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;--&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7258474252825599221-8548019792538273178?l=tsmartecultura.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/feeds/8548019792538273178/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/2010/02/capitare-al-momento-giusto-nel-posto.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7258474252825599221/posts/default/8548019792538273178'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7258474252825599221/posts/default/8548019792538273178'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/2010/02/capitare-al-momento-giusto-nel-posto.html' title='Capitare al momento giusto nel posto giusto!'/><author><name>philipprauch</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14418857037843983945</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_AuWi9D6-ezY/S5D15qvWvgI/AAAAAAAAAF0/mrzKP-aGjaI/s72-c/Avatar-Foto-Dal-Set.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7258474252825599221.post-4659405324174580977</id><published>2010-01-25T18:33:00.006+01:00</published><updated>2010-03-05T13:17:09.734+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='competenze manageriali'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='organization analysis'/><title type='text'>10 GIORNI DA CITTADINODELLARTE</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_AuWi9D6-ezY/S5D2MxirzJI/AAAAAAAAAF8/NzF8T3I_ryo/s1600-h/Copia+di+pistoletto.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 144px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_AuWi9D6-ezY/S5D2MxirzJI/AAAAAAAAAF8/NzF8T3I_ryo/s200/Copia+di+pistoletto.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5445122648808606866" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Non è un errore di ortografia quello che si legge nel titolo e non ho litigato con la grammatica italiana, ma per raccontare la mia esperienza di dieci giorni di organization analysis a Cittadellarte (tutto attaccato e senza apostrofo ed accento) non saprei proprio da dove cominciare. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Allora: un sogno, i cubi in movimento, una università delle idee per giovani creativi, fashion sostenibile, bioarchitettura, amare le differenze, un nuovo modo di concepire l’economia, il terzo paradiso … ho visto tante cose ed incontrato tante persone interessanti che non basterebbe un intero blog per raccontarlo. Innanzitutto la cordialità e la disponibilità di tutti i cittadini che fanno parte della Fondazione. Ho avuto l’opportunità di incontrare tutti, di potermi far raccontare le loro esperienze lavorative, e  mi sono sentito subito a mio agio. Andavo saltellando di ufficio in ufficio a scoprire le tantissime cose che questa fondazione riesce a fare. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Al centro di tutto c’è l’arte&lt;/span&gt;, in ogni sua espressione, ma non un’ arte fine a se stessa, ma &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;tesa a realizzare una trasformazione responsabile in ogni ambito dell’agire umano&lt;/span&gt;. E chiedendo ai vari uffizi, ovvero i centri operativi della fondazione che per adesso sono: produzione, arte, spiritualità, architettura, economia, lavoro, educazione, nutrimento, comunicazione, stampa, politica, ecologia (ma il sogno di Michelangelo Pistoletto sarebbe riuscire ad abbracciare tutto ciò che appartiene all’umano) ho scoperto che l’arte può essere un grande veicolo per un cambiamento sociale. E poi non ci sono solo gli uffizi ma anche l’archivio, la foresteria, lo store, l’amministrazione, i laboratori, ReMida, UNIDEE … insomma un mondo di cose da scoprire!&lt;br /&gt;«Un motto in questo senso è “eliminare le distanze mantenendo le differenze”. Si apre un laboratorio il cui proposito è quello di formare un nucleo embrionale di energia che possa essere comunicata al di fuori di un ristretto campo. Cioè raccogliere le pulsioni creative che cercano il contatto tra le innumerevoli potenzialità esistenti benché inespresse: per creare in conseguenza dei canali di collegamento che debbono formare la struttura sferica della società umana sul pianeta.» così Michelangelo Pistoletto descrive nel testo Progetto Arte del 1994 qual è uno dei motivi per cui ha pensato la Cittadellarte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Davvero guardandola dall’interno la Fondazione Pistoletto si presenta come &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;un laboratorio dove si progetta il presente attraverso veicoli creativi e si costruiscono ponti tra aspetti sociali che sembrerebbero non comunicare&lt;/span&gt;. Il tutto sempre con una grande attenzione all’uomo, all’ambiente e con un uso appropriato ed etico delle tecnologie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se l’arte è il vostro pane quotidiano, Cittadellarte deve essere una delle mete del vostro cammino. Vi posso testimoniare che respirare per qualche giorno il clima di Cittadellarte vi farà bene! &lt;br /&gt;State ancora leggendo questo post? Che cosa aspettate a cercare con quale mezzo raggiungere Biella per andarla a visitare? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per far partire il vostro viaggio eccovi due link:&lt;br /&gt;&lt;a href=" http://www.cittadellarte.it/"&gt;&lt;br /&gt;http://www.cittadellarte.it/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.pistoletto.it/"&gt;http://www.pistoletto.it/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Portatevi il vostro bagaglio di creatività, tornerete con bauli di nuove idee!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella foto Michelangelo Pistoletto di fronte ad una sua opera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giuseppe Fiore&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;--&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7258474252825599221-4659405324174580977?l=tsmartecultura.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/feeds/4659405324174580977/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/2010/01/10-giorni-da-cittadinodellarte.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7258474252825599221/posts/default/4659405324174580977'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7258474252825599221/posts/default/4659405324174580977'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/2010/01/10-giorni-da-cittadinodellarte.html' title='10 GIORNI DA CITTADINODELLARTE'/><author><name>philipprauch</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14418857037843983945</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_AuWi9D6-ezY/S5D2MxirzJI/AAAAAAAAAF8/NzF8T3I_ryo/s72-c/Copia+di+pistoletto.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7258474252825599221.post-7968555761199454514</id><published>2010-01-21T16:28:00.005+01:00</published><updated>2010-03-05T13:18:30.258+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='economia della cultura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='organization analysis'/><title type='text'>Parchi letterari: viaggi nei luoghi dei grandi scrittori</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_AuWi9D6-ezY/S5D2img-_gI/AAAAAAAAAGE/oQPFSl56ZpY/s1600-h/Tmp00001.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 150px; height: 200px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_AuWi9D6-ezY/S5D2img-_gI/AAAAAAAAAGE/oQPFSl56ZpY/s200/Tmp00001.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5445123023805808130" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Durante la propria esperienza di &lt;a href="http://www.tsm.tn.it/interne/interna2.aspx?ID=12510"&gt;Organization Analysis&lt;/a&gt; presso Monti&amp;Taft Caterina Rosati ha avuto occasione di elaborare e vedere pubblicato su &lt;a href="http://www.tafter.it/"&gt;tafter.it&lt;/a&gt; l'articolo che segue.&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il nostro Paese è ricco di tesori culturali a cui scrittori, drammaturghi e poeti hanno attinto nelle loro opere descrivendoli o semplicemente esprimendoli nell’invenzione letteraria.&lt;br /&gt;Città, piazze, vicoli, chiese ma anche paesaggi, campagne, vallate, coste e quant’altro si possa ritrovare racchiuso tra le pagine di un libro, possono diventare un prezioso patrimonio culturale da proteggere, valorizzare e rendere fruibile ai visitatori in una sorta di viaggio nella letteratura e  nella memoria.&lt;br /&gt;Sono queste le premesse essenziali che hanno dato vita al progetto dei Parchi Letterari nato alla fine degli anni Ottanta da un’idea di Stanislao Nievo, nipote del celebre autore “Le confessioni di un italiano”Ippolito Nievo, diventati marchio e  Fondazione, e successivamente confluito nella Società Paesaggio Culturale Italiano, la nuova impresa creata da Enrico Ducrot de I Viaggi dell’Elefante con Cunsuelo Nievo e Stanislao de Marsanich, collaboratore dello stesso Stanislao Nievo.&lt;br /&gt;Con Paesaggio Culturale Italiano e l’organizzazione tecnica di Viaggi dell’Elefante, i Parchi diventano parte dell’offerta turistica italiana, divenendo un nuovo prodotto ricco e strutturato da vendere nelle agenzie di viaggi, per la promozione del territorio e la valorizzazione in Italia e all’estero del patrimonio culturale, naturale e umano. La nascita di questo nuovo prodotto turistico prevede la realizzazione di vere e proprie mappe culturali, di un calendario di eventi per proposte di viaggio inerenti alle attività dei Parchi e la pubblicazione di un catalogo in primavera.&lt;br /&gt;Il Parco Letterario ricrea, attraverso i luoghi reali rintracciati, le atmosfere e le suggestioni che impregnano il testo letterario stesso, cercando di coinvolgere, come afferma Stanislao de Marsanich,  tutti e cinque i sensi e contemporaneamente stimolare l’immaginazione dei visitatori. Questo criterio fa emergere l’evoluzione dell’idea di patrimonio, non più vincolato ai soli monumenti ma ad un luogo, concetto che permette di superare la separazione tra la natura e la cultura e che investe direttamente il coinvolgimento attivo della popolazione in un processo di riappropriazione dell’identità.&lt;br /&gt;L’idea dei Parchi Letterari nasce dall’esigenza di unire  due esperienze, quella dell’immaginazione e quella della realtà: partire dalle suggestioni letterarie (i luoghi di nascita o di ispirazione di un autore o quelli in cui ha ambientato la sua opera) per creare dei percorsi concreti.&lt;br /&gt;Ma il Parco è contemporaneamente, uno spazio fisico e mentale, che a differenza di quello naturale non ha confini e che attraverso le iniziative degli attori coinvolti si trasforma in concreta proposta di fruizione turistica. Queste nuove chiavi di lettura passano attraverso l’organizzazione di eventi speciali, rappresentazioni teatrali, letture, visite guidate, attività di natura enogastronomica e di artigianato che consentono di dar vita alla costruzione di un vero e proprio prodotto turistico  stimolando la visita, da parte del lettore, di luoghi altrimenti considerati solo per la loro bellezza paesaggistica. Tra le iniziative originali già svolte, all’intero dei Parchi, basta ricordare Un Viaggio…Imperiale che prevedeva la visita guidata in battello, sul lago di Paola alla scoperta della Villa imperiale di Domiziano, nel Parco di Omero. La visita, tra le più complete nel territorio del Parco Nazionale del Circeo,unisce storia, natura e paesaggio dando vita ad uno scenario unico, alla scoperta di un sito archeologico tra i più importanti del territorio.&lt;br /&gt;In questo modo il Parco è uno strumento capace di mettere in moto un processo di sviluppo economico, sociale e di crescita del territorio interessato, attraverso un nuovo utilizzo dei beni culturali e di identificazione degli abitanti nei confronti del territorio, stimolando nuove forme di imprenditorialità legate alla presenza dei visitatori e diffondendo la conoscenza di ambienti peculiari, ma estranei e distanti ai grandi circuiti turistici di massa. Tra gli obiettivi principali vi è infatti, quello di rendere i Parchi sempre più permanenti sul territorio trasformandoli in una meta di turismo di nicchia. Tutto ciò avviene nel rispetto di esso, inserendo i Parchi in un contesto di turismo culturale responsabile e sostenibile, attraverso una serie di criteri ben definiti (come l’utilizzo di lampadine a basso consumo), in quanto il paesaggio non è inteso esclusivamente come panorama, ma come luogo identitario del territorio, che investe l’intera comunità li presente e che va preservato, scoprendone così la bellezza e la suggestione attraverso la riscoperta del rapporto tra natura e uomo. Percorsi che si snodano attraverso i sentieri e le strade dei luoghi legati ai temi dell’opera dell’autore: Storie… di streghe, di fiaccole e d’altre storie, è un esempio di rappresentazioni serali tenutesi nel borgo di Anversa degli Abruzzi, dove le rappresentazioni teatrali venivano svolte in dei luoghi specifici ,“quadri”, riconducibili alla tradizione anversana e a D’Annunzio.&lt;br /&gt;I Parchi Letterari rivestono un ruolo decisivo soprattutto per i piccoli centri, in quanto acquisiscono un ruolo di riferimento culturale per essi e cercando,inoltre, di garantire la tutela del territorio in cui nascono. Un viaggio reso reale ed attuale, anche nelle realtà più piccole, dall’incontro con i personaggi del luogo che introducono ad un racconto inseparabile dal luogo: il risultato è che una visita ai territori leviani di Grassano ed Aliano compresi nel parco Levi in Basilicata, rende protagonisti del Cristo si è formato ad Eboli, grazie all’organizzazione di visite guidate nei luoghi descritti nel romanzo, viaggi della memoria e mostre.&lt;br /&gt;Bisogna inoltre sottolineare che i singoli parchi nascono per volontà individuali, sono dei veri e propri abiti su misura, riflettendo differenti situazioni umane e ambientali e che la funzionalità di essi è garantita solo se vi è un reale interesse da parte delle realtà locali alla loro realizzazione ed al loro sviluppo: un peso determinante è svolto dalle politiche del paesaggio e dalle autorità locali, affinché si crei una rete funzionale con esse e possano svilupparsi al meglio senza rimanere isolati. Molti parchi collaborano o sono direttamente gestiti da Enti e Associazioni ambientaliste, Associazioni culturali o Società Cooperative, come avviene per il Parco Letterario“Giovanni Verga”a Vizzini (Catania), o il caso della nascita del Parco dedicato a Pierpaolo Pasolini all’Idroscalo di Ostia ad opera del Centro Habitat Mediterraneo-Lipu.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Approfondimenti:&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.parchiletterari.com"&gt;www.parchiletterari.com&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rosati Caterina&lt;br /&gt;Clicca &lt;a href="http://www.tafter.it/2010/01/18/parchi-letterari-viaggi-nei-luoghi-dei-grandi-scrittori/"&gt;qui&lt;/a&gt; per leggere l'articolo direttamente su Tafter&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7258474252825599221-7968555761199454514?l=tsmartecultura.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/feeds/7968555761199454514/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/2010/01/parchi-letterari-viaggi-nei-luoghi-dei.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7258474252825599221/posts/default/7968555761199454514'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7258474252825599221/posts/default/7968555761199454514'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/2010/01/parchi-letterari-viaggi-nei-luoghi-dei.html' title='Parchi letterari: viaggi nei luoghi dei grandi scrittori'/><author><name>philipprauch</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14418857037843983945</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_AuWi9D6-ezY/S5D2img-_gI/AAAAAAAAAGE/oQPFSl56ZpY/s72-c/Tmp00001.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7258474252825599221.post-9060025987258482482</id><published>2010-01-11T11:47:00.006+01:00</published><updated>2010-03-05T13:22:30.012+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='economia della cultura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='competenze manageriali'/><title type='text'>Il marketing culturale nell’era dell’economia delle esperienze</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_AuWi9D6-ezY/S5D3dl_AGbI/AAAAAAAAAGM/x3RwKBa8St0/s1600-h/IMG_0070.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 166px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_AuWi9D6-ezY/S5D3dl_AGbI/AAAAAAAAAGM/x3RwKBa8St0/s200/IMG_0070.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5445124037275556274" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Nello studio dei processi che appartengono alla gestione dell’arte e della cultura in Italia non è proprio facile parlare degli aspetti economico-finanziari in un’organizzazione aziendale e risulta ancora più difficile &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;discutere di marketing&lt;/span&gt;. Tutto questo perché siamo ancora molto legati a pensieri che intendono il marketing come meccanismi di controllo e manipolazione per il profitto di alcuni, o per la mancanza di competenze di gestione finanziaria che vadano d’accordo con i propri obiettivi e missione dell’organizzazione o istituzione culturale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ricordiamo però che abbiamo già superato l’era della produzione di beni e servizi di consumo per la mera soddisfazione di bisogni ai fini del profitto dell’impresa. Oggi chi gestisce un’azienda culturale, intendasi un’organizzazione o istituzione d’arte o cultura anche di tipo non profit, ha l’opportunità, o meglio dire la necessità di essere trasparente nella comunicazione per il raggiungimento dei propri obiettivi in relazione al pubblico a cui si rivolge. Ci si rende conto che è anche necessario avere una strategia se si vuole riuscire nell’intento. Tutto ciò influenza la tipologia di relazioni interne ed esterne dell’organizzazione. Oggi è precisamente lo scambio diretto fra azienda e clienti o fruitori quel che costituisce la base di una pratica economica di successo. Allora possiamo dire che stiamo vivendo nell’&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;era dello scambio e della creazione di vere relazioni&lt;/span&gt; basate su un principio di &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;mutualismo fra persone e aziende&lt;/span&gt;. Si parla di economia del simbolico, dove le prestazioni funzionali di un prodotto o servizio non bastano più come accadeva prima durante il periodo di produzione e consumo industriale al fine di soddisfare il consumatore/utente.­ Si è capito da analisi sociologiche comportamentali di consumo nei paesi sviluppati che sono sempre meno i prodotti/servizi che vengono acquistati per rispondere ad un bisogno concreto, materiale, come ha sottolineato il ricercatore Umberto Martini durante la sua lezione di marketing culturale al MAC 7. Oltre agli aspetti funzionali e formali del prodotto o servizio, quello che conta sempre di più è l’esperienza che il processo d’acquisto rappresenta. Stiamo imparando a rivalutare i momenti e modi di scambio dell’informazione (da fonti ufficiali e non), nei quali s’instaurano delle relazioni che avranno un ruolo decisivo nella presa di decisione sulla tipologia e modalità d’acquisto o fruizione, e quindi nelle possibilità di aggiudicarsi uno spazio nella domanda del pubblico che sia solido e durevole.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questa maniera è possibile spostare il discorso della logica del marketing che si è eseguito per ben un secolo nel settore d’impresa e del profitto, verso l’ambito della gestione e produzione artistica e culturale per parlare ora d’implementazione di tecniche del marketing culturale. Si tratta non solo di riconsiderare il celebre marketing mix concepito negli anni ‘60, ovvero il modello delle “4P” (product, price, place, promotion) e altri diversi strumenti come gli indicatori di risultato che misurano il grado di soddisfazione del cliente e il grado del customer retention, ma anche di adattarli e farne uso secondo le esigenze di un particolare settore. Si tratta di dare attenzione all’individualità, alle caratteristiche personali del pubblico e a &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;concepire la fruizione come un’esperienza irripetibile&lt;/span&gt;, il che vale a dire curare nel dettaglio l’esperienza che una persona può fruire e tener conto che sono quelle stesse esperienze che in futuro daranno riscontro positivo o negativo, diventando in questo modo una leva d’influenza interna sul mercato. Possiamo capire infine che l’esperienza non ha un valore unico e riproducibile come se fosse una merce. È per questa ragione che per il gestore dell’arte e della cultura si complica l’iter con il quale applicare i principi del management al proprio settore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È mia opinione che sia arrivata l’ora d’intendere il mercato come un insieme di persone con delle caratteristiche e comportamenti che rispondono a dei bisogni e desideri, con capacità di ragionare sulle priorità e scelte da attuare, ma anche con altre tante possibilità di lasciarsi commuovere e trascinare dall’emozione e dalla percezione molte volte irrazionale. In questo modo, la fruizione va intesa come un’esperienza irripetibile, unica in ogni momento, che appartiene ad ogni singola persona. Quindi, abbiamo bisogno di cominciare a ragionare in termini di “un’economia delle esperienze” come venne definita da B.J. Pine e da J.H. Gilmore nel 2000: “inscenare esperienze non vuole dire intrattenere, ma coinvolgere”. Definita come la quarta forma di offerta economica, un’esperienza è data dalla partecipazione diretta ad un evento memorabile per il quale è stato pagato un prezzo. Dieci anni fa, erano già state elencate delle tipologie di “beni esperienza” da N.Kotler e P. Kotler come “esperienza ricreativa, esperienza socializzante, esperienza educativa, esperienza estetica, esperienza celebrativa ed esperienza emozionante”. In questi termini, è possibile pensare ad un uso del marketing nella gestione degli enti culturali, che sia rispettoso e di sviluppo per la società. È necessario però cominciare a pensare al marketing come l’insieme di attività che consentono di arrivare alle persone “giuste” offrendo prodotti/servizi artistici e culturali ad hoc con il chiaro obiettivo di soddisfacimento reciproco, senza così alterare la propria coerenza con la missione dell’istituzione o impresa culturale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Martha Jiménez Rosano&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(ha collaborato Giulia Hertmaier)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7258474252825599221-9060025987258482482?l=tsmartecultura.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/feeds/9060025987258482482/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/2010/01/il-marketing-culturale-nellera.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7258474252825599221/posts/default/9060025987258482482'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7258474252825599221/posts/default/9060025987258482482'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/2010/01/il-marketing-culturale-nellera.html' title='Il marketing culturale nell’era dell’economia delle esperienze'/><author><name>philipprauch</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14418857037843983945</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_AuWi9D6-ezY/S5D3dl_AGbI/AAAAAAAAAGM/x3RwKBa8St0/s72-c/IMG_0070.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7258474252825599221.post-8667602373276167308</id><published>2009-12-27T09:30:00.002+01:00</published><updated>2010-03-05T13:28:15.053+01:00</updated><title type='text'>È proprio vero che parliamo per comunicare?</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_AuWi9D6-ezY/S5D4ipz_3YI/AAAAAAAAAGU/L9YsBgZ6i2o/s1600-h/parole-dadi.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_AuWi9D6-ezY/S5D4ipz_3YI/AAAAAAAAAGU/L9YsBgZ6i2o/s200/parole-dadi.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5445125223714119042" /&gt;&lt;/a&gt;Il linguaggio è davvero quell’elemento comune con cui ognuno “si fa capire” e “capisce” gli altri? &lt;br /&gt;Se fosse così ogni parola avrebbe un significato univoco e una sola rappresentazione mentale a cui fare riferimento. Ma in questo caso, la trasmissione di informazioni sarebbe priva di sfumature, di cariche emotive personali che estendono il senso di una frase, in una parola, la comunicazione sarebbe neutra. E poco interessante: niente dubbi o riconferme, niente più fraintendimenti o crisi di nervi. E allora perché, nonostante i limiti, non possiamo fare a meno di parlare? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;R. Jakobson ha elaborato un modello in cui ad ogni elemento della comunicazione corrisponde una funzione precisa. Io proverò a elencale facendo riferimento ad esempi di vita quotidiana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Funzione Fatica:&lt;/strong&gt; Mira a testare il canale comunicativo ed anche a provare l’esistenza di una relazione (l’esserci). Esempi: formule convenzionali di saluto come “Buongiorno”, “Ciao come stai?” ma anche interiezioni apparentemente prive di senso come il noto “Uh!” di Pierpaolo. Forse esiste qualche collegamento con le espressioni primitive rituali di appartenenza ad un gruppo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Funzione Conativa&lt;/strong&gt;: è orientata al destinatario a cui viene richiesto più o meno esplicitamente di fare qualcosa. Esempi: Sergio Lucci “ Ragazzi che ne dite di scrivere due post a settimana sul blog di Tsm?? (funzione conativa mascherata); spesso, fino a pochi giorni fa, verso le 8.36 di mattina ricevevo un messaggio da Viviana:” Karen, sono appena uscita di casa, ferma la funivia!!!” (funzione conativa molto esplicita)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Funzione Emotiva:&lt;/strong&gt; propria del mittente, che esprime un particolare stato d’animo rispetto a ciò di cui si parla. Esempi: “Uffa!!”, “Beeeello quello!”, “Mi sento male.. sarà stato il pesce della mensa?”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Funzione Referenziale (o cognitiva):&lt;/strong&gt; si riferisce al contesto, il linguaggio crea di fatto stati di cose, oggetti linguistici. Esempi: qualsiasi informazione sul contesto “La vigilia di Natale i mercatini chiuderanno alle 17” , “ Ieri c’è arrivato il testo della verifica di Counselling &amp;amp; Organizing”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Funzione Metalinguistica:&lt;/strong&gt; è riferita al codice, quindi è il linguaggio che parla di se stesso, come sto facendo io in questo post. Esempi: un dizionario, “Cosa vuol dire geah?” (chiedere a Martha).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Funzione Poetica:&lt;/strong&gt;  incentrata sul messaggio, funzione tipica della poesia che ricerca spesso una corrispondenza tra significato e suono (fonosimbolismo). Esempi: la musica rap/hip hop, gli slogan pubblicitari, (“Trony, non ci sono paragoni”), i giochi di parole.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Muore la parola appena pronunciata: così qualcuno dice. Io invece dico che comincia a vivere proprio in quel momento.” Emily Dickinson&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Karen Chistè&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7258474252825599221-8667602373276167308?l=tsmartecultura.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/feeds/8667602373276167308/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/2009/12/e-proprio-vero-che-parliamo-per.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7258474252825599221/posts/default/8667602373276167308'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7258474252825599221/posts/default/8667602373276167308'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/2009/12/e-proprio-vero-che-parliamo-per.html' title='È proprio vero che parliamo per comunicare?'/><author><name>sergiolucci</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_AuWi9D6-ezY/S5D4ipz_3YI/AAAAAAAAAGU/L9YsBgZ6i2o/s72-c/parole-dadi.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7258474252825599221.post-1059241892848233399</id><published>2009-12-21T13:27:00.001+01:00</published><updated>2009-12-23T16:30:15.333+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='economia della cultura'/><title type='text'>excursus storico della storia del mktg</title><content type='html'>&lt;p&gt;&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/Mc0ggyHcQBk&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1&amp;amp;"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/Mc0ggyHcQBk&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Martina Cavalieri&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Elisabetta Gherardi&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Viviana Gregori&lt;/p&gt;&lt;p&gt; &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7258474252825599221-1059241892848233399?l=tsmartecultura.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/feeds/1059241892848233399/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/2009/12/excursus-storico-della-storia-del-mktg.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7258474252825599221/posts/default/1059241892848233399'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7258474252825599221/posts/default/1059241892848233399'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/2009/12/excursus-storico-della-storia-del-mktg.html' title='excursus storico della storia del mktg'/><author><name>sergiolucci</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7258474252825599221.post-5926115585943360890</id><published>2009-12-14T08:17:00.002+01:00</published><updated>2010-03-05T13:31:10.954+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='idee sul master'/><title type='text'>Cervello in tempesta</title><content type='html'>Ore 16.50 di venerdì 11 dicembre. Ultime ore disponibili per l’invio del nostro post.&lt;br /&gt;Ci siamo messi a tavolino, con l’idea di scrivere sulle lezioni della settimana. Ma questa settimana è durata tre giorni!!! Siamo tutti scombussolati dal ponte vacanziero dell’Immacolata!! Di cosa vogliamo parlare? Ma come, abbiamo avuto Morelli in aula per due giorni di seguito; 14 ore non di “ brainstorming” ma “&lt;strong&gt;storming on the brain&lt;/strong&gt;”!&lt;br /&gt;Il gruppo alla fine, di comune accordo, ha deciso di incentrare la discussione proprio sugli argomenti trattati col Professore “che vorrebbe divenire inutile” ma che per ora è indispensabile.&lt;br /&gt;Dopo venti minuti trascorsi a sentire Giuseppe e Caterina che discutevano sul senso della vita, sui massimi sistemi, e sui mondi fatti di parole, Martina si è timidamente permessa di interromperli ammettendo la sua difficoltà nel relazionarsi con questi temi, per lei nuovi.&lt;br /&gt;Discutendo fino ad arrivare a parlare della formazione del Prof. Morelli, che coniuga scienza e filosofia, ci siamo chiesti come questi due ambiti si influenzino a vicenda e in che misura arte  e/o scienza  condizionino il nostro approccio all’apprendimento.&lt;br /&gt;Ma l’espressione artistica, tutto ciò che è esperienza estetica, può essere “racchiuso” nella rete della scienza? Tutto ciò che apparentemente ci appare astratto e indefinibile, può essere spiegato e quasi vincolato da definizioni e parametri scientifici? Processi in continua evoluzione come i rapporti tra diversi individui, la ricerca di un linguaggio comune sono imprese impossibili vista la continua evoluzione e il differente apporto esperienziale di ognuno di noi.&lt;br /&gt;C’è chi avverte un senso di sollievo nelle fondamenta scientifiche, nel sentirsi in un certo senso definito, e chi invece avverte un senso di costrizione in ciò, in quanto l’arte non può essere spiegata, limitata e circoscritta ad un preciso ambito. Come la vita stessa è in continuo divenire, soggettiva e  può avere diverse e infinite interpretazioni.&lt;br /&gt;Lasciamo questo post a chiunque voglia prendere una posizione.&lt;br /&gt;E voi da che parte state?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Martina Santoni&lt;br /&gt;Caterina Rosati&lt;br /&gt;Giuseppe Fiore&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;--&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7258474252825599221-5926115585943360890?l=tsmartecultura.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/feeds/5926115585943360890/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/2009/12/cervello-in-tempesta.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7258474252825599221/posts/default/5926115585943360890'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7258474252825599221/posts/default/5926115585943360890'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/2009/12/cervello-in-tempesta.html' title='Cervello in tempesta'/><author><name>sergiolucci</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7258474252825599221.post-3567874279171809029</id><published>2009-12-14T08:05:00.003+01:00</published><updated>2009-12-14T08:09:10.238+01:00</updated><title type='text'>Autoscontro magico</title><content type='html'>Appuntamento alle 17.00 in Piazzale San Severino perché bisogna “Circolare”. Il giorno prima una sibillina conferenza dell’artista Eva Marisaldi per comprendere cosa sarebbe accaduto. Ma bisognava andare alla pista di autoscontri per comprendere. Così in questo contesto giocoso da Luna Park si fanno avanti figure altrettanto divertenti e divertite. La musica ha il predominio su ogni parola. Non è quella solita, ma la sinterizzazione delle suonerie di cellulari.&lt;br /&gt;Le luci, il fumo da discoteca: fin qui tutto tranquillo, &lt;strong&gt;ma il fumo di questa pista è profumatissimo!&lt;/strong&gt; Così oltre alla musica che ti fa vibrare ti invade anche l’intensità di ciò che respiri. E’ tutto un turbinio di macchinine colorate che ad ogni giro nuovo si arricchiscono di elementi. Appena suona la campanella della fine del giro della corsa la pista viene invasa da persone che attaccano figurine sulle macchine oppure delle bandierine.&lt;br /&gt;Ad un certo punto hanno fatto la loro comparsa sulle macchine dei piccoli megafoni che trasmettevano suoni di animali attaccati con il nastro adesivo verde. Era giunto il momento di fare un giro nella giostra! Vedere questa performance dall’interno dava un senso di smarrimento, un turbine di persone, oggetti, colori, luci, musica, profumo: si veniva inghiottiti in un contesto esplosivo! &lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_0rU5cLygujs/SyXkT9dqc-I/AAAAAAAAAGM/vkEof2De8js/s1600-h/brain+storm.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Mentre ci si scontrava tra le auto ecco che proprio al centro della pista, seduta nella sua macchinina &lt;strong&gt;c’era una ragazza che leggeva placidamente un libro incurante&lt;/strong&gt; del caos e del movimento che la accerchiava, quasi la assediava. Che stupore! In tutto quel rumore lei sembrava non essere lì come se quel libro fosse tutto il suo mondo. Le macchine continuavano a turbarla, a scontrarsi con lei, ma nulla, lei ha continuato imperterrita a leggere.&lt;br /&gt;Nella macchina a fianco fanno la loro comparsa due ragazzi con un cervello enorme in testa! Vederli sfrecciare in un primo momento non ha attirato l’attenzione perché sembravano dei caschi, ma poi a guardarli bene erano dei cervelli!&lt;br /&gt;Mentre tutte le auto erano in movimento ecco che tutto si ferma! La musica tace, tutti restano dentro le loro macchine ferme ed entra un uomo in mezzo alla pista, piazza un cubo al centro e ci si rannicchia sopra. &lt;strong&gt;In quel contesto apparentemente caotico emerge un grande silenzio:&lt;/strong&gt; una voce fuori campo ci narra la difficile storia di amore e di comunicazione di quel giovane rannicchiato. La voce cessa, lui si alza, prende il suo cubo ed esce. Le macchine ritornano a circolare come se nulla fosse!&lt;br /&gt;Sono le 18.00 tutti vanno via, quando rivedrò una pista di autoscontri ricorderò questa magia.&lt;br /&gt;Martina Santoni&lt;br /&gt;Caterina Rosati&lt;br /&gt;Giuseppe Fiore&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7258474252825599221-3567874279171809029?l=tsmartecultura.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/feeds/3567874279171809029/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/2009/12/autoscontro-magico.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7258474252825599221/posts/default/3567874279171809029'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7258474252825599221/posts/default/3567874279171809029'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/2009/12/autoscontro-magico.html' title='Autoscontro magico'/><author><name>sergiolucci</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7258474252825599221.post-4295973506155308602</id><published>2009-12-09T09:53:00.002+01:00</published><updated>2009-12-09T14:00:07.351+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='idee sul master'/><title type='text'>Legàmi, intrecci e grovigli</title><content type='html'>Vivere in gruppo. Lavorare in gruppo. Confrontarsi col gruppo. Imparare dal gruppo. Aprirsi al gruppo. Lasciarsi indagare dal gruppo...&lt;br /&gt;Lezioni, giochi ed esperimenti per spiegarci quanto sia importante la collaborazione, per farci notare e capire le dinamiche di funzionamento del &lt;strong&gt;groviglio&lt;/strong&gt; in cui siamo impigliati da ormai due mesi, mentre si fanno più evidenti simpatie e &lt;strong&gt;affinità&lt;/strong&gt;, e si acuiscono distanze e &lt;strong&gt;differenze&lt;/strong&gt;. Ma come si sopravvive al gruppo?&lt;br /&gt;Un bel da fare a spiegarci che nel gruppo la diversità dell'altro è un'opportunità, che le differenze arricchiscono, che i mondi che uno porta con sé nella relazione sono un'immensa risorsa...&lt;br /&gt;La verità è che &lt;strong&gt;gli altri sono difficili&lt;/strong&gt;. Da capire, da accettare, da ascoltare. Ed è difficile l'analisi delle emozioni che dal contatto scaturiscono: le proprie, quelle degli altri, quelle che di noi gli altri percepiscono, oqnuno in base alla propria sensibilità, e quelle che noi in prima persona percepiamo in base alla nostra attenzione e predisposizione empatica. Sappiamo valutare uno sguardo adeguatamente? Sappiamo attribuirgli il giusto valore? Lo sappiamo leggere correttamente all'interno di una comunicazione non verbale? E sappiamo attribuire a un gesto il giusto peso? Ne sappiamo comprendere la forza e il messaggio?&lt;br /&gt;Il &lt;strong&gt;fare&lt;/strong&gt; aiuta la conoscenza reciproca, si è detto. Si è anche detto che la mente si forma attraverso &lt;strong&gt;l'esperienza&lt;/strong&gt;. Quindi più si comunica più si impara a comunicare, più ci si presta al confronto più si captano i segnali che ci vengono dall'altro. Se è vero che “siamo tutte le persone che abbiamo incontrato” allora a fine anno avrò anch'io una piccola preziosa lista di nuovi universi caratteriali a cui attingere... Capiterà di essere un po' Daniela, un po' Amanda, persino un po' Pierpaolo... Sarò un po' rigore, un po' candore, un po' entusiasmo; cinismo, complessità, grazia; sarò un po' ambizione, un po' inquietudine, un po' sfacciataggine; un po' leggerezza, un po' simpatia, un po' silenzio; fermezza, acutezza, delicatezza, gentilezza; e poi stranezza, aggressività, chiusura, generosità, freddezza. Ventuno caratteristiche, ventuno...e chissà quanto di quello che si &lt;strong&gt;percepisce&lt;/strong&gt; assomiglia davvero a &lt;strong&gt;ciò che è&lt;/strong&gt;. E chissà quanti abbagli si prendono a guardare solo la punta dell'iceberg...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Yvonne Frigo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7258474252825599221-4295973506155308602?l=tsmartecultura.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/feeds/4295973506155308602/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/2009/12/legami-intrecci-e-grovigli.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7258474252825599221/posts/default/4295973506155308602'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7258474252825599221/posts/default/4295973506155308602'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/2009/12/legami-intrecci-e-grovigli.html' title='Legàmi, intrecci e grovigli'/><author><name>sergiolucci</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7258474252825599221.post-2396414766772344279</id><published>2009-12-09T09:39:00.002+01:00</published><updated>2009-12-09T09:44:41.262+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='competenze manageriali'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='il futuro'/><title type='text'>Andare o Restare?Questo è il problema...</title><content type='html'>&lt;strong&gt;“Figlio mio lascia questo paese. Stai per finire la tua Università; sei stato bravo. Non ho rimproveri da farti. Finisci in tempo e bene: molto più di quello che tua madre e io ci aspettassimo. È per questo che ti parlo con amarezza, pensando a quello che ora ti aspetta. Questo Paese, il tuo Paese, non è più un posto in cui sia possibile stare con orgoglio”&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo è solo un estratto dell’articolo apparso su Repubblica il 30 novembre,scritto da &lt;strong&gt;Pier Luigi Celli,&lt;/strong&gt; ex dirigente Rai e direttore attuale di una delle più famose e prestigiose università d’Italia, la &lt;strong&gt;LUISS&lt;/strong&gt; di Roma.&lt;br /&gt;Come si può intuire la forma è quella di un accorato &lt;strong&gt;appello&lt;/strong&gt; da padre a figlio a &lt;strong&gt;lasciare l’Italia&lt;/strong&gt; per cercare altrove una giusta collocazione nel mondo del lavoro e nel mondo in generale.&lt;br /&gt;Sono parole dure e solenni che non lasciano spazio ad interpretazione alcuna, ma che sollevano senza dubbio &lt;strong&gt;riflessioni&lt;/strong&gt; e commenti.&lt;br /&gt;In noi studenti di un Master in gestione di organizzazioni artistiche e culturali ha avuto un effetto ulteriormente amplificato.&lt;br /&gt;Dopo una reazione di stupore e &lt;strong&gt;amarezza&lt;/strong&gt; ci è venuto spontaneo chiederci:&lt;br /&gt;“Ma allora noi cosa ci stiamo a fare qui?”&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;“Possiamo davvero fare la differenza o ci tocca fare le valige?”&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;In questi due mesi di lezione al Master abbiamo avuto in aula testimoni importanti della realtà manageriale applicata al mondo dell’arte e della cultura.&lt;br /&gt;Molti di loro sono persone che operano con successo in Italia, ma che ci hanno parlato, in termini spesso non entusiasmanti, della posizione che il nostro paese occupa negli indici internazionali legati all’ investimento in cultura:&lt;strong&gt; l’Italia sta perdendo attrattività&lt;/strong&gt; e competitività perché &lt;strong&gt;non investe&lt;/strong&gt; in questo avanzamento, anzi,come si può notare nel nuovo Piano Finanziario, (che ha ridotto di 164 milioni di euro i finanziamenti al F.U.S), la tendenza è quella del &lt;strong&gt;“taglia e cuci”&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;Se questo è lo “spettacolo” si può dire che noi ne siamo osservatori privilegiati, pubblico che sa cosa accade dietro le quinte perché lo studia , ma al contempo ci stiamo formando per diventare attori in prima persona e cambiare le carte in tavola.&lt;br /&gt;Ma tra il dire e il fare...quando usciremo dal “nido”della formazione per entrare &lt;strong&gt;nel mondo del lavoro ci sarà posto per le nostre competenze?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Certo se il ritratto dell’Italia è quello che si evince leggendo un quotidiano di questi giorni forse non si può dare torto a Celli quando dice al figlio &lt;strong&gt;“preparati a soffrire”.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;É l’Italia delle pacche sulle spalle, del riderci su, e mai del &lt;strong&gt;cambiare profondamente.&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;D’altra parte però, se ci si pensa bene, questo dilemma non è tipico della nostra era...anche artisti e poeti come &lt;strong&gt;Dante e Caravaggio&lt;/strong&gt;, che hanno decantato e amato la loro Italia, è in esilio da essa che sono riusciti a mettere a frutto il loro genio... &lt;strong&gt;è nella mancanza che hanno trovato l’ispirazione.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Allora si può dire che i giovani di oggi che scelgono l’estero siano in una condizione di “esilio &lt;strong&gt;indotto&lt;/strong&gt;”?&lt;br /&gt;Forse fare un’esperienza all’estero può essere molto utile per vedere le cose in modo più ampio e rendersi conto che &lt;strong&gt;anche oltralpe di problemi ce ne sono eccome&lt;/strong&gt;...a meno che non si faccia l’esempio della virtuosa Svezia.&lt;br /&gt;Ma una volta viste e comparate più realtà si può tornare con un &lt;strong&gt;valore aggiunto&lt;/strong&gt; e tentare di cambiare le cose nel belpaese.&lt;br /&gt;Il David, col permesso di Michelangelo,ha già le valigie pronte...e voi?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stefania Cogliani&lt;br /&gt;Antonella Castano&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7258474252825599221-2396414766772344279?l=tsmartecultura.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/feeds/2396414766772344279/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/2009/12/andare-o-restarequesto-e-il-problema.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7258474252825599221/posts/default/2396414766772344279'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7258474252825599221/posts/default/2396414766772344279'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/2009/12/andare-o-restarequesto-e-il-problema.html' title='Andare o Restare?Questo è il problema...'/><author><name>sergiolucci</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7258474252825599221.post-6505439025973035947</id><published>2009-12-02T07:50:00.002+01:00</published><updated>2009-12-04T07:58:24.609+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='arte contemporanea'/><title type='text'>Feldman Shadowplay</title><content type='html'>In questi mesi al Master si è molto discusso e &lt;strong&gt;si discute ancora di cosa sia l’arte&lt;/strong&gt;,degli artisti che la partoriscono, dei pregiudizi che la alimentano e dei quadrati rossi che la uccidono,secondo alcuni.&lt;br /&gt;Al centro delle più accese querelle c’è sempre lei:l’arte contemporanea,con i suoi paradossi e le sue stranezze.&lt;br /&gt;Prima di iniziare questo percorso di formazione non ero molto preparata al riguardo;o meglio, non avevo ricevuto gli stimoli adatti perché dentro di me scattasse la curiosità necessaria all’iniziazione vera e propria.&lt;br /&gt;Apprezzavo artisti come Ontani e Barney perché con la loro originalità catturavano la mia attenzione durante le lezioni universitarie,ma solo ora mi rendo conto di quanto sia vasto e generoso il “regno”cui appartengono.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Con gli stimoli ricevuti in questi due mesi di Master ho letto libri e mi sono documentata&lt;/strong&gt;; sto imparando il “metodo”del guardare tutto con occhio critico ma anche partecipante e anche per allenare questo occhio ho deciso due settimane fa di andare alla Biennale d’arte di Venezia; non ci ero mai stata, lo confesso.&lt;br /&gt;E confesso anche che molte cose non mi hanno colpito particolarmente …ma una sì,e vorrei proporvela.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;La giostra degli oggetti ritrovati&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Se vi dessi in mano questi oggetti…&lt;br /&gt;1 barbie&lt;br /&gt;1 paio di forbici&lt;br /&gt;1 modellino di aeroplano&lt;br /&gt;1 frusta per sbattere le uova&lt;br /&gt;1 souvenir della Tour Eiffel&lt;br /&gt;1 Statua della Libertà in miniatura&lt;br /&gt;1 bottiglietta di plastica&lt;br /&gt;Qualche lampadina&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Voi cosa ci fareste?&lt;br /&gt;In preda forse ad un art attack notturno, l’artista tedesco Hans Peter Feldman ne ha costruito una splendida opera d’arte in forma di fantasmagoria. E non solo l’ha costruita, ma l’ha portata in esposizione all’ultima biennale d’arte di Venezia, dove quest’opera ha attirato la mia attenzione più di ogni altra vista nei dintorni.&lt;br /&gt;Ma cos’è una fantasmagoria?&lt;br /&gt;Può essere una rapida successione di immagini, luci e colori, ma anche una congenie di concetti, idee e dati che lascia confusi e frastornati.&lt;br /&gt;Quella di Feldman è forse un misto delle due cose:una congenie di oggetti che lascia incantati.&lt;br /&gt;Si intitola Shadowplay e come suggerisce il nome si tratta di una serie di oggetti incollati su tante piattaforme rotanti che proiettano le ombre su una gigante tela a distanza, muovendosi ed intrecciando i loro contorni.&lt;br /&gt;Lo so…qualcuno potrebbe dire che non è un’idea poi così originale e che sembra più un giocattolo che un’opera d’arte…effettivamente la descrizione tecnica non rende giustizia alla magia dell’opera vista dal vivo…quindi fidatevi!&lt;br /&gt;Come dice Francesco Bonami, critico e curatore stimato, l’artista è colui che realizza in modo egregio quello che gli altri pensano ma non sanno fare, e lo fa nel momento e nel luogo giusto.&lt;br /&gt;Feldman è riuscito a dare una vita e un ruolo ad oggetti apparentemente scontati.&lt;br /&gt;Li ha resi speciali,non solo perché li ha messi in un museo, ma perché ha creato qualcosa di nuovo facendoli interagire.&lt;br /&gt;Shadowplay è come una vecchia ricetta casereccia,ricavata da ingredienti semplici.&lt;br /&gt;Se all’artista va l’intuizione, allo spettatore rimane la propria fantasia…grazie a questa una frusta per sbattere le uova può diventare una leggera mongolfiera, il collo di una bottiglia può spuntare come una ciminiera delle periferie londinesi, di quelle che si vedono nei quadri del ‘700 e la Tour Eiffel può avere la meglio sulla Statua della Libertà.&lt;br /&gt;E così oggetti nella realtà senza vita, magari abbandonati in qualche cassetto, possono per l’occasione abitare nella stessa città, fondersi e confondersi in quella che sembra una grande giostra al buio.&lt;br /&gt;Vi ho raccontato di quest’opera perché credo che risponda bene al ” mandato” dell’arte contemporanea oggi: saper comunicare un messaggio attraverso una forma accattivante e che rimanga nella memoria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dietro una poetica c’è ed è quella che dagli anni ‘70 accompagna la produzione dell’artista, ovvero la protesta contro il mercato dell’arte che riduce tutto ad oggetto economico e la ricerca dell’originalità mancante. La ribellione di Feldman lo porterà anche a distruggere tutte le sue opere nel 1980…per fortuna poi ci ha ripensato!&lt;br /&gt;Davanti A Shadowplay ci si ferma a guardare perché si è incuriositi,perché si riconosce all’opera la capacità di essere semplice,ma anche di farci recuperare per un attimo lo stupore che avevamo da bambini e un pizzico di magia.&lt;br /&gt;E mentre sono lì che mi gusto il carosello mi vengono in mente le parole di Bruno Munari: “ Se qualcuno dice - questo lo so fare anch’ io -vuol dire che lo sa rifare, altrimenti lo avrebbe gia fatto!”&lt;br /&gt;Eh si, mi sa tanto che dobbiamo arrenderci all’idea: l’artista è un gran curiosone che ci arriverà sempre prima di noi.&lt;br /&gt;Stefania Cogliani&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/WlSIkHK2gH8&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/WlSIkHK2gH8&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7258474252825599221-6505439025973035947?l=tsmartecultura.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/feeds/6505439025973035947/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/2009/12/feldman-shadowplay.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7258474252825599221/posts/default/6505439025973035947'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7258474252825599221/posts/default/6505439025973035947'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/2009/12/feldman-shadowplay.html' title='Feldman Shadowplay'/><author><name>sergiolucci</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7258474252825599221.post-7375510807931559195</id><published>2009-12-01T08:36:00.043+01:00</published><updated>2009-12-04T10:04:05.133+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='vita a trento'/><title type='text'>L'altra faccia della cultura</title><content type='html'>&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; FLOAT: right; HEIGHT: 214px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5411302679304022530" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_6POPtglBacU/SxjPHdQJKgI/AAAAAAAAG4U/1wRgw1c09EY/s200/01.jpg" /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_6POPtglBacU/SxjPQkhCmbI/AAAAAAAAG4c/lnAMFaKCJts/s1600-h/02.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; FLOAT: right; HEIGHT: 262px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5411302835872766386" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_6POPtglBacU/SxjPQkhCmbI/AAAAAAAAG4c/lnAMFaKCJts/s200/02.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;Le lezioni del master sono interessanti, i docenti dei veri professionisti... alla mensa non si mangia male... &lt;strong&gt;ma a casa si dovrebbe studiare ancora&lt;/strong&gt;. E quand’è che ci possiamo divertire?!?&lt;br /&gt;Quando siamo stati a Bolzano abbiamo conosciuto il &lt;strong&gt;dott. Antonio Lampis, un manager della cultura professionale e innovativo&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;Ci aveva sorpresi tutti quando aveva rivelato di essere un &lt;strong&gt;dj per passione&lt;/strong&gt;, un dj di elettronica colta... va’ a capire tu qual è quella colta, io in discoteca ci vado, e l’elettronica mi pace pure parecchio... ma quella colta forse la fanno solo qui!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;Passa qualche settimana e ci arriva il programma della “Lunga Notte dei Musei” di Bolzano del 27/11: al Museion visite guidate e udite-udite: ore 22.00 dj set con A. Lampis!Cavolo!E’ la mia occasione!&lt;br /&gt;Mi auto eleggo organizzatrice della serata e coinvolgo qualcuno dei miei compagni nell’avventura, non me la posso perdere. La fatidica serata arriva e alle 21.30 siamo davanti al Museion.&lt;br /&gt;Lo stupore che ci assale, oltre che per la luminosità dell’edificio e la sua contemporaneità), è la massa di gente che entra ed esce ... allora è proprio vero che il 45% della popolazione bolzanina usufruisce di cultura ...&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Molte famiglie, diversi giovani; facciamo una visita delle mostre esposte, saliamo su un’opera interattiva, sembra di essere al parco giochi&lt;/strong&gt;. Altre opere non sono poi così avveniristiche ma nell’insieme mi piace, trasmette apertura, lungimiranza, i due ponti alle spalle dell’edificio sono contorti, anch’essi di vetro e al buio luminescenti, sembrano un collegamento verso il futuro!&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Ma la parte migliore della serata resta Lampis&lt;/strong&gt;: sul mezzanino della scala che da sulla sala è già lì con i suoi piatti e i suoi dischi, è in completo scuro e cravatta dandy e sul viso ha quel sorriso da furbetto che già avevo notato, si vede proprio che gli piace quello che sta facendo.&lt;br /&gt;Purtroppo di gente che balla non ce n’è molta, ma noi incuranti degli sguardi dei curiosi ci buttiamo lo stesso nella pista (in mezzo alle opere di Brigitte Niedermair!), ci facciamo trascinare dalla musica, la balliamo e, colta o no, ci piace proprio!&lt;br /&gt;Ormai cultura non è più solo polverosi musei e conferenze barbose … dott. Lampis ne è uno dei molti testimoni in carne e ossa!&lt;br /&gt;Valentina Parisotto&lt;br /&gt;(ha collaborato Egidio Marchetti)&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7258474252825599221-7375510807931559195?l=tsmartecultura.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/feeds/7375510807931559195/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/2009/12/laltra-faccia-della-cultura.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7258474252825599221/posts/default/7375510807931559195'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7258474252825599221/posts/default/7375510807931559195'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/2009/12/laltra-faccia-della-cultura.html' title='L&apos;altra faccia della cultura'/><author><name>sergiolucci</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_6POPtglBacU/SxjPHdQJKgI/AAAAAAAAG4U/1wRgw1c09EY/s72-c/01.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7258474252825599221.post-1369348385821833148</id><published>2009-12-01T08:27:00.002+01:00</published><updated>2009-12-01T08:35:39.080+01:00</updated><title type='text'>Non tutto è oro quel che luccica. La Public art  non esiste.</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Oggi voglio  immaginarmi come una persona conosciuta&lt;/strong&gt; e affermata nel mondo del lavoro, non un semplice studente, ma un critico d’arte e un culturista-mi si scusi per la battuta ma la parola si affiliava bene al colto che sa destreggiarsi nella cultura talvolta ostentando la conoscenza-.&lt;br /&gt;Vado a parlare ad una platea disomogenea, una platea di giovani speranzosi e desiderosi di essere dei neofiti sempre, in un contesto formativo di rilievo .&lt;br /&gt;Dunque, mi immagino seduto su una poltrona, scomoda perché non ha i braccioli. Avendo il potere e la libertà di decidere l’ argomento, &lt;strong&gt;voglio parlare di People Art&lt;/strong&gt;: l’arte del popolo, fatta per il popolo nei  quartieri dai residenti. Con il concetto di P.A. posso riallaciarmi tranquillamente al discusso concetto di Arte Pubblica. Con Arte Pubblica si indica una specifica modalità di presentazione e fruizione dell'arte che entra nel tessuto sociale e nella struttura urbana della città. Almeno così dice la letteratura dell’arte.&lt;br /&gt;Bene, la parte teorica è pronta, ma la presento ai ragazzi sotto forma di filmato, magari capiranno e saranno stimolati dal video.&lt;br /&gt;Però oggi è proprio una giornata pesante, chissà cosa si aspettano da me questi ragazzi. E pensare che ieri ho passato una bella serata con Baffo Raffinato e discusso con il curatore Sottoilnaso Puzza. In più ho quella recensione da terminare.  Spero che oggi passi in fretta.&lt;br /&gt;Fine del video, manca poco al pranzo, vediamo cosa hanno da dirmi: “Volete pormi delle domande?... risponderò”, vediamo se così la lezione decolla dato che non noto un alto interesse nell’argomento, forse non capiscono o non sono interessati.&lt;br /&gt;“Come si posiziona lei rispetto la People Art e quale significato le attribuisce nella contemporaneità?” mi chiede un baldo giovane con un curioso fiore sulla targhetta. Io… “altre domande prego” risponderò poi stupendo tutti. Ecco un’altra domanda, fatta da una ragazza con una macchina fotografica in mano: “Cosa sono i distretti culturali? E che funzione hanno nell’arte e nella valorizzazione pubblica?”. E allora questo è un complotto! &lt;strong&gt;Questi giovani si stanno concentrando su troppi temi diversi, si sono fissati su astrazioni che ho trattato a lungo nei giorni scorsi con i miei collaboratori e mi sono scorticato la gola a forza di parlarne&lt;/strong&gt;. ll video che ho portato doveva essere chiaro e tutti dovevano farsi un’ idea. Presentavo una valorizzazione di spazi pubblici, con metodi di ricerca applicata.  &lt;strong&gt;A quanto pare questi vogliono da me risposte chiare, dirette, ma probabilmente non si sono informati prima di arrivare a questa lezione e così chiedono a me di fare il loro lavoro.&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Allora adesso dico la mia in risposta: ”La People Art non esiste! L’ Arte Pubblica non esiste!”&lt;br /&gt;Mi risponde dalla platea una ragazza con una pianta rampicante sulla sciarpa: “Ottimo”.&lt;br /&gt;Bene! Vedo che hanno capito l’insegnamento! Anche oggi è fatta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Con questo intervento intendo dire che nonostante la posizione di rilievo e le conoscenze talvolta quello che viene detto dalle figure di riferimento, per chi siede su una sedia con un quaderno di appunti, non è da recepire come assoluto&lt;/strong&gt;. Anzi, spesso le loro idee sono in contrasto con il senso comune o la percezione personale; quindi è necessario esperire il contrario e il discordante scindendo però le idee esposte da un concetto assoluto di verità e valore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Egidio Marchetti&lt;br /&gt;(ha collaborato Valentina Parisotto)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7258474252825599221-1369348385821833148?l=tsmartecultura.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/feeds/1369348385821833148/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/2009/12/non-tutto-e-oro-quel-che-luccica-la.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7258474252825599221/posts/default/1369348385821833148'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7258474252825599221/posts/default/1369348385821833148'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/2009/12/non-tutto-e-oro-quel-che-luccica-la.html' title='Non tutto è oro quel che luccica. La Public art  non esiste.'/><author><name>sergiolucci</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7258474252825599221.post-2613606648333009055</id><published>2009-11-29T10:14:00.002+01:00</published><updated>2009-11-29T10:27:34.805+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='competenze manageriali'/><title type='text'>"Now, It's up to you..."</title><content type='html'>Da ormai quasi due mesi, l’apertura di una tipica giornata Mac7 è scandita da due domande: «chi siete? perché avete scelto di frequentare questo master?». Domande semplici e risposte ... spesso, non-risposte!&lt;br /&gt;A tal proposito la dott.ssa Brambilla nel suo seminario ci ha fornito validi strumenti funzionali alla messa a fuoco di un &lt;strong&gt;piano strategico per raggiungere nel modo più efficace e efficiente i nostri "futuri" obiettivi lavorativi&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;Oggi la nostra intenzione è semplicemente quella di condividere uno di quegli strumenti con tutti coloro che sono attualmente alla ricerca di un lavoro. Ecco a voi il&lt;br /&gt;&lt;p&gt;"DECALOGO COMPORTAMENTALE DEL PERFETTO CANDIDATO":&lt;br /&gt;- Tenere presente l’importanza della prima impressione, perché "non avrai mai una&lt;br /&gt;seconda possibilità per fare buona impressione";&lt;br /&gt;- Essere pronti sui propri punti deboli (tutti ne abbiamo) individuandoli e pensando a degli&lt;br /&gt;"antidoti" che possano neutralizzarli;&lt;br /&gt;- Informarsi sull’azienda, perché la buona motivazione che il candidato mostra è la&lt;br /&gt;motivazione del selezionatore;&lt;br /&gt;- Essere tranquilli e sorridenti;&lt;br /&gt;- Non abbandonarsi ad atteggiamenti ingenui o eccessivi, ovvero, mai mentire;&lt;br /&gt;- Pensare positivo;&lt;br /&gt;- Non parlare troppo, d'altra parte, non stressare la capacità di ascolto di chi ci è di fronte è&lt;br /&gt;sempre buona e valida regola!&lt;br /&gt;- Usare un linguaggio consono al contesto per il quale ci si trova ad essere selezionati;&lt;br /&gt;- Attenzione alla comunicazione non verbale (vestiti, gesti, voce, sguardo) perché in questo&lt;br /&gt;caso "l’abito fa il monaco"!&lt;br /&gt;- Il selezionatore non è un crudele 'nemico', ma un alleato del candidato perché è nel suo&lt;br /&gt;interesse individuare la persona da reclutare.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;Il colloquio di selezione può diventare &lt;strong&gt;una buona occasione di verifica della nostra strategia di vita&lt;/strong&gt;. Se il successo è determinato innanzitutto da una buona consapevolezza di sé (chi sono stato, chi sono, chi vorrò essere), un colloquio con esito negativo può dare un’opportunità evidenziando l'esigenza di rivedere mezzi e/o obiettivi personali, permettendo di far emergere una nuova strategia di vita. Infatti, come si dice "la teoria della vita non è la vita" e dagli errori, dalle mancanze nasce creatività e possibilità.&lt;br /&gt;Gli strumenti quindi ci sono, "NOW, IT’S UP TO YOU..."&lt;br /&gt;　&lt;br /&gt;Monica Fattorelli&lt;br /&gt;Amanda Bolognini&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7258474252825599221-2613606648333009055?l=tsmartecultura.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/feeds/2613606648333009055/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/2009/11/now-its-up-to-you.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7258474252825599221/posts/default/2613606648333009055'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7258474252825599221/posts/default/2613606648333009055'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/2009/11/now-its-up-to-you.html' title='&quot;Now, It&apos;s up to you...&quot;'/><author><name>sergiolucci</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7258474252825599221.post-6472263364597074811</id><published>2009-11-22T09:55:00.003+01:00</published><updated>2009-11-22T13:28:53.672+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='competenze manageriali'/><title type='text'>19 minuti di stupore</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_0rU5cLygujs/Swj_Oje7M3I/AAAAAAAAAFw/59syyNm-0A0/s1600/il+cervello+di+un+Mac.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 226px; FLOAT: right; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5406851978166481778" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_0rU5cLygujs/Swj_Oje7M3I/AAAAAAAAAFw/59syyNm-0A0/s320/il+cervello+di+un+Mac.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Il cortometraggio Emilie Muller di Yvon Marciano proposto a lezione da &lt;strong&gt;Giuseppe Varchetta&lt;/strong&gt; è stata la perfetta conclusione per una &lt;strong&gt;riflessione sul tema della competenza&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;La protagonista, &lt;strong&gt;Emilie Muller&lt;/strong&gt;, è una giovane attrice che si presenta in uno studio cinematografico per un provino. Il regista per metterla a suo agio la invita a parlare di se prendendo spunto dagli oggetti contenuti nella sua borsa.&lt;br /&gt;Emilie, partendo da degli oggetti casuali – una mela,una cartolina, un diario, un biglietto aereo, un libro, delle fotografie ed altro ancora - crea una storia, parla di sè, dei suoi amici, di un suo possibile viaggio a Nizza, della sua infanzia, dei suoi genitori, dei suoi sogni da bambina, del suo essere incapace di resistere alle attenzioni seduttive altrui: è un mondo aperto alla sollecitazione imprevedibile del prossimo oggetto sconosciuto che uscirà dalla borsa, e che lentamente trascina il regista e noi spettatori nell’ universo di questa ragazza che si fa sempre più intrigante e affascinante.&lt;br /&gt;Ma la sorpresa è proprio alla fine…quando il regista e noi spettatori veniamo a sapere che la borsa non era la sua ma di un’altra donna che lei non conosce! &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;E così da ragazza ingenua e spontanea, forse “troppo giovane” per quella parte, si trasforma in una grande attrice dal dono eccelso dell’improvvisazione capace di stupire e far credere reale un racconto inventato al momento.&lt;br /&gt;Emilie da un insieme di oggetti casuali fa emergere un universo possibile e coerente che come afferma Varchetta “si struttura come evento globale, denso, e sviluppa un pensiero categoriale” entrando in relazione estetica con lo spettatore. E cos’è la competenza se non questa &lt;strong&gt;capacità di stare nella mancanza, di oscillare nel vuoto dell’imprevedibilità, del “qui e ora”&lt;/strong&gt; , trasformando il caos in cosmo ? Di certo non è sul curriculum vitae che si può valutare la competenza di una persona…&lt;strong&gt;l’identità non sta mai scritta una volta per tutte ma muta continuamente, si struttura nel contesto e nelle relazioni che incontra&lt;/strong&gt;, segue un pensiero fluido e indefinito così come è la vita, impossibile da far rientrare in qualunque sistema o teoria. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Daniela Quancinella&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Celia Lopez Vittori&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7258474252825599221-6472263364597074811?l=tsmartecultura.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/feeds/6472263364597074811/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/2009/11/19-minuti-di-stupore.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7258474252825599221/posts/default/6472263364597074811'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7258474252825599221/posts/default/6472263364597074811'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/2009/11/19-minuti-di-stupore.html' title='19 minuti di stupore'/><author><name>sergiolucci</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_0rU5cLygujs/Swj_Oje7M3I/AAAAAAAAAFw/59syyNm-0A0/s72-c/il+cervello+di+un+Mac.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7258474252825599221.post-4570535164599758939</id><published>2009-11-19T13:00:00.005+01:00</published><updated>2009-11-22T09:55:47.438+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='vita a trento'/><title type='text'>Italia rosso sangue</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_0rU5cLygujs/SwU08yFj6nI/AAAAAAAAAFo/RMCLftnitP4/s1600/spaghettti.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 246px; FLOAT: right; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5405785146570041970" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_0rU5cLygujs/SwU08yFj6nI/AAAAAAAAAFo/RMCLftnitP4/s320/spaghettti.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Finalmente ce l’ho fatta, sono riuscita a prendere posto in una sala gremita di donne in tailleur e uomini in cravatta, per fortuna c’è qualche volto giovane che non mi fa sentire un pesce fuor d’acqua. “Devo trovare una penna … Bingo! Ora la serata può cominciare!”.&lt;br /&gt;Una voce attira l’attenzione del pubblico, ed in particolar modo la mia: “Ah … L’uomo della penna –Iniziamo bene-” si tratta di Alberto Conci, il coordinatore della serata e curatore del libro “Sedie Vuote”, edito da Il Margine. Sin da subito sottolinea &lt;strong&gt;l’importanza della parola “memoria”,&lt;/strong&gt; come tentativo di legare, tramite un fil rouge, chi ha dato la vita per le istituzioni democratiche ed ogni cittadino che ha a cuore la propria città e la sua legalità.&lt;br /&gt;Sono passati solo pochi minuti che il pianto del Procuratore aggiunto a Milano, Armando Spataro, invade la sala &lt;strong&gt;“C’è sempre la speranza di non essere sopraffatto dall’emozione … il silenzio delle persone …”,&lt;/strong&gt; altro momento in cui le mani dell’ex collega di Guido Galli si portano agli occhi. “Passando il tempo, hai paura di dimenticare, ma non c’è nulla che posso dimenticare di Guido”. Inizia qui un excursus dall’emergenza degli anni di piombo all’attuale emergenza costituzionale dove le toghe porpora dei magistrati si colorano di rosso per il sangue versato in questi anni. Un lungo applauso accompagna i ricordi raccontati da Spataro sulle memorie di vita dei magistrati Emilio Alessandrini e Guido Galli, che furono assassinati per mano di un commando di Prima Linea, rispettivamente nel ’79 e nel ’80, solo perché amavano e facevano con passione il loro lavoro contro il terrorismo.&lt;br /&gt;A questo proposito interviene Marco Alessandrini, avvocato del Foro di Pescara, ma in primis figlio di Emilio, che ricorda una sua dichiarazione rilasciata al Corriere della Sera il 3 giugno scorso: “&lt;strong&gt;Ciò che non mi da pace è che mio padre è stato ucciso da una banda di cretini&lt;/strong&gt;. Solo dei cretini!”. Alla tenera età di 8 anni non riesce a rivedere suo padre se non nelle immagini della Renault 5 arancione ferma ad un incrocio e, racconta quanto sia stato deluso dalla pochezza, dell’anteprima a Torino, del &lt;strong&gt;film “La prima linea”, cha altro non è che una “condanna furba” alla legalità&lt;/strong&gt;, grazie agli attori “fighi” del momento (Mezzogiorno –Scamarcio). Impensabile inoltre che questo film, ispirato al libro di Sergio Segio, sicario dei magistrati, percepisca contributi pubblici per la sponsorizzazione del valore del terrorismo. Insomma, come accade molto spesso in Italia, si finisce per ricordare i cattivi, anziché i buoni. Vedremo nei prossimi giorni come si muoverà Bondi, Ministro dei Beni e delle Attività Culturali.&lt;br /&gt;La conclusione spetta di dovere al Presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati e Sostituto Procuratore presso il Tribunale di Roma, Luca Palamara, che dalle prime battute ricorda ai presenti che l’Italia ha due mentalità diverse: una legata alle istituzioni repubblicane che ha rispetto per le istituzioni e per il ruolo della Corte Costituzionale; e l’altra che strumentalizza ogni singola decisione della Magistratura, che a parer loro è divisa tra buoni e cattivi e tra neri e rossi. “Gli SMS che ho ricevuto durante la serata sono una vera e propria forma di protesta dei colleghi magistrati, che credono ancora nei principi fondamentali delle democrazie costituzionali, rappresentate dal Codice, mentre contemporaneamente in un programma televisivo (in onda giovedì sera alle 21 su un canale RAI), un direttore di una testata nazionale, sostiene che la Magistratura lavora solo 4 ore al giorno …”. Sdegno per le parole irrispettose per una categoria che come abbiamo visto muore con il Codice in mano.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;A quanto pare c’è un problema di fondo in questa Italia che non vuole capire che tutti coloro che hanno dato la vita per questi principi non debbano morire due volte.&lt;/strong&gt; Resto senza parole davanti a questa immagine e credo che alzarsi in piedi sia un omaggio a questa drammatica spersonalizzazione delle vittime da parte della violenza politica.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Viviana Gregori&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://archiviostorico.corriere.it/2009/giugno/03/Alessandrini_corsa_nome_del_padre_co_9_090603057.shtml"&gt;Intervista &lt;/a&gt;rilasciata da M. Alessandrini al Corriere della Sera 3.06.2009&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Puntata di Anno Zero “&lt;a href="http://www.annozero.rai.it/dl/portali/site/page/Page-d50a80cb-73ce-4885-830d-c77e45b4885d.html"&gt;Fai la cosa giusta&lt;/a&gt;” del 12.11.2009&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/spettacoli_e_cultura/la-prima-linea/benedetta-film/benedetta-film.html"&gt;Articolo&lt;/a&gt; di Benedetta Tobagi sulla Repubblica del 13.11.2009&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7258474252825599221-4570535164599758939?l=tsmartecultura.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/feeds/4570535164599758939/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/2009/11/italia-rosso-sangue.html#comment-form' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7258474252825599221/posts/default/4570535164599758939'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7258474252825599221/posts/default/4570535164599758939'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/2009/11/italia-rosso-sangue.html' title='Italia rosso sangue'/><author><name>sergiolucci</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_0rU5cLygujs/SwU08yFj6nI/AAAAAAAAAFo/RMCLftnitP4/s72-c/spaghettti.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7258474252825599221.post-8788835847680205359</id><published>2009-11-15T17:03:00.003+01:00</published><updated>2009-11-16T16:26:49.208+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='economia della cultura'/><title type='text'>il costo di attivarsi...</title><content type='html'>La prima lezione di economia mi ha colpita a tal punto che per un po’ ho smesso di chiedermi: dov’ è l’arte nel mio cervello? E così ho iniziato a ragionare sui costi di attivazione. &lt;strong&gt;Cosa si intende per costi di attivazione?&lt;/strong&gt; Parafrasando in libertà ed estrema sintesi le parole dell’economista Guido Ferilli, i costi di attivazione rappresentano lo sforzo che consapevolmente e autonomamente ci imponiamo al fine di conoscere una qualsiasi cosa.&lt;br /&gt;Exemplum adiuvat&lt;br /&gt;Se decidiamo di andare a vedere per la prima volta in vita nostra l’opera di Giuseppe Verdi La Traviata, un buon costo di attivazione potrebbe essere quello di leggerci prima il libretto. Un ottimo costo di attivazione sarebbe quello di approfondire le altre opere di Verdi. Infine, un costo di attivazione straordinario potrebbe essere quello di interessarsi alla storia dei librettisti.&lt;br /&gt;Accedendo alla più immediata e comune fonte di informazioni, il web, va da sé che, rispetto a un'opera lirica, il nostro costo di attivazione sarà assai minore se cerchiamo vita, morte e miracoli di Johnny Deep e magari di tutti i film e le serie in cui ha recitato.&lt;br /&gt;Con questo non intendo dire che il grado del costo di attivazione dipenda esclusivamente dal soggetto del nostro interesse, ma è chiaro che tra Alfredo Germount e Johnny Deep c’è una non trascurabile differenza.&lt;br /&gt;Ciò che mi ha sorpresa maggiormente non è tanto la scoperta di una differenza di costi di attivazione tra Johnny e Alfredo, bensì che le persone, anche quando scelgano liberamente Alfredo, possano avere dei costi di attivazione minori rispetto a quelli di un fan del bel pirata. Questo fenomeno è conosciuto dagli economisti come &lt;strong&gt;attrattività auratica.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Id est?&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Esistono luoghi, nella fattispecie i teatri lirici, che godono del vantaggio di un'aura che fa sì che i costi di attivazione per la fruizione di un'opera siano minori rispetto ad altre espressioni artistiche. &lt;/strong&gt;In altre parole il solo fatto di recarsi in un determinato luogo viene considerato un valore in sé, indipendente dai costi di attivazione che invece altri luoghi e altri soggetti richiederebbero.&lt;br /&gt;Posto che non sempre siamo interessati a incrementare i nostri costi di attivazione e che questi, a volte possono essere contenuti da un determinato tipo di offerta, un minimo di sforzo conoscitivo è sempre consigliato, quindi sapere che la Gioconda si trova al Louvre anziché a Lourdes ridurrà in maniera considerevole i nostri costi di attivazione in termini di tempo.&lt;br /&gt;Sapere che ogni attività cognitiva richiede un costo di attivazione e quindi fatica mentale, è importante per chi, come noi, dovrà sollecitare la mente del fruitore affaticandola parecchio. In altre parole, innamorarsi di Alfredo costerà sempre caro, forse meno se a presentarcelo fosse Johnny Deep.&lt;br /&gt;Martina Cavalieri&lt;br /&gt;Elisabetta Gherardi&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7258474252825599221-8788835847680205359?l=tsmartecultura.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/feeds/8788835847680205359/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/2009/11/il-costo-di-arrivarsi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7258474252825599221/posts/default/8788835847680205359'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7258474252825599221/posts/default/8788835847680205359'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/2009/11/il-costo-di-arrivarsi.html' title='il costo di attivarsi...'/><author><name>sergiolucci</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7258474252825599221.post-7343055258264118473</id><published>2009-11-13T10:45:00.003+01:00</published><updated>2009-11-16T17:39:19.154+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='mondo della cultura'/><title type='text'>Più forza all'articolo 9 della nostra costituzione!!</title><content type='html'>(Articolo 9 della Costituzione Italiana: “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;L’Italia dimentica il suo patrimonio culturale&lt;/strong&gt;. Lo stato italiano investe in cultura circa 1 miliardo e 700 milioni di Euro, ovvero solo lo 0,23% del bilancio statale annuale. E questo concretamente cosa significa? Per esempio, quanti sono i visitatori annui di tutti i 4000 musei del nostro paese? Volete la risposta subito subito, così su due piedi?Allora tenetevi forte: 35 milioni. Detto così non vuole dire molto, perciò cercherò di inserirvi all’interno del panorama europeo con un semplice esempio: il Louvre conta circa 8 milioni di visitatori all’anno…ma il Louvre è un solo museo, in Italia ne abbiamo ben 4000. Ma d'altronde cosa ci possiamo fare se l’Opéra di Parigi riceve dallo Stato francese 100 milioni de Euro all’anno, mentre in Italia l’intero FUS (Fondo Unico per lo Spettacolo) si aggira attorno ai 398 milioni? &lt;strong&gt;Cosa fare per evitare di mettersi a piangere e strapparsi tutti i capelli?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Tutto ciò è quanto emerso dalla lezione tenuta dal &lt;strong&gt;Dott. Grossi, Presidente e Segretario Generale di Federculture&lt;/strong&gt; e Consigliere d’Amministrazione Fondazione MAXXI, durante la quale ci siamo fatti un’idea su come funzioni in Italia la gestione del patrimonio culturale, quali soggetti giuridici sono impegnati in questa attività, quanti e quali fondi lo Stato destina ogni anno alla cultura….e diciamo che lo scenario emerso non è dei più idilliaci.&lt;br /&gt;Insomma, non rimane che sperare in un futuro più roseo. Il quale sembra essere in mano a ciò che il Dott. Grossi chiama &lt;strong&gt;Gestione Autonoma&lt;/strong&gt;, ovvero a quelle strutture di natura privatista che, svolgendo un servizio pubblico, come la gestione e la tutela dei beni culturali, rispondono a un obiettivo pubblico. Ma non solo, prima di tutto il futuro italiano è in mano all’Italia, in mano a un paese ricco dal punto di vista artistico, architettonico, culturale e paesaggistico. “Si tratta, allora, di acquisire consapevolezza e di impegnarsi per favorire e valorizzare quegli asset, quelle caratteristiche originali sulle quali anche oggi possiamo essere competitivi a livello internazionale” (Roberto Grossi, “La cultura, o l’altra faccia della crisi” in VI Rapporto Annuale Federculture).&lt;br /&gt;Maria Chiara Buffoni&lt;br /&gt;Chiara Caldara&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7258474252825599221-7343055258264118473?l=tsmartecultura.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/feeds/7343055258264118473/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/2009/11/piu-forza-allarticolo-9-della-nostra.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7258474252825599221/posts/default/7343055258264118473'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7258474252825599221/posts/default/7343055258264118473'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/2009/11/piu-forza-allarticolo-9-della-nostra.html' title='Più forza all&apos;articolo 9 della nostra costituzione!!'/><author><name>sergiolucci</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7258474252825599221.post-7734518642408770327</id><published>2009-11-09T11:23:00.003+01:00</published><updated>2009-11-09T11:26:56.348+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='idee sul master'/><title type='text'>punti di vista (diversi tra loro, sempre)</title><content type='html'>Pierpaolo Tognini e Giulia Hertmaier, riflettono sul gruppo. Diversità, confronto, solidarietà: un master è anche la sfida di sviluppare un'intelligenza collettiva...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ arrivato il momento di dare una svolta: e se ci raccontassimo un po’ di noi?!&lt;br /&gt;Fino adesso nel blog abbiamo parlato solo di lezioni e di attività proposte dal nostro Master (dico nostro senza piaggeria perché in fondo per quel poco che possiamo lo stiamo condizionando).&lt;br /&gt;Ma non è che ci stiamo dimenticando di noi?&lt;br /&gt;Quando diciamo noi intendo gli studenti MAC7.. quelli che iniziano la giornata tutti insieme su una funivia e che non perdono la voglia di parlare e di confrontarsi anche dopo sette ore di dure lezioni.&lt;br /&gt;Non avremmo mai pensato di trovare una varietà così eterogenea di partecipanti all’interno di un corso di alta formazione come quello che sto seguendo.&lt;br /&gt;Non esiste uno di noi che assomigli ad un altro!!&lt;br /&gt;La particolarità è che la varietà del gruppo non è stata casuale ma mi convinco sempre più che è stata selezionata appositamente.&lt;br /&gt;Ci sono ragazzi che vengono da tutta Italia ma anche dalla Spagna e dal Messico.&lt;br /&gt;Si è quindi verificato quello che Silvia Bruno ci aveva detto durante le selezioni circa la tendenza della direzione del Master di scegliere persone dalla più svariata provenienza.&lt;br /&gt;Stiamo iniziando a pensare che questa decisione ci sarà utile quando entreremo nel mondo del lavoro dove avremo bisogno di saperci relazionare e operare con persone anche molto diverse da noi.&lt;br /&gt;Non è facile andare d’accordo con tutti – troppe differenze, troppi modi di vedere anche le cose apparentemente più banali – e io per primo non sono di sicuro il ragazzo più semplice ed accomodante del gruppo!&lt;br /&gt;Tutte queste diversità non hanno però impedito una corretta convivenza e operatività in aula.&lt;br /&gt;Certo… a volte ci “scateniamo” in esternazioni caotiche dalle quali però cerchiamo sempre di trovare un punto di ripartenza.&lt;br /&gt;E’ la nostra voglia di realizzare al meglio il percorso intrapreso che ci permette di arrivare a una soluzione comune e “mediamente” condivisa che rappresenti il meglio che si possa fare in un gruppo così strutturato dove ognuno ha i propri PUNTI DI SVISTA!!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7258474252825599221-7734518642408770327?l=tsmartecultura.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/feeds/7734518642408770327/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/2009/11/punti-di-vista-diversi-tra-loro-sempre.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7258474252825599221/posts/default/7734518642408770327'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7258474252825599221/posts/default/7734518642408770327'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/2009/11/punti-di-vista-diversi-tra-loro-sempre.html' title='punti di vista (diversi tra loro, sempre)'/><author><name>sergiolucci</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7258474252825599221.post-7867389446771606813</id><published>2009-11-09T11:16:00.001+01:00</published><updated>2009-11-09T11:21:29.577+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='mostre'/><title type='text'>“For Martha with love” by Kendell Geers</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_0rU5cLygujs/SvftGA5eoGI/AAAAAAAAAFY/rhNkJVzAVrc/s1600-h/2404_Senza_titolo_1.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 204px; FLOAT: right; HEIGHT: 204px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5402046965630279778" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_0rU5cLygujs/SvftGA5eoGI/AAAAAAAAAFY/rhNkJVzAVrc/s320/2404_Senza_titolo_1.jpg" /&gt;&lt;/a&gt; “Ogni volta che attraversiamo la strada o facciamo l’amore prendiamo decisioni vincolate al nostro essere vivi ed assumiamo una posizione piuttosto che un’altra” K. Geers&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La mostra "IRRESPEKTIV" di Kendell Geers curata da Warren Siebrits, Jérôme Sans, Paulo Herkenhoff, Christine Macel, Rudi Laermans and Liveven de Cauter è stata inaugurata il passato 30 ottobre al MART di Trento e Rovereto. Prima di dirigermi al primo piano per visitare la mostra, vado al bookshop a prendere una copia della pubblicazione sull'opera di Geers e decido di andare da lui a chiedergli la dedica. Non è una cosa che faccio di solito. Ma questa volta è per me un obbligo civile, di coinvolgimento, di far sapere all’artista che c’e un interesse e un’attenzione. Kendell è sicuramente un uomo di mondo, attento e gentile a chi accoglie il suo invito a dare vita e senso alla sua opera. Vale a dire quel percorso che di seguito viene proposto come una raccolta di lavori prodotti durante anni d’attività artistica-politica che non vuole essere chiamata retrospettiva, bensì, irrespettiva.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Apri la mente, guarda col cuore e non avere paura” è la raccomandazione di Kendell Geers sul come fruire al meglio le sue opere. La mia collega Karen Chistè descrive così la sua esperienza: “mi affaccio alla prima sala e mi trovo ingabbiata in un labirinto di filo spinato, ai miei piedi uno specchio che amplifica la sensazione di essere in trappola. Eternità claustrofobica. Confini e scelte imposte. Come quella tra l’andare a sinistra e procedere con il percorso proposto o a destra, direzione che porta alla collezione permanente e rassicurante del MART”. Karen si rende conto che l’artista vuole interagire con il visitatore, spronandolo a decidere e a riflettere sulle proprie scelte e continua: “sto al suo gioco e giro a sinistra”.&lt;br /&gt;Il suo lavoro rispecchia i colori dell’esperienza che ha vissuto, l’apartheid. Ma non pretende e non desidera che la sua arte sia vincolata ad un luogo o al fatto di essere nato in Sud Africa. Al contrario, il suo è un intento di parlare di quello che accade all’intera condizione umana, della fragilità in ognuno di noi e la vulnerabilità in cui viviamo al giorno d’oggi in un mondo del simulacro. Lo fa mettendo il visitatore in prima fila, o meglio dire, sul palco dove la quotidianità di una violenta realtà ha luogo e della quale siamo dei sopravissuti senza rendercene conto. Inoltre, le mostre di Geers implicano un alto grado di attenzione a come ci si muove nello spazio fisico, perché altrimenti c'è il rischio di letteralmente farsi male.&lt;br /&gt;Si possono trovare dei bicchieri in vetro sporchi, il collo di una bottiglia di birra Heineken spezzata, lo spray nero sulla carta e le stampe di parole che formano simmetrie. Secondo Karen “la trasparenza è corrotta e la parola diventa immagine, che riflette ed è riflessa da chi guarda e prende parte al senso dell’opera”. Condivido con Karen che nell'opera “postpunkpaganpop”, dove lo specchio è il pavimento del labirinto di muri di filo spinato, il nostro corpo diviene immagine, superficie riflettente del mondo in cui viviamo e delle parole che ci definiscono. “Fuckface” ne è l’esempio e l’icona. Per Kendell Geers “la parola è incarnata e trasformata in un’immagine che parla al lato non-verbale dei nostri cervelli”, una forte reazione emotiva è assicurata.&lt;br /&gt;Personalmente rimango stupita dopo aver visto un video che raffigura il linciaggio di un uomo da parte di un gruppo di persone prese dall'euforia collettiva che finisce per bruciarne il corpo ormai inerte. Allora chiedo a chi mi accompagna: "ti rendi conto di che cosa siamo capaci noi esseri umani?". Non è la violenza in sé quello che mi turba di più, ma la pretesa dei visitatori arrivati alla fine della proiezione, che il video debba riprendere da solo e la loro delusione al vedere che non c’è un loop. Desiderio avido di consumare qualsiasi cosa, anche se non si sa di che si tratta. Una reazione di sorpresa quando vengono a sapere che l’opera è da guardare sotto la propria responsabilità e su richiesta. È chiaro: in questa mostra bisogna saper decidere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Martha Jiménez Rosano&lt;br /&gt;Karen Chistè&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7258474252825599221-7867389446771606813?l=tsmartecultura.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/feeds/7867389446771606813/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/2009/11/for-martha-with-love-by-kendell-geers.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7258474252825599221/posts/default/7867389446771606813'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7258474252825599221/posts/default/7867389446771606813'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/2009/11/for-martha-with-love-by-kendell-geers.html' title='“For Martha with love” by Kendell Geers'/><author><name>sergiolucci</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_0rU5cLygujs/SvftGA5eoGI/AAAAAAAAAFY/rhNkJVzAVrc/s72-c/2404_Senza_titolo_1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7258474252825599221.post-9038197582242422062</id><published>2009-11-01T18:43:00.001+01:00</published><updated>2009-11-01T18:47:02.143+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='video-arte'/><title type='text'>l'arte in mezzo ai denti</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_0rU5cLygujs/Su3JUYuWf_I/AAAAAAAAAFQ/hwrY961Jljs/s1600-h/Bill+Viola+Space+between+the+teeth.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; FLOAT: left; HEIGHT: 232px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5399192880358522866" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_0rU5cLygujs/Su3JUYuWf_I/AAAAAAAAAFQ/hwrY961Jljs/s320/Bill+Viola+Space+between+the+teeth.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;IL LAVORO DELLO SPETTATORE: OSSERVAZIONE O SIMULAZIONE?. È questo il tema della lezione di Chiara Cappelletto. Tra le tante cose che potevo scegliere di raccontare in questa settimana quale sarebbe stata più interessante di questa che si inserisce nell’acceso dibattito “ma questa è arte?!”.&lt;br /&gt;Il percorso proposto è stato lineare, ma le opere sulle quali ci siamo soffermati hanno suscitato numerosi problemi. Finché si tratta di parlare de “Las meninas” di Velazquez o di Picasso, l’aula si è dimostrata taciturna, ma già alla comparsa di Anish Kapoor gli animi hanno iniziato ad agitarsi. Ma il colpo finale è stata la visione del video di Bill Viola “Space between the teeth” . Il video aveva come finalità farci comprendere come &lt;strong&gt;nella video arte il rapporto con lo spettatore viene giocato attraverso l’uso di più esperienze sensoriali&lt;/strong&gt;. L’arte contemporanea segna un passaggio dalla mono dimensionalità del supporto a manufatti interagenti con il fruitore che si sente partecipe del linguaggio artistico.&lt;br /&gt;Ma questa è arte o non lo è? La risposta resta aperta. La domanda che ci siamo posti &lt;strong&gt;riguardava non tanto il che cosa dell’arte, ma il chi. &lt;/strong&gt;Lo spettatore di fronte all’opera che cosa fa? Osserva o simula? E qui ci vengono incontro i nostri ormai compagni di viaggio… i neuroni! Ma non tutti, solo i famosissimi e studiatissimi neuroni specchio! Allora… facciamo un po’ di chiarezza. Una opera come quella di Kapoor spiazza l’osservatore perché non si comprende da quale parte vedere meglio l’opera, non c’è un punto privilegiato. &lt;strong&gt;L’opera chiede di essere toccata, ascoltata, vissuta, quindi il fruitore la osserva, ma insieme la simula&lt;/strong&gt; (i neuroni specchio insegnano!). In poche parole il fruitore dell’opera d’arte entra in un circolo che lo “investe”: da osservatore diventa simulatore per poi ricominciare il ciclo. L’arte contemporanea ha “spiazzato” l’occhio degli osservatori, ma li ha anche “risvegliati” dal loro modo di immaginare il bello, liberando i sensi e quindi liberando le menti.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7258474252825599221-9038197582242422062?l=tsmartecultura.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/feeds/9038197582242422062/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/2009/11/larte-in-mezzo-ai-denti.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7258474252825599221/posts/default/9038197582242422062'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7258474252825599221/posts/default/9038197582242422062'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/2009/11/larte-in-mezzo-ai-denti.html' title='l&apos;arte in mezzo ai denti'/><author><name>sergiolucci</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_0rU5cLygujs/Su3JUYuWf_I/AAAAAAAAAFQ/hwrY961Jljs/s72-c/Bill+Viola+Space+between+the+teeth.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7258474252825599221.post-5636400349266422411</id><published>2009-11-01T18:36:00.004+01:00</published><updated>2009-11-03T16:45:18.952+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='comunicazione'/><title type='text'>l'arte lava più bianco</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_0rU5cLygujs/Su3Ikzg8SuI/AAAAAAAAAFI/tUd2FYTSxqs/s1600-h/box_arte.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 256px; FLOAT: left; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5399192062916315874" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_0rU5cLygujs/Su3Ikzg8SuI/AAAAAAAAAFI/tUd2FYTSxqs/s320/box_arte.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;“&lt;strong&gt;La comunicazione non è la ruota di scorta di un progetto culturale, bensì la quarta ruota&lt;/strong&gt;”.&lt;br /&gt;Nel corso dell’incontro tenutosi al Centro Trevi a Bolzano, &lt;strong&gt;Antonio Lam&lt;/strong&gt;pis direttore della Ripartizione cultura italiana della Provincia Autonoma di Bolzano, con questa affermazione, ha sottolineato l’importanza che dovrebbe rivestire la comunicazione all’interno di un evento culturale. Appassionato di arte contemporanea, manager della cultura, è promotore di varie iniziative innovative e accattivanti in ambito culturale. &lt;strong&gt;Il suo intento è quello di affiancare momenti di apprendimento ed informazione all’idea classica di cultura tesa a dare solo emozioni.&lt;/strong&gt; Questa che si può definire una vera e propria “necessità” nasce da un interrogativo : “Cosa può avvicinare la gente alla cultura?”.&lt;br /&gt;Consapevole della necessaria rivoluzione in campo di marketing e cosciente del fatto che striscioni, locandine e recensioni non invogliano più la gente a “lasciare il telecomando e uscire di casa”, Lampis trova la risposta utilizzando tre aspetti del marketing culturale: &lt;strong&gt;qualità della comunicazione, scomposizione come metodo e utilizzo delle interconnessioni degli interessi.&lt;/strong&gt; La messa in pratica di ciò la si ritrova in iniziative come l’utilizzo di un volantino pubblicitario con una grafica da reclame del supermercato, dove al posto dei prodotti erano presenti le proposte culturali.&lt;br /&gt;“Un tabaccaio come Magritte o una barista come Manet”, sono alcuni dei personaggi dei video che Lampis ha proposto alle tv locali di Bolzano, per promuovere l’arte contemporanea, coinvolgendo gente comune.&lt;br /&gt;Allora secondo voi: l’arte lava più bianco?&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Caterina Rosati&lt;br /&gt;Martina Santoni&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Giuseppe Fiore&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7258474252825599221-5636400349266422411?l=tsmartecultura.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/feeds/5636400349266422411/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/2009/11/larte-lava-piu-bianco.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7258474252825599221/posts/default/5636400349266422411'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7258474252825599221/posts/default/5636400349266422411'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/2009/11/larte-lava-piu-bianco.html' title='l&apos;arte lava più bianco'/><author><name>sergiolucci</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_0rU5cLygujs/Su3Ikzg8SuI/AAAAAAAAAFI/tUd2FYTSxqs/s72-c/box_arte.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7258474252825599221.post-7438360409493921059</id><published>2009-10-26T14:09:00.007+01:00</published><updated>2009-10-26T14:16:32.665+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='estetica'/><title type='text'>niente è semplice</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;Yvonne ci racconta di una lezione di estetica di Luca Mori&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Guardiamo.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_0rU5cLygujs/SuWgMyVzLXI/AAAAAAAAAEw/kDK4GPZ1Acs/s1600-h/malevich_red+square.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 74px; FLOAT: left; HEIGHT: 73px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5396895870005489010" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_0rU5cLygujs/SuWgMyVzLXI/AAAAAAAAAEw/kDK4GPZ1Acs/s320/malevich_red+square.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 65px; FLOAT: left; HEIGHT: 73px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5396895390162960994" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_0rU5cLygujs/SuWfw2ybQmI/AAAAAAAAAEg/KjO4vWRDDI8/s320/malevich_red+square.jpg" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;‘Semplici quadrati rossi’ diranno subito i miei piccoli lettori…&lt;br /&gt;Certo. Nel mondo reale. Nell’universo MAC niente è ‘semplice’: è bastata una piccola provocazione da parte di Luca Mori, ricercatore filosofo all’università di Pisa, per infervorare la nostra tavola rotonda e creare scompiglio.&lt;br /&gt;Ma cominciamo dal principio e cerchiamo di ragionare.&lt;br /&gt;Citando Arthur C. Danto, critico d’arte statunitense, Luca ha portato la nostra attenzione sulle proprietà relazionali che un’opera d’arte dovrebbe avere. Tra queste l’intenzione manifesta dell’artista resa esplicita dal titolo dell’opera. Da qui la domanda dello scandalo: se a una serie di quadri di uguali dimensioni, completamente dipinti di rosso e con diversi titoli, viene cambiato il cartellino che li identifica, rimangono gli stessi quadri o siamo in presenza di differenti opere d’arte? L’esperienza estetica che si ha nell’ammirarli, cambia? Quando esattamente si verifica un’esperienza estetica? Cosa ha a che fare con l’arte? E in definitiva cos’è arte? E può prescindere dall’intenzione di chi la crea?&lt;br /&gt;Luca dice: ‘c’è esperienza estetica quando la sensazione diventa esperienza’, quando di fronte a un’opera d’arte (e concediamoci il lusso di generalizzare) accade qualcosa che ci colpisce, ci emoziona, ci trasporta e ci lascia trasformati.&lt;br /&gt;Emanuele (compagno di viaggio Mac7) al quesito ha risposto indignato e agguerrito, assumendo una posizione dura e categorica partendo dal presupposto che l’arte contemporanea, dopo aver scardinato e distrutto norme e regole, ha omesso di proporre un ordine nuovo e convincente. Davanti alla provocazione dei quadri rossi, Emanuele ha affermato che non solo non siamo in presenza di arte, ma non è nemmeno ipotizzabile un’esperienza estetica vera propria in quanto quel che noi percepiamo (meglio, fraintendiamo) come esperienza estetica altro non è che suggestione provocata dal luogo che ospita l’opera, il museo. Assumerebbe il titolo di ‘arte’, allora, solo in virtù dello spazio che occupa, spazio che, per Emanuele, sempre più risulta sterile e asettico.&lt;br /&gt;L’insurrezione di risposta è stata guidata da Elisabetta (altra compagna di viaggio Mac7) che ha, invece, ben argomentato l’idea di ‘museo’ come veicolo culturale: tramanda cultura che va ad arricchire e formare la base fertile che permetterà poi di creare arte. È vero che l’arte contemporanea ha iniziato un processo di decostruzione delle forme; è falso che questo sia un suo limite. Il limite vero è usare l’arte figurativa come confronto, dal momento che non ha più ormai il monopolio dell’immagine. Opinabile è semmai, secondo Elisabetta, il giudizio critico sull’opera, giudizio che a sua volta è condizionato dal vissuto estetico personale.&lt;br /&gt;Arte. Veleno e rimedio che crea squilibri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ultimo giochino.&lt;br /&gt;Osserviamo.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_0rU5cLygujs/SuWgiLSaB9I/AAAAAAAAAE4/LyR-vxOWCFo/s1600-h/malevich_red+square.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 83px; FLOAT: left; HEIGHT: 123px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5396896237479397330" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_0rU5cLygujs/SuWgiLSaB9I/AAAAAAAAAE4/LyR-vxOWCFo/s320/malevich_red+square.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Passion. Lotta d’idee a Sardagna-&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt; Vedete? Tutto cambia.&lt;br /&gt;O no?&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7258474252825599221-7438360409493921059?l=tsmartecultura.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/feeds/7438360409493921059/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/2009/10/niente-e-semplice.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7258474252825599221/posts/default/7438360409493921059'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7258474252825599221/posts/default/7438360409493921059'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/2009/10/niente-e-semplice.html' title='niente è semplice'/><author><name>sergiolucci</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_0rU5cLygujs/SuWgMyVzLXI/AAAAAAAAAEw/kDK4GPZ1Acs/s72-c/malevich_red+square.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7258474252825599221.post-6307377013120269385</id><published>2009-10-26T09:00:00.002+01:00</published><updated>2009-11-06T18:10:29.295+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='vita a trento'/><title type='text'>lettera messicana da Mac7</title><content type='html'>Martha, la componente messicana di Mac7, scrive al fratello le prime impressioni della sua esperienza a Trento&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Hola Alfredo!&lt;br /&gt;Da lunedì a venerdì dalle sette alle sette, mi si può vedere fra le stazioni di Trenitalia, la Funivia di Sardagna, il Centro Panorama –sede della Trentino School of Management- e il MART Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto. Ho incominciato (finalmente!) il mio Master in Art and Culture Management. Non immagini neanche le cose che sto vedendo con altri occhi, stimolata al massimo e felice di poterlo fare. Trento mi fa rimanere a bocca aperta. Dopo un itinerario nella Città di Trento illustrato da Donata Loss, esperta in storia dell’arte trentina, una visita all’organizzazione interna del MART e tante discussioni e riflessioni teoriche sull’esperienza estetica, la mente del fruitore, neuroscienza e neuroestetica,… wow! Mi sento pienamente motivata, ricca d’impressioni, di curiosità e motivazioni. È come se questa esperienza alla fine della giornata mi lasciasse una breccia di luce in quello che faccio e capisco meglio perché ho intrapreso questa strada. Mi sono resa conto di non essere al corrente di tante cose e che in realtà ho visto cosi poco, per questo mi sono caricata di una tremenda forza che mi porta a voler approfondire e voler saperne sempre di più.&lt;br /&gt;Durante la giornata mentre faccio le mie cose, ho un eco che mi risuona in testa. Quando leggo i vecchi numeri di Letras Libres, o guardo le notizie della settimana in Internazionale, continuo a pensare a quello che ci diciamo durante le lezioni o quello che succede di giorno in giorno fra i colleghi (siamo un bel gruppo misto, la maggioranza italiani che arrivano da tutto il territorio, alcuni trentini, una spagnola ed io dal Messico). Penso a noi esseri umani e a quello che facciamo e le cose in cui crediamo, nelle decisioni che prendiamo e nella nostra maniera di attuare. Osservo la gente in stazione. Tutti ci spostiamo perché abbiamo una motivazione e una ragione. Parlo del “tutto” e di come sia influenzato da innumerevoli eventi che danno forma all’ambiente culturale di cui siamo una parte esenziale ed inevitabile. Spesso mi capita di vedere le cose come se fossero fotografie e sono contenta di non fotografare in quel momento, ma invece di mettere da parte quei momenti vissuti per poterli raccontare più in là.&lt;br /&gt;Desidererei tanto portarti a Trento con me e poterti far vedere quante cose accadono e che potrebbero anche capitare a te. L’anno scorso quando sei stato a Rovereto per visitare il MART, sei andato anche alla Casa d’Arte Futurista Depero? Io non ci sono ancora stata. Ti propongo di andarci insieme. Non metterci tropo a venirci a trovare!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tanti saluti da Trento.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7258474252825599221-6307377013120269385?l=tsmartecultura.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/feeds/6307377013120269385/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/2009/10/lettera-messicana-da-mac7.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7258474252825599221/posts/default/6307377013120269385'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7258474252825599221/posts/default/6307377013120269385'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/2009/10/lettera-messicana-da-mac7.html' title='lettera messicana da Mac7'/><author><name>sergiolucci</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7258474252825599221.post-4207701277310707784</id><published>2009-10-25T14:24:00.003+01:00</published><updated>2009-11-06T18:08:55.092+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='visite esterne'/><title type='text'>prima visita al Mart</title><content type='html'>La prima visita esterna di Mac7 è stata fatta nella "seconda casa" del master: un’intera giornata lavorativa del museo Mart di Rovereto. Chiara Caldara che la racconta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non è facile sintetizzare il “&lt;strong&gt;dietro le quinte” del Mart&lt;/strong&gt;, troppo complessa e intrigante l’intera organizzazione! Ma, andiamo con ordine, il Mart è... comunicazione.&lt;br /&gt;Dapprima ci ha accolti Flavia Fossa Margutti che, con la sua incontenibile energia, ci ha guidato alla &lt;strong&gt;scoperta dell’Ufficio comunicazione e Relazione Esterne del museo&lt;/strong&gt;. Di seguito la visita al team che organizza e cura le esposizioni, il museo infatti promuove ogni anno un fitto calendario di mostre nelle tre sedi espositive (Rovereto, Trento – Palazzo delle Albere e Casa d’Arte Futurista Depero). &lt;strong&gt;Interessante la figura del “registrar&lt;/strong&gt;”, per lo più sconosciuta alla gran parte di noi.&lt;br /&gt;Tra le varie competenze il registrar si occupa della gestione delle opere e delle installazioni di arte contemporanea oltre che della logistica, della movimentazione e della sicurezza delle opere stesse.&lt;br /&gt;Il Mart è&lt;strong&gt; anche memoria storica, conservazione e ricerca&lt;/strong&gt;: i materiali custoditi nell’archivio e nella biblioteca rappresentano una ricchissima fonte di conoscenza, in parte ancora inesplorata per lo studio dell’arte e dell’architettura italiana del secolo scorso.&lt;br /&gt;Il Mart non è “solo” conoscenza ma luogo ideale in cui la dimensione estetica convive con l’anima divulgativa e pedagogica. La &lt;strong&gt;sezione didattica&lt;/strong&gt; del museo promuove accanto a corsi di formazione per insegnanti e studenti universitari progetti educativi per le scuole, divertenti laboratori su forme e linguaggi dell’arte adatti ai più piccoli.&lt;br /&gt;Infine, accanto alla &lt;strong&gt;ricca collezione permanente del Mart&lt;/strong&gt;, ci attendeva la mostra “Capolavori della modernità. Opere dalla collezione del Kunstmuseum Winterthur”, una ricca selezione di grandi capolavori dell’arte europea: dall’impressionismo al cubismo, dal surrealismo alle ricerche astratte, fino ad arrivare al secondo dopoguerra. Stanca, ma soddisfatta sono ritornata a Trento con nuove prospettive, quante competenze così diverse, ma ugualmente necessarie per far funzionare il tutto…!&lt;br /&gt;In aula nei giorni seguenti abbiamo espresso le nostre preferenze in merito alla fase di “Organitation Analisis”. Penso che la visita al Mart, mostrandoci nel “concreto” la vita quotidiana di un museo, ci abbia aiutato e orientato nella scelta.&lt;br /&gt;Anche solo facendoci intravedere per un giorno l’affascinante lavoro che spesso rimane nascosto dietro la facciata del museo ma che ne costituisce l’intima essenza.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7258474252825599221-4207701277310707784?l=tsmartecultura.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/feeds/4207701277310707784/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/2009/10/prima-visita-al-mart.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7258474252825599221/posts/default/4207701277310707784'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7258474252825599221/posts/default/4207701277310707784'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/2009/10/prima-visita-al-mart.html' title='prima visita al Mart'/><author><name>sergiolucci</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7258474252825599221.post-7853812382698462669</id><published>2009-10-25T14:19:00.004+01:00</published><updated>2009-11-06T18:07:15.243+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='vita a trento'/><title type='text'>Un'altra Trento</title><content type='html'>Alice Dal Bello ci racconta della gita introduttiva di Msc7 nella città che ospiterà i ragazzi per quasi un anno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Vorrei accompagnarvi in un’altra Trento. Non quella città dove abito già da alcuni mesi e che vivo come studentessa universitaria ma, &lt;strong&gt;quella città che ho riscoperto&lt;/strong&gt;. Angoli di città che già avevo visto, attraversato, vissuto con la spensieratezza con cui si attraversano i luoghi a noi comuni, a cui non avevo mai dato un significato.&lt;br /&gt;Devo essere sincera: “Giornata lunga e faticosa!” è stata la prima cosa che ho pensato quando ho letto sul programma uscita a Trento anche perché già la conoscevo. Quel mattino però mi sono svegliata riproponendomi di azzerare le mie conoscenze, di andare all’appuntamento come un “turista” pronto a scoprire la città. Appuntamento, quindi, in piazza Dante. Molti di noi hanno ancora bisogno della mappa per arrivare non avendo dimestichezza con la città e con i nomi delle vie. Silvia e Donata ad aspettarci davanti alla tanto criticata opera dell’artista Lara Favaretto. Le gambe ancora stanche dalla giornata precedente: la visita al Mart. Ancora un po’ assopiti,qualche sbadiglio ma il racconto si fa subito avvincente:&lt;br /&gt;Primo sguardo al Doss Trento. Si passa oltre l’Adige e poi a ripercorrere quello che era l’antico corso del fiume. Ed è così che la strada sotto i nostri piedi diventa il letto del fiume, ora percorso da macchine mentre una volta era un grande centro commerciale-portuale nel quale attraccavano le barche provenienti dalla Germania o da Verona cariche di merci. Dietro la fermata dell’autobus che prendo ogni giorno mi accorgo esserci la pavimentazione di una ricca villa romana! Alzando gli occhi si scoprono numerosissime case torri mozzate oramai confuse con la linea armonica voluta per il Concilio. E così anche la Chiesa dei Gesuiti che “provoca” il potere ecclesiastico dell’imponente Duomo, il quartiere commerciale con gli ingressi per gli scambi divenuti ora vicoli stretti sui quali si aprono imponenti palazzi. E alla fine l’immancabile Castello del Buon Consiglio, elegante capolavoro di potenza. Sembra quasi di scorgere Bernardo Clesio tra le bifore dell’elegante ballatoio del piano nobile. E così la giornata è volata e le gambe sono consce dei chilometri fatti!&lt;br /&gt;Ogni mattina, dal giorno seguente la visita, passando per queste stesse strade (di Trento), ora un po’ più familiari, mi ritrovo a sorridere pensando alle mille storie che si nascondono dietro ai palazzi, alle fontane, ai ponti,… e che ora sono anche un po’ mie.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7258474252825599221-7853812382698462669?l=tsmartecultura.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/feeds/7853812382698462669/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/2009/10/unsltra-trento.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7258474252825599221/posts/default/7853812382698462669'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7258474252825599221/posts/default/7853812382698462669'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/2009/10/unsltra-trento.html' title='Un&apos;altra Trento'/><author><name>sergiolucci</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7258474252825599221.post-298205022450806342</id><published>2009-10-22T09:16:00.003+02:00</published><updated>2009-11-06T18:06:31.492+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='idee sul master'/><title type='text'>Un master per idee e persone</title><content type='html'>Egidio Marchetti riflette sull'anima del master che ha appena iniziato. Ha pienamente centrato quello che noi vorremmo fosse il nostro Mac: un contesto di confronto di idee e aspirazioni, attraverso le quali non si formano solo manager, ma prima di tutto persone.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Se dovessi rispondere enfatizzerei i miei primi giorni riportando semplicemente &lt;strong&gt;il mio entusiasmo per la partenza&lt;/strong&gt;. Qui funziona tutto e laddove non funzionasse stai tranquillo che un modo si trova ; qui il tuo nome e cognome sono impressi su una targa perché chi ti parla deve sapere con chi interloquisce -e non è questa un espressione di magnificenza o superiorità, ma semplice personificazione e riconoscimento d’identità piuttosto che semplice attribuzione numerica. Qui &lt;strong&gt;la “tua idea” viene ascoltata ed anzi incoraggiata ad essere esposta dal momento in cui non sia in accordo con ciò che viene affermato nel contesto.&lt;/strong&gt; Qui la docenza ha una personalità forte, ma al momento stesso non è stato ancora riscontrata in loro quella barriera architettonica post-idealista visibile in molti membri del corpo insegnanti. Qui esiste un Tutor, che ti chiede di parlarle se non trovi le motivazioni o il senso nelle tua azioni; qui c’è il dibattito, inteso come pubblico confronto di opinioni su un tema dato o generato dalle lezioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma è prematuro dover addurre delle considerazioni precipitose specialmente in una tale ridotta porzione di esperienza avuta a disposizione soprattutto perché le aspettative emergeranno alla prima presa consapevolezza degli obiettivi delle aree di studio. Obiettivi appunto, forse l’unica meta tanto importante quanto aleatoria in questa prima parte.&lt;br /&gt;La programmazione però promette bene, il lavoro applicato e non solo teorico è già stato da noi provato – noi masterizzati?! e mi si scusi per la battuta, ma l’idea dell’omologazione è sempre pericolosa associata alla formazione-. &lt;strong&gt;La discordia è ben accetta, lo scambio è il principio delle relazioni, le relazioni sono la chiave interpretativa ed evolutiva del percorso.&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Adesso, alla fine del pensiero, direi che non so ancora cosa sia un Master di preciso -forse quella voce scritta in verde sul sito?!-, ma questa targhetta applicata al contesto ove io ora mi trovo dà l’idea di essere &lt;strong&gt;un'istituzione pensata per la creazione di una persona ancor prima che di un membro qualunque del personale&lt;/strong&gt;, ponendo l’attenzione sulle problematiche di base delle aree preposte ma fissandosi –e mi sia concesso il paradosso- sull’irrisolubilità e le divergenze possibili derivanti dall’esposizione della materia, proprio perché è il singolo l’obiettivo del master, la singolarità (data o provocata,applicabile ad un contesto).&lt;br /&gt;Ai posteri l’ardua Esperienza – mi scuserà Manzoni per la variazione strategica"&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7258474252825599221-298205022450806342?l=tsmartecultura.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/feeds/298205022450806342/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/2009/10/un-master-per-idee-e-persone.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7258474252825599221/posts/default/298205022450806342'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7258474252825599221/posts/default/298205022450806342'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/2009/10/un-master-per-idee-e-persone.html' title='Un master per idee e persone'/><author><name>sergiolucci</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7258474252825599221.post-6962797332911444897</id><published>2009-10-19T15:35:00.003+02:00</published><updated>2009-10-19T15:39:18.861+02:00</updated><title type='text'>Un anno di master, ben più di un'esperienza formativa</title><content type='html'>&lt;p&gt;Nelle parole di &lt;strong&gt;Valentina Parisotto&lt;/strong&gt;, a pochi giorni dall'avvio di Mac7, anche &lt;strong&gt;la dimensione non strettamente d'aula di un anno di master&lt;/strong&gt;: i rapporti coi compagni, il vivere a Trento. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Città nuova, casa nuova, amici nuovi, nuova esperienza di studio e di vita.&lt;br /&gt;La tsm è &lt;strong&gt;l’occasione per allargare gli orizzonti e aprire la mente a nuovi stimoli&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;L’impatto dovrebbe essere forte, ci sono talmente tante cose a cui abituarsi che dovrei essere sopraffatta. Ma il tempo in questi primi giorni è talmente poco tra una visita al Mart, una alla città di Trento, &lt;strong&gt;le pulizie di casa e la lettura del regolamento di tsm&lt;/strong&gt; che non c’è tempo neanche per ammortizzare le novità e mi dimentico che fino a pochi giorni fa la mia vita quotidiana non era nemmeno questa!&lt;br /&gt;I &lt;strong&gt;compagni sono simpatici, tutte le regioni d’Italia&lt;/strong&gt;, e non solo, sembrano aver voluto contribuire a questo nuovo gruppo.&lt;br /&gt;Le differenze fra alcuni sono palesi, ma credo che con il tempo saranno spunti di arricchimento più che di rottura … almeno si spera.&lt;br /&gt;Le &lt;strong&gt;lezioni dei primi giorni credo abbiano battuto la strada sulla quale ci muoveremo&lt;/strong&gt;: ampi temi sui quali creare veri e propri dibattiti, questioni alle quali tutti dovremo cercare di dare la nostra personale risposta, progetti che si svilupperanno verso prospettive innovative rispetto a tutto quello che abbiamo già visto e sperimentato.&lt;br /&gt;Le premesse ci sono tutte e il traguardo sembra ambizioso, ora speriamo solo che pure il viaggio ne valga la pena.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7258474252825599221-6962797332911444897?l=tsmartecultura.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/feeds/6962797332911444897/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/2009/10/nelle-parole-di-valentina-parisotto.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7258474252825599221/posts/default/6962797332911444897'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7258474252825599221/posts/default/6962797332911444897'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/2009/10/nelle-parole-di-valentina-parisotto.html' title='Un anno di master, ben più di un&apos;esperienza formativa'/><author><name>sergiolucci</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7258474252825599221.post-6416847078939190121</id><published>2009-10-19T15:33:00.001+02:00</published><updated>2009-11-06T18:04:56.242+01:00</updated><title type='text'>parte MAC7!!!</title><content type='html'>Partito da pochissimi giorni, MAc7 registra già le prime impressioni dei suoi progatonisti. Partiamo con le parole di &lt;strong&gt;Monica Fattorelli&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ciao a tutti,&lt;br /&gt;Dal 5 ottobre 2009 ho deciso di intraprendere questa nuova avventura formativa: MAC 7 - Master of Art and Culture Management.&lt;br /&gt;Tanti i dubbi e le aspettative nei confronti di questo master, di cui prima di iniziare conoscevo sinceramente solo la sigla e la brochure. Ma concretamente, per poter dire di conoscere realmente una cosa bisogna o non bisogna “viverla”?&lt;br /&gt;Almeno questo è il mio pensiero.&lt;br /&gt;Ora come ora sono trascorsi solamente pochi giorni dall’inizio di questo master.&lt;br /&gt;Quali sono le mie prime impressioni? Provo a raccontarvele..&lt;br /&gt;1. &lt;strong&gt;Le lezioni “in aula” non sono a direzione univoca&lt;/strong&gt;, dove il docente ci travolge di informazioni sotto veste di “monologhi”, ma lo studente viene chiamato a dare il proprio contributo conoscitivo ed esperienziale per arricchire il proprio bagaglio formativo e quello dell’intero gruppo di lavoro MAC.&lt;br /&gt;2. Inoltre, cosa che tengo a sottolineare: &lt;strong&gt;le lezioni non si limitano all’aula&lt;/strong&gt;. Infatti, noi studenti iniziamo ad aprire gli occhi per confrontarci con il mondo lavorativo esterno a cui è destinata la nostra attività formativa.&lt;br /&gt;a. Non a caso, già al secondo giorno di master abbiamo avuto la possibilità di essere spettatori di un’intera giornata lavorativa del MART(Museo di Arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto), uno dei partner di rilievo del nostro master.&lt;br /&gt;b. Inoltre, sempre in quest’ottica ci è stata data la possibilità di “vivere” Trento per un giorno: infatti, grazie al contributo della professoressa Donata Loss abbiamo avuto la possibilità di un contatto diretto con questa città che ci ospiterà un anno o per chissà quanto altro tempo.&lt;br /&gt;Queste sono solamente le premesse di un percorso formativo che mi vedrà impegnata per un anno intero. Prometto di tenervi aggiornati sugli sviluppi.&lt;br /&gt;Alla prossima puntata!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7258474252825599221-6416847078939190121?l=tsmartecultura.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/feeds/6416847078939190121/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/2009/10/parte-mac7.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7258474252825599221/posts/default/6416847078939190121'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7258474252825599221/posts/default/6416847078939190121'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/2009/10/parte-mac7.html' title='parte MAC7!!!'/><author><name>sergiolucci</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7258474252825599221.post-7933316624677516707</id><published>2009-10-14T09:06:00.000+02:00</published><updated>2009-11-12T09:15:44.675+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='idee sul master'/><title type='text'>I dubbi dei primi giorni</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Viviana Gregori&lt;/strong&gt; racconta di dubbi e speranze dei primi giorni di Master.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_0rU5cLygujs/SvvDv2RJoKI/AAAAAAAAAFg/OdC2V7IPB3A/s1600-h/abc-blocks.png"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 148px; FLOAT: right; HEIGHT: 157px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5403127404749758626" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_0rU5cLygujs/SvvDv2RJoKI/AAAAAAAAAFg/OdC2V7IPB3A/s320/abc-blocks.png" /&gt;&lt;/a&gt;Molte volte si apre direttamente internet e si digita la parola di cui si vuole sapere non tutto, ma di più. Questa volta non serve, anche perché ci ho già provato io: ho avviato il computer, instaurato una connessione internet ed ho &lt;strong&gt;digitato la parola MAC nel mio motore di ricerca&lt;/strong&gt;. Risultati?? Sempre i soliti: Apple – Mac, nuovo panino di Mc Donald’s e Mercato alternativo del capitale … ufffff, possibile che da nessuna parte di parli di me, di noi?Beh mi sa che mi tocca descrivere questa “anonima” sigla che oramai fa parte della mia carta d’identità. Allora iniziamo, aprite tutti l’abbecedario alla prima pagina: &lt;strong&gt;A come Arte&lt;/strong&gt;. Pare quasi scontato dire che è la materia per eccellenza in questo percorso, eppure nessuno me l’ha suggerita fino ad ora, ma procediamo con ordine, la sigla parte con la M, allora … &lt;strong&gt;M come Master&lt;/strong&gt; e come Management, okkkkei altre due parole importanti, e dulcis in fundo &lt;strong&gt;C come Culture&lt;/strong&gt; - voglio fare la poliglotta ma si tratterebbe di Cultura-.Insomma quattro paroloni per descrivere questa esperienza appena neo-nata, un po’ troppe forse.Vediamo di rendere il tutto più semplice, parliamo attraverso metafore: pensate ad un grande calderone dove dovete versare gli ingredienti per la pozione magica che vi porterà in cima al vostro obiettivo: &lt;strong&gt;Arte, Cultura e Gestione del tutto..&lt;/strong&gt;questo mi è toccato fare, peccato però che né io, né i miei compagni d’avventura avessimo qualche indicazione a riguardo. Quindi prendi un po’ di qua, prendi un po’ di là, vai al Mart a Rovereto, visitati la città di Trento, &lt;strong&gt;sparati 7 ore di lezione in aula e chiediti se quello che stai facendo è la cosa giusta.&lt;/strong&gt; Capite anche voi che professionalità, competenze innovative per la gestione delle istituzioni e degli eventi dell’arte e della cultura, non sono doti e competenze che trovate comodamente in un uovo di pasqua e nemmeno sotto l’albero (anche se il clima di oggi indica l’inizio di un autunno rigido che porta all’inverno). Uno staff competente, docenti non solo con nomi altisonanti, ma soprattutto qualificati, passione e tanta tanta voglia di spendersi per una causa che è parte integrante del nostro futuro,&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;sono queste le parole chiavi per la riuscita di questo percorso. Seneca sostiene che “nessuno ha concluso niente: rimandiamo sempre tutto al futuro”, allora scegliamo MAC – TSM ;-)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7258474252825599221-7933316624677516707?l=tsmartecultura.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/feeds/7933316624677516707/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/2009/10/i-dubbi-dei-primi-giorni.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7258474252825599221/posts/default/7933316624677516707'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7258474252825599221/posts/default/7933316624677516707'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/2009/10/i-dubbi-dei-primi-giorni.html' title='I dubbi dei primi giorni'/><author><name>sergiolucci</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_0rU5cLygujs/SvvDv2RJoKI/AAAAAAAAAFg/OdC2V7IPB3A/s72-c/abc-blocks.png' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7258474252825599221.post-8202817572210158369</id><published>2009-08-03T15:14:00.003+02:00</published><updated>2009-08-03T15:56:44.543+02:00</updated><title type='text'>Bando per artisti "Giovani Artisti promuovono il Trentino"</title><content type='html'>Workshop di progettazione e realizzazione di un sistema modulare integrato per la presentazione del Trentino, dei suoi prodotti e del suo artigianato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il progetto Giovani Artisti promuovono il Trentino prevede l'&lt;strong&gt;attuazione di un workshop&lt;/strong&gt; dedicato alla progettazione e realizzazione di un sistema modulare integrato per la presentazione del territorio trentino, dei suoi prodotti materiali e immateriali e del suo artigianato attraverso la creatività dei &lt;strong&gt;giovani artisti&lt;/strong&gt; e la capacità realizzativa degli artigiani locali.&lt;br /&gt;In concreto il progetto mira alla produzione di 8 opere/espositori per la presentazione di 8 prodotti portabandiera dell'identità culturale e socio economica del Trentino, attraverso la collaborazione creativa tra &lt;strong&gt;8 artisti del circuito GAI e della Rete Iter&lt;/strong&gt;, e 8 artigiani locali a Trento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il progetto, azione di sviluppo glocale attraverso l'arte e la cultura, è promosso dal Comune di Trento – Politiche giovanili – e curato da Cittadellarte, in collaborazione con il Gruppo Giovani Imprenditori Artigiani della provincia di Trento, l'ANCI – Associazione Nazionale ComuniItaliani, il Ministro della Gioventù, la tsm - Trentino School of Management, l’AssociazioneRete Iter e il GAI – Associazione per il Circuito dei Giovani Artisti Italiani nell'ambito dell'iniziativa “La rete dei Festival aperti ai giovani - il Festival dell'Economia di Trento”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per maggiori informazioni:&lt;br /&gt;Ufficio Produzione di Cittadellarte: tel. 015 0991451/473, referenti: Armona Pistoletto e Francesca Minero, mail produzione@cittadellarte.it&lt;br /&gt;Comune di Trento – Politiche Giovanili: tel. 0461 884862, &lt;a href="http://www.trentogiovani.it/"&gt;http://www.trentogiovani.it/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;--&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7258474252825599221-8202817572210158369?l=tsmartecultura.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/feeds/8202817572210158369/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/2009/08/aperto-il-bando-per-artisti-giovani.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7258474252825599221/posts/default/8202817572210158369'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7258474252825599221/posts/default/8202817572210158369'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/2009/08/aperto-il-bando-per-artisti-giovani.html' title='Bando per artisti &quot;Giovani Artisti promuovono il Trentino&quot;'/><author><name>philipprauch</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14418857037843983945</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7258474252825599221.post-1067239663765083108</id><published>2009-07-31T11:55:00.005+02:00</published><updated>2009-07-31T12:29:07.240+02:00</updated><title type='text'>MART(E) E’ PIU’ VICINO!</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_AuWi9D6-ezY/SnLAGDU81qI/AAAAAAAAAEU/ilBHXO1LS-s/s1600-h/ImmagineMart.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5364561316356609698" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 156px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_AuWi9D6-ezY/SnLAGDU81qI/AAAAAAAAAEU/ilBHXO1LS-s/s200/ImmagineMart.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt;Fabiano Rocca, allievo MAC 6, racconta alcuni esiti del progetto RBL- Research Based Learning condotto all'interno del Master su commissione del Mart - Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Nel percorso formativo all’interno del Mart&gt;Mac Master of Art and Culture Management è prevista una ricerca sul campo che si pone, tra gli altri, due obiettivi: da un lato quello di approfondire alcune situazioni o aspetti che riguardano le istituzioni e gli eventi culturali, dall’altro quello di formare gli allievi con competenze per svolgere ricerche attraverso un lavoro e un apprendimento di gruppo. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Su commissione del Mart, uno dei due gruppi di lavoro nei quali sono stati divisi gli allievi del Master ha svolto una ricerca che ha analizzato il rapporto tra il museo e la popolazione roveretana. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il gruppo si è soffermato in particolar modo sui giovani e la ricerca è stata svolta tramite questionari e interviste fatte sul campo, nella città di Rovereto e in parte in quella di Trento. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Senza entrare nel dettaglio i dati raccolti permettono di fare delle considerazioni generali particolarmente interessanti. E’ stato chiesto agli intervistati come reagirebbero se il Mart dovesse chiudere e più dei ¾ hanno risposto con dispiacere, disappunto e rimpianto. Sempre dai dati è emerso che il Mart è percepito come un luogo accessibile, innovativo, utile e piacevole e inoltre il museo roveretano è la meta principale consigliata ai turisti. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Quello che sembra emergere da questi dati è che a distanza di 7 anni dall’apertura, sembra che il Mart si stia consolidando sul territorio, favorevolmente accolto soprattutto dai giovani. Sempre 7 anni fa si è detto “e’ atterrato il Mart sulla Terra!!”, come a indicare che tale museo, rispetto al luogo in cui nasceva, veniva da un altro mondo. Ora, dati alla mano, sembrerebbe che questi due mondi comincino a parlarsi e a piacersi. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;a cura di Fabiano Rocca&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ulteriori informazioni e copia dell'articolo pubblicato dal Corriere del Trentino in data 24.07.09 sono disponibili sul sito &lt;a href="http://www.mart.tn.it/"&gt;http://www.mart.tn.it/&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;--&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7258474252825599221-1067239663765083108?l=tsmartecultura.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/feeds/1067239663765083108/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/2009/07/marte-e-piu-vicino.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7258474252825599221/posts/default/1067239663765083108'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7258474252825599221/posts/default/1067239663765083108'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/2009/07/marte-e-piu-vicino.html' title='MART(E) E’ PIU’ VICINO!'/><author><name>philipprauch</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14418857037843983945</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_AuWi9D6-ezY/SnLAGDU81qI/AAAAAAAAAEU/ilBHXO1LS-s/s72-c/ImmagineMart.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7258474252825599221.post-2113032487516861891</id><published>2009-06-30T12:47:00.003+02:00</published><updated>2009-06-30T12:58:46.924+02:00</updated><title type='text'>Effimeri, Svegliati e Stravaganti - metamorfosi dei paesaggi culturali</title><content type='html'>&lt;em&gt;Giancarlo Sciascia, allievo del Master of Art and CUlture Management nell'edizione del 2006/2007, presenta la prima edizione di Effimeri, Svegliati e Stravaganti non-festival di cui ha curato la progettazione.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al via lunedì 29 giugno la prima edizione di &lt;em&gt;Effimeri, Svegliati e Stravaganti&lt;/em&gt; – metamorfosi dei paesaggi culturali: cinque giorni di molteplici iniziative volte a stimolare nei partecipanti la curiosità e la voglia di riappropriarsi del vissuto di un territorio dal prestigioso valore artistico e paesaggistico.&lt;br /&gt;Punto di partenza e sede deputata all’iniziativa la Villa di Corliano, suggestiva dimora storica della prima metà del XVI secolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Effimeri, Svegliati e Stravaganti – metamorfosi dei paesaggi culturali in questa prima edizione si soffermerà su due punti: l'effimero e il fiabesco. Un percorso emotivo e cognitivo che invita a osservare con cura il paesaggio e a esercitare l'immaginazione. Non un vano fantasticare per allontanarsi dalla realtà quotidiana, ma una danza fra l'esistente, l'esistito e il possibile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Gli eventi espositivi dal 29 giugno al 3 luglio 2009&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Il desiderio di svelare una realtà sconosciuta quanto affascinante è alla base del progetto di mostra dal titolo Di tanta speme – gli apparati effimeri nella Livorno del Settecento a cura di Alice Panella che potrà ammirarsi all’interno della villa. L’esposizione, attenta alla dimensione evocativa, attraverso incisioni e disegni dell’epoca, farà luce su una particolare tipologia artistica, che per sua natura non era destinata a durare, ma di cui sopravvive la grandezza nella memoria scritta e visiva di cronisti, pittori e incisori dell’epoca: una memoria a un tempo emozionata ed emozionante. Il dialogo fra una scultrice minimalista a un musicista jazz darà luogo all’installazione site specific Intrecci- sculture sonore di Furio Di Castri ed Ellen Koch allestita all’interno della Chiesa dei Santi Pietro e Paolo nel Parco di Corliano.&lt;br /&gt;Lo spazio esterno alla chiesa, invece, ospiterà Tzigano tale l’installazione site specific di Nicola Vukich. Una nuova creazione di un artista totale (cantautore e artista figurativo) che pone al centro della sua poetica l'attenzione al meticciato e al nomadismo, elementi la cui origine si perde nel tempo profondo della nostra storia. Un racconto per immagini che attraversano lo spazio e il tempo.&lt;br /&gt;L’idea del lavoro di Daniela Mastrangelo, uno studio sperimentale della stampa su cera con all'interno lana, Un plongeon en noir, intende dare un valore a un “passato” che rimane in noi come un ricordo latente frammentario. Un tempo vissuto, rievocato da un alone di mistero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Gli appuntamenti serali&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Il vino all’opera, è l’evento inaugurale che apre gli appuntamenti serali di Effimeri, Svegliati e Stravaganti – metamorfosi dei paesaggi culturali: un grande concerto jazz in prima assoluta toscana con Furio di Castri e Antonello Salis. L’idea di ricostruire la storia del brindisi nell’Opera è il modo originale con cui gli artisti desiderano celebrare un doveroso tributo al vino, sotto forma di un gioco divertente che ripercorre l’origine della comunicazione e dell’arte. Un brindisi rosato aprirà il concerto nel modo più conviviale.&lt;br /&gt;Il programma serale prosegue con la prima regionale degli EX.WAVE, formazione composta da Luca D'Alberto e Lorenzo Materazzo che fonde musica classica e elettronica. L’appuntamento del mercoledì sera è con Santinsaldo, il folk labronico/mediterraneo dei Carneigra, gruppo che canta l’anima mediterranea di Livorno, recuperando antiche poesie e cantandone di nuove, in vernacolo e in italiano.&lt;br /&gt;Improvvisazioni teatrali per scrittori più veloci della luce, daranno invece origine a Storie improbabili. Un esperimento nato da un'idea del drammaturgo pisano Franco Farina e lanciato come una sfida ad ADA - Arsenale Delle Apparizioni e a giovani drammaturghi e scrittori italiani. Per una serata si invertono le regole del teatro.&lt;br /&gt;Infine I Sacchi di Sabbia e Celesterosa presentano lo studio per Il Vampiro, spettacolo teatrale ispirato al racconto di J. W. Polidori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Gli eventi itineranti&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Suggestivi eventi itineranti, a cura di Chiara Celli, toccheranno Calci e Molina di Quosa.&lt;br /&gt;La via erbosa con Fiona Sansone e Nicola Vukich apre la giornata di esordio del non festival: un percorso di 3 ore attraverso la via erbosa, con apertura musicale e un’installazione site specific nel Monastero di Nicosia, racconti leggendari intorno alle ville della valle, sotto torri o dentro grotte che trasudano la storia del territorio.&lt;br /&gt;La via dei molini, a Molina di Quosa, in collaborazione con Spazio Nu di Pontedera, è invece il secondo evento itinerante, con una performance di danza contemporanea e una visita alla Villa Annamaria.&lt;br /&gt;Storia e Geografia: terre narrate, parole osservate è il workshop a cura di Maria Chiara Calvani. Il laboratorio è finalizzato alla creazione di un video-racconto sul territorio sangiulianese che sarà presentato come video installazione all’interno della Villa durante il non festival.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;La sezione educativa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Ad arricchire il calendario del non-festival letture di fiabe per grandi e piccini con uno speciale omaggio alla figura poliedrica di Leo Lionni, di cui quest’anno decorre il decennale della morte, workshop di storytelling a cura dell’ associazione Artigrafie e l’immaginario come mestiere, una conferenza-dibattito sulle prospettive di politica culturale nella Toscana nord occidentale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il programma dettagliato dell'evento è disponibile su &lt;a href="http://www.effimeri.ning.com/"&gt;http://www.effimeri.ning.com/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Effimeri, Svegliati e Stravaganti - metamorfosi dei paesaggi culturali -&lt;br /&gt;Villa e Parco di Corliano, San Giuliano Terme (Pi)&lt;br /&gt;dal 29 giugno al 3 luglio 2009&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;--&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7258474252825599221-2113032487516861891?l=tsmartecultura.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/feeds/2113032487516861891/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/2009/06/effimeri-svegliati-e-stravaganti.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7258474252825599221/posts/default/2113032487516861891'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7258474252825599221/posts/default/2113032487516861891'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/2009/06/effimeri-svegliati-e-stravaganti.html' title='Effimeri, Svegliati e Stravaganti - metamorfosi dei paesaggi culturali'/><author><name>philipprauch</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14418857037843983945</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7258474252825599221.post-8491691387871461026</id><published>2009-06-16T10:03:00.003+02:00</published><updated>2009-07-02T17:39:34.716+02:00</updated><title type='text'>Complessità 09 - Ridere è una cosa seria</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_AuWi9D6-ezY/SkzUqWf_nuI/AAAAAAAAAEM/qXRpvxB9uEE/s1600-h/complessita_ridere_e_una_cosa_seria-small.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5353887881096044258" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 110px; CURSOR: hand; HEIGHT: 100px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_AuWi9D6-ezY/SkzUqWf_nuI/AAAAAAAAAEM/qXRpvxB9uEE/s200/complessita_ridere_e_una_cosa_seria-small.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; La VI° edizione di &lt;strong&gt;Complessità Ridere è una cosa seria&lt;/strong&gt;, organizzata dagli allievi del Mart&gt;Mac Master of Art and Culture Management di tsm-Trentino School of Management si svolgerà nei giorni &lt;strong&gt;3 e 4 luglio 2009 a Trento&lt;/strong&gt; presso Palazzo Consolati in via S. Maria Maddalena 1 (centro storico).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Complessità 09 sarà costruita intorno alla tematica della risata come breakdown, momento di interruzione e ricostruzione di senso. Si tenterà di analizzare il riso in alcuni dei suoi aspetti: nel suo rapporto con i totalitarismi e la follia, con il sarcasmo, l’ironia, l’isteria, la comicità, il blasfemo, la derisione e l’umorismo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’esperienza della risata verrà analizzata da diversi punti di vista in due momenti di dibattito a cui interverranno relatori con diverse formazioni e diversi campi di esperienza. Il tema del riso verrà affrontato nella sua dimensione neurofenomenologica, relazionale, psicoanalitica cercando di evidenziare i meccanismi che contribuiscono a generare i processi creativi e di apprendimento. Dal punto di vista antropologico verrà approfondito l’aspetto sociale e storico-filosofico della risata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo i dibattiti, sono previsti momenti in cui fare esperienza della risata attraverso alcuni eventi collaterali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Durante la manifestazione, sarà possibile visitare un’esposizione di vignette che hanno fatto la storia della satira italiana (Cuore, Il Male).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il taglio performativo e interattivo con cui sarà realizzato l’evento ne agevolerà la fruizione da parte del pubblico. Sarà, infatti, messo in scena un processo alle discipline quali neuroscienze, filosofia, antropologia, sociologia, arte, psicologia e comunicazione colpevoli di aver dimenticato il valore educativo della risata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La manifestazione intende proporre un contributo formativo alla comunità locale, proprio attraverso l’aspetto ludico che vuole indagare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Relatori&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Gianpaolo Carbonetto&lt;/strong&gt;, Caporedattore de “Il Messaggero Veneto”&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Maurizio Ferraris&lt;/strong&gt;, Docente di filosofia teoretica, Università di Torino&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Alfonso Maurizio Iacono&lt;/strong&gt;, docente di Storia della filosofia politica, Università di Pisa&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Sergio Manghi&lt;/strong&gt;, Docente di Sociologia, Università degli Studi di Parma&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Ugo Morelli&lt;/strong&gt;, Direttore Mart&gt;Mac Master of Art and Culture Management&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Marianella Sclavi&lt;/strong&gt;, Docente di Antropologia Culturale, Politecnico di Milano&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Andrea Viliani&lt;/strong&gt;, Direttore Fondazione Galleria Civica di Trento&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Discussant&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Diego Calzà&lt;/strong&gt;, Esperto di web marketing, comunicazione online e progettazione partecipata&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Cinzia Di Dio&lt;/strong&gt;, Docente di Neuroestetica, Università degli Studi di Parma&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Vittorio Gallese&lt;/strong&gt;, Docente di Neurofisiologia, Università degli Studi di Parma&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Luca Mori&lt;/strong&gt;, Docente di Teoria e Modelli della Comunicazione, Università di Pisa&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Roberto Scarpa&lt;/strong&gt;, Direttore attività formative,Teatro Verdi di Pisa&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Giuseppe Varchetta&lt;/strong&gt;, Docente di Sviluppo Organizzativo, Università Milano Bicocca&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Carla Weber&lt;/strong&gt;, Psicologa Psicoterapeuta, Studio Akoè, Trento&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Altri ospiti&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Monica Trettel&lt;/strong&gt;, Attrice Bolzanina&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Alessandro Valitutti&lt;/strong&gt;, Dottorando Facoltà di Scienze Cognitive, Università degli Studi di Trento&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;programma completo dell'evento su &lt;a href="http://www.tsm.tn.it/"&gt;www.tsm.tn.it/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;--&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7258474252825599221-8491691387871461026?l=tsmartecultura.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/feeds/8491691387871461026/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/2009/06/complessita-09-ridere-e-una-cosa-seria.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7258474252825599221/posts/default/8491691387871461026'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7258474252825599221/posts/default/8491691387871461026'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/2009/06/complessita-09-ridere-e-una-cosa-seria.html' title='Complessità 09 - Ridere è una cosa seria'/><author><name>philipprauch</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14418857037843983945</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_AuWi9D6-ezY/SkzUqWf_nuI/AAAAAAAAAEM/qXRpvxB9uEE/s72-c/complessita_ridere_e_una_cosa_seria-small.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7258474252825599221.post-2695710962988883946</id><published>2009-05-18T20:42:00.004+02:00</published><updated>2009-05-18T20:56:26.503+02:00</updated><title type='text'>Thinking about berlin...</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_AuWi9D6-ezY/ShGug-as_YI/AAAAAAAAAEE/BaQXjtZ68tc/s1600-h/foto+di+gruppo+Alexander+Platz.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5337238914944793986" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 150px; CURSOR: hand; HEIGHT: 200px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_AuWi9D6-ezY/ShGug-as_YI/AAAAAAAAAEE/BaQXjtZ68tc/s200/foto+di+gruppo+Alexander+Platz.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt;Al rientro dal viaggio di studio a Berlino, Sara Velente condivide alcune suggestioni che la città tedesca le ha offerto.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prima di iniziare a scrivere ho pensato tanto, tantissimo... come raccontare?&lt;br /&gt;Facile “scadere” nell’ennesima cronaca, difficile condensare un’esperienza tanto intima come quella del viaggio e tradurla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La città complessa non si può raccontare in modo unico e totalizzante, piuttosto un collage ...o stratificazioni di pensieri ...niente di meglio che scrivere un post a più mani!(è un invito a farlo!!!)&lt;br /&gt;Ecco perché tenterò di tradurre questo vortice sereno, la tempesta sensoriale ed emozionale, per raccontare una fluida sfumatura...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Probabilmente chi Berlino la conosce dapprima pensa ai contrasti: il vecchio e il nuovo, l’antico e l’ultracontemporaneo... e via per altri cento sostantivi... innegabile(?)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io ho ri-scoperto che Berlino è camminare perdendosi, è fare del viaggio un andare circolare fino al vortice: suoni, profumi, sguardi, storie, immagini, voci.&lt;br /&gt;Provi a non perderti a Berlino ma è come se la città ti invitasse, provetto Odisseo, con voce da sirena, a farlo. Ammalia in mille modi.&lt;br /&gt;La &lt;em&gt;u-bahn&lt;/em&gt; (tra le più complicate che mi erano mai capitate!), le strade dai nomi curiosi e complicati (che caratterizzano ancora le due parti della città), le porte che si aprono rivelando inattesi e mutevoli scenari, le bocche che si schiudono soffiando molteplici insolite storie...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prima di rileggere la città attraverso la lente che ci è stata offerta in questo viaggio, poteva essere “solo” fascino. Adesso Berlino è la complessità e nessuna parola le veste meglio.&lt;br /&gt;Complessa è questa “vecchia signora”, dal ricco guardaroba (una maglia urbana atipica e leggibile in molteplici chiavi, come abbiamo fatto), dagli occhi trasparenti che non possono nascondere la storia ma dal fascino sempre nuovo perché perpetuamente mutevole.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;a cura di Sara Valente&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;--&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7258474252825599221-2695710962988883946?l=tsmartecultura.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/feeds/2695710962988883946/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/2009/05/thinking-about-berlin.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7258474252825599221/posts/default/2695710962988883946'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7258474252825599221/posts/default/2695710962988883946'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/2009/05/thinking-about-berlin.html' title='Thinking about berlin...'/><author><name>philipprauch</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14418857037843983945</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_AuWi9D6-ezY/ShGug-as_YI/AAAAAAAAAEE/BaQXjtZ68tc/s72-c/foto+di+gruppo+Alexander+Platz.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7258474252825599221.post-378039617553647029</id><published>2009-05-08T15:37:00.006+02:00</published><updated>2009-05-08T15:56:56.635+02:00</updated><title type='text'>Ogni epoca parla le parole che ha</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_AuWi9D6-ezY/SgQ487f5C2I/AAAAAAAAAD8/lZnCyj6ByLg/s1600-h/08_05_09_container.png"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5333450478128270178" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 108px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_AuWi9D6-ezY/SgQ487f5C2I/AAAAAAAAAD8/lZnCyj6ByLg/s200/08_05_09_container.png" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt;Michela Boldrer, MAC6, presenta l'evento 'Container della Creatività' al quale sta lavorando con l'associazione Gruppo OASI.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;L'evento si svolgerà in Piazza Duomo a Trento il 15,16 e 17 maggio 2009&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;…che l’arte sia una modalità d’espressione, che sia una voglia di apparire sotto forme diverse è indiscusso… è però forse proprio per la sua capacità di esprimere senso attraverso una metaforizzazione del reale e la sua continua metamorfosi che l'arte contemporanea è un po’ bistrattata.&lt;br /&gt;La volontà di mostrare il cambiamento: è questo, credo, che la rende a primo impatto inaccessibile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’inaccessibilità è ciò che provoca sgomento, disgusto, è ciò che infastidisce ma al contempo attrae e incuriosisce.&lt;br /&gt;Nessuno perciò vuole o pretende rendere accessibile a un primo sguardo l’arte, ciò che importa è renderla fruibile, che il SIGNIFICATO e non la piena comprensione si presenti a colui che guarda.&lt;br /&gt;&lt;p&gt;Con questa premessa presento l’evento che si terrà in Piazza Duomo a Trento il 15,16 e 17 maggio: non un evento di arte contemporanea, ma un insieme d’espressioni artistiche che si mostrano a tutte le persone che desiderano GUARDARE.&lt;br /&gt;Un evento studiato come intersezione di più discipline, linguaggi diversi che s’intrecciano formando una rete COMUNICATIVA: varietà, diversificazione, interazione, creatività e arricchimento sono le parole che introducono questo evento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ciò che l’arte ci dice è qualcosa di noi che viene rianimato; l’arte tocca le corde della nostra carne più profonda, fa vibrare il sentire e sprigiona l’emozione; ci rende ESSERE/I umani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.container.oasidarte.it/"&gt;http://www.container.oasidarte.it/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.oasi.tn.it/"&gt;http://www.oasi.tn.it/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;a cura di Michela Boldrer&lt;/p&gt;--&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7258474252825599221-378039617553647029?l=tsmartecultura.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/feeds/378039617553647029/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/2009/05/ogni-epoca-parla-le-parole-che-ha.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7258474252825599221/posts/default/378039617553647029'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7258474252825599221/posts/default/378039617553647029'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/2009/05/ogni-epoca-parla-le-parole-che-ha.html' title='Ogni epoca parla le parole che ha'/><author><name>philipprauch</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14418857037843983945</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_AuWi9D6-ezY/SgQ487f5C2I/AAAAAAAAAD8/lZnCyj6ByLg/s72-c/08_05_09_container.png' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7258474252825599221.post-6766933238324551470</id><published>2009-05-04T12:02:00.002+02:00</published><updated>2009-05-04T12:34:01.588+02:00</updated><title type='text'>I CAPOLAVORI DI ESCHER A VERONA</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_AuWi9D6-ezY/Sf7Ei7lt6rI/AAAAAAAAAD0/UIsKKah6ssk/s1600-h/escher_1.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5331915113243732658" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 104px; CURSOR: hand; HEIGHT: 88px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_AuWi9D6-ezY/Sf7Ei7lt6rI/AAAAAAAAAD0/UIsKKah6ssk/s200/escher_1.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt;Valentina Gaule, allieva "MAC6", condivide le riflessioni sviluppate durante una sua visita alla recente mostra veronese dedicata ad Escher&lt;/em&gt; &lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Si è conclusa il 3 maggio la mostra &lt;strong&gt;&lt;em&gt;La magia di Escher&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; tenutasi a Verona nelle sale della Galleria d’Arte Moderna Palazzo Forti, la cui inaugurazione ha segnato l’apertura di «Infinita…mente», il festival di scienze e arti che si è tenuto nella città scaligera dal 30 gennaio al primo febbraio. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Ideato dall’Università di Verona in collaborazione con l’assessorato alla Cultura del Comune e il consorzio "Verona tutt’intorno", il festival nella sua prima edizione ha proposto una serie di appuntamenti per aprire un dibattito culturale sui temi dell’intelligenza artificiale, della robotica e delle neuroscienze al fine di stimolare l’interesse e la curiosità di un pubblico non ancora abituato a queste tematiche ma che ormai nel nostro master stiamo affrontando con interesse e curiosità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La mostra &lt;em&gt;&lt;strong&gt;La Magia di Escher&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt; è stata curata dall'ingegner Federico Giudiceandrea, uno dei maggiori collezionisti europei del maestro. Hanno contribuito alla realizzazione del catalogo, Roberto Pasini, docente di Storia dell’arte all’Università di Verona e Piergiorgio Odifreddi, studioso di logica e matematica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Noto per le sue straordinarie visioni costruite sull'illusione e sulle suggestioni sviluppate dalla sua personale ricerca sulle regole della prospettiva, della simmetria e della suddivisione del piano, Escher è uno degli autori contemporanei più noti al grande pubblico, ma tra i meno indagati dalla critica. Alcuni lo giudicano un illustratore, perché spesso le sue opere sono più note del suo nome in quanto appaiono ad illustrare i manuali di fisica e di matematica e si associano immancabilmente agli articoli di divulgazione scientifica. Autore dalle radici complesse, egli associa ad una padronanza straordinaria delle tecniche grafiche, una cultura artistica profondamente radicata nella storia del suo Paese, ovvero l’Olanda dei grandi maestri fiamminghi del Rinascimento nordico. La sua ricerca infatti, si avvia ben presto a considerare un unico oggetto, lo spazio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A Palazzo Forti erano presenti un centinaio tra litografie, xilografie, e disegni o acquerelli preparatori. Nelle prime sale erano esposti alcuni tra i paesaggi del meridione italiano realizzati negli anni Trenta, con le relative incisioni, antecedenti alla stagione delle opere più famose. Emblematica nella fase di maturazione è l'incisione &lt;em&gt;&lt;strong&gt;Scarabei&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt; del 1935. Seguiva il gruppo dei lavori più famosi, a partire da &lt;em&gt;&lt;strong&gt;Giorno e notte&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt; e &lt;em&gt;&lt;strong&gt;Cielo e Acqua&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt; del 1938 fino alle costruzioni degli anni Cinquanta e Sessanta tra cui i noti &lt;em&gt;&lt;strong&gt;Belvedere&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;&lt;strong&gt;Cascata&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt; e &lt;em&gt;&lt;strong&gt;Tre mondi&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;. Alla mostra era presente anche un esemplare di &lt;em&gt;&lt;strong&gt;Galleria di Stampe&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;, l'opera del 1956 che ha ispirato teoremi matematici. Proseguendo per le sale si trovava con sorpresa la rara xilografia «Metamorfosi» incisa in cinque mesi di accanito lavoro tra novembre del 1939 e marzo del 1940. Ma non si possono dimenticare &lt;em&gt;&lt;strong&gt;Mani che disegnano&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt; del 1948, un’opera che raffigura due mani che si disegnano l’un l’altra, &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Cielo e acqua I&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; (1938) nella quale giochi di luce e ombra trasformano pesci nell’acqua in uccelli nel cielo, &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Salire e scendere&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, del 1960 dove file di persone salgono e scendono una scala chiusa in un ciclo senza fine: opere che si basano su uno studio matematico o costruite attorno ad illusioni ottiche come il cubo di Necker e che uniscono in armonia la logica matematica con la dimensione narrativa dei panorami, degli scorci naturali e dell’immaginazione fantastica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si è rapiti quando si osservano i suoi lavori: gli spettatori della mostra commentavano incuriositi, consultandosi fra loro, spostandosi in continuazione per cogliere ogni aspetto di quel mondo impossibile che Escher ci vuole mostrare, caricando la superficie in ogni suo spazio. Forse proprio per bilanciare la sensazione di &lt;em&gt;horror vaqui&lt;/em&gt; che suggeriscono le sue opere, l’allestimento era molto semplice: pareti bianche, luci piene puntate su ogni quadro. Verso la fine della mostra invece, si poteva entrare in una stanza piccola e scura con musica in sottofondo, nella quale le opere erano proiettate in movimento, provocando una forte sensazione di vertigine. Una mostra curiosa ed interessante nel complesso, occasione per visitare non solo i capolavori di Escher ma anche la cornice meravigliosa di Palazzo Forti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;a cura di Valentina Gaule&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;--&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7258474252825599221-6766933238324551470?l=tsmartecultura.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/feeds/6766933238324551470/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/2009/05/i-capolavori-di-escher-verona.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7258474252825599221/posts/default/6766933238324551470'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7258474252825599221/posts/default/6766933238324551470'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/2009/05/i-capolavori-di-escher-verona.html' title='I CAPOLAVORI DI ESCHER A VERONA'/><author><name>philipprauch</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14418857037843983945</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_AuWi9D6-ezY/Sf7Ei7lt6rI/AAAAAAAAAD0/UIsKKah6ssk/s72-c/escher_1.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7258474252825599221.post-7475547364637876531</id><published>2009-04-28T14:36:00.004+02:00</published><updated>2009-05-04T12:02:14.654+02:00</updated><title type='text'>Volontari MAC6 al Festival di Arte Contemporanea di Faenza</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_AuWi9D6-ezY/Sfb4qsoZhtI/AAAAAAAAADk/BFRNnR5sBU8/s1600-h/cyou.gif"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5329720621458360018" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 66px; CURSOR: hand; HEIGHT: 75px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_AuWi9D6-ezY/Sfb4qsoZhtI/AAAAAAAAADk/BFRNnR5sBU8/s200/cyou.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt;Fabio Gnali racconta l'esperienza sua e di alcuni compagni di Master quali volontari presso il Festival di Arte Contemporanea di Faenza.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I volontari sono determinanti nelle manifestazioni culturali che aspirano ad un dialogo aperto e proficuo con il proprio pubblico, senza contare che il loro contributo è di fondamentale importanza per la realizzazione di un evento di tale portata. A metà strada tra organizzatore e spettatore, quella del volontario è una posizione privilegiata sia per vivere un’esperienza di immersione particolare nelle tematiche dell’arte contemporanea attraverso il contatto diretto con protagonisti di rilievo, sia per coloro che aspirano ad una futura occupazione in questo ambiente. I compiti assegnati ai volontari presso il Festival di Arte Contemporanea di Faenza riguardano l’accoglienza di relatori e pubblico, l’assistenza al servizio di interpretariato, l’ufficio stampa, la “vestizione” della città di Faenza, il supporto alla gestione degli spazi destinati alle attività e molto altro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Asja Tomasi, Francesca Borghini, Valentina Cipullo ed io, allievi della corrente edizione del Master of Art and Culture Management, abbiamo di buon grado accettato questa prova e ci siamo recati a Faenza giovedì 16 Aprile per l’incontro di coordinamento. In questa sede siamo stati divisi in gruppi e i coordinatori ci hanno meglio spiegato i rispettivi ruoli: Asja è stata inserita nell’ufficio stampa con il compito di assistere ad alcune conferenze in programma e scrivere articoli di documentazione; Francesca, pure nell’ufficio stampa, ha contribuito con altri alla produzione del materiale fotografico; Valentina si è occupata invece dell’accoglienza ai relatori e dell’assistenza ad alcune conferenze; io, referente presso il Museo Zauli, ho coordinato alcune attività del Festival in questa sede.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’esperienza è stata un’avventura. La prima notte si è dormito nella palestra Lucchesi con non poche difficoltà: il tappeto per la lotta greco romana non è un materasso comodo. Da venerdì la “delegazione MAC6” è stata trasferita al centro culturale “Il Do” (www.ildo.tv), uno spazio giovane e dinamico, ricco di stimoli e veramente cool, con l’inconveniente della musica stile rave ad alto volume fino alle tre del mattino ed il connesso via-vai di gente. In ogni caso se passate per Faenza una visita al Do è raccomandata.&lt;br /&gt;In quanto “operatori” della manifestazione non ci è stato possibile seguire tutte le conferenze e gli eventi collaterali che avremmo voluto, d’altre parte la distintiva maglietta con la grande C magenta ha permesso in alcuni casi di avvicinare i relatori e gli artisti più disponibili, così da scambiare con loro qualche parola, porre domande, sentire le loro opinioni sul Festival e sull’ambiente dell’arte contemporanea. Il contatto diretto con gli organizzatori ci ha consentito di osservare da vicino quali sono le esigenze, le priorità, le difficoltà connesse alla realizzazione di un evento dalla durata piuttosto contenuta ma proprio per questo molto denso di appuntamenti importanti.&lt;br /&gt;Nonostante ognuno avesse le proprie attività da svolgere, il tempo e le occasioni per socializzare e divertirsi con gli altri oltre cento volontari non sono mancate, dal pranzo in mensa alle feste varie. Certo non è stata propriamente una vacanza né una semplice fruizione del Festival come poteva essere quella di un comune spettatore, c’erano delle responsabilità e dei doveri, comunque non prescrittivi: bastava coordinarsi un po’ tra di noi in modo da avere una discreta libertà, così cioè da poter seguire alcune delle conferenze o ritagliarsi momenti per recuperare le energie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il mio giudizio personale è altamente positivo: andare a Faenza mi è servito molto per capire e conoscere un po’ meglio questo ambiente, intendendo sia quello dei Festival che quello dell’arte contemporanea. La “responsabilità limitata” dell’essere volontario è davvero un punto privilegiato per mettersi in gioco ed imparare divertendosi senza troppe pressioni, sentendo comunque l’importanza del proprio operato per la buona riuscita della manifestazione. Essere chiamati in causa a dare un supporto attivo, dal risolvere un problema tecnico di qualche relatore al dare informazioni ad una spettatrice smarrita per le vie del centro. Sentirsi ringraziare per così poco e ricevere i complimenti da chi effettivamente lavora al Festival è stato molto gratificante. In definitiva quella di volontario ad un evento simile è un’esperienza che consiglio caldamente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.festivalartecontemporanea.it/"&gt;http://www.festivalartecontemporanea.it/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;a cura di Fabio Gnali&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;--&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7258474252825599221-7475547364637876531?l=tsmartecultura.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/feeds/7475547364637876531/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/2009/04/volontari-mac6-al-festival-di-arte.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7258474252825599221/posts/default/7475547364637876531'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7258474252825599221/posts/default/7475547364637876531'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/2009/04/volontari-mac6-al-festival-di-arte.html' title='Volontari MAC6 al Festival di Arte Contemporanea di Faenza'/><author><name>philipprauch</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14418857037843983945</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_AuWi9D6-ezY/Sfb4qsoZhtI/AAAAAAAAADk/BFRNnR5sBU8/s72-c/cyou.gif' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7258474252825599221.post-1149201497256762996</id><published>2009-04-28T14:04:00.003+02:00</published><updated>2009-04-28T14:28:19.872+02:00</updated><title type='text'>Festival di Arte Contemporanea 2009</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_AuWi9D6-ezY/Sfb1v0t9S5I/AAAAAAAAADc/JJV8dOhz0SI/s1600-h/28_04_09_FestivalArteContemporaneaFaenza.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5329717410993621906" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 150px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_AuWi9D6-ezY/Sfb1v0t9S5I/AAAAAAAAADc/JJV8dOhz0SI/s200/28_04_09_FestivalArteContemporaneaFaenza.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt;Asja Tomasi, allieva MAC 6, ha approfondito con il dr. Masacci - amministratore unico di Goodwill - motivazioni e aspettative riguardo al Festival di Arte Contemporanea di Faenza&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E’ giunto alla sua seconda edizione il Festival di Arte Contemporanea che ha riunito, tra il 17 e il 19 aprile nella città romagnola di Faenza, i maggiori attori a livello internazionale del sistema dell’arte contemporanea. La manifestazione è stata voluta dall’amministrazione faentina ed organizzata da Goodwill, studio di consulenza strategica e centro di ricerca per il fundraising e la corporate philanthropy, la comunicazione e la valorizzazione del territorio. Ho avuto l’occasione di intervistare Alberto Masacci, amministratore unico di Goodwill, circa le motivazioni e le aspettative che ruotano attorno alla realizzazione del Festival. L’organizzazione è da tempo coinvolta in attività che pongono al centro l’interesse per l’arte contemporanea, ne sono alcuni esempi l’impostazione del modello di governance per la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino o la realizzazione del piano strategico per la Giornata del Contemporaneo in collaborazione con AMACI.&lt;br /&gt;L’organizzazione ha sviluppato conoscenze e competenze relative alle tematiche legate alla contemporaneità e in modo particolare alle arti visive, questo background ha permesso a Goodwill di intercettare un bisogno emergente all’interno di questo settore: la necessità di creare un momento di confronto e riflessione per i protagonisti del mondo dell’arte contemporanea che fosse svincolato dalla presenza delle opere degli artisti.&lt;br /&gt;Il comitato scientifico del Festival composto da Carlos Basualdo, Pier Luigi Sacco ed Angela Vettese ha scelto quale titolo dell’edizione 2009 “Tutto sulle biennali”, ritenendo fosse giunto il momento di indagare più da vicino il fenomeno della “biennalizzazione”. Oggi non esiste paese al mondo che non abbia una sua biennale anche se nell’immaginario collettivo le più conosciute si possono contare sulle dita di una mano. Goodwill ha mappato le biennali e ne ha selezionate trenta tra le più significative a livello mondiale, invitando i partecipanti, gli organizzatori nonché i critici a parlarne in occasione del Festival. Il programma di quest’anno ha contato ben cinquantacinque incontri e più di trenta eventi collaterali, la cui organizzazione è stata sostenuta dal contributo di numerosi volontari provenienti da tutta Italia.&lt;br /&gt;Il successo della manifestazione è in gran parte dovuto al fatto che il progetto sia stato inserito all’interno di un più ampio piano strategico per la creazione di un distretto culturale evoluto. Ciò ha preparato il terreno favorendo la partecipazione delle realtà locali operanti nel settore culturale che hanno visto nel Festival un’occasione unica per farsi conoscere, ha altresì permesso alla città di Faenza di diventare “centro” nell’attuale dibattito sulla contemporaneità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A cura di Asja Tomasi&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.good-will.it/"&gt;www.good-will.it&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.festivalartecontemporanea.it/"&gt;www.festivalartecontemporanea.it&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7258474252825599221-1149201497256762996?l=tsmartecultura.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/feeds/1149201497256762996/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/2009/04/festival-di-arte-contemporanea-2009.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7258474252825599221/posts/default/1149201497256762996'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7258474252825599221/posts/default/1149201497256762996'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/2009/04/festival-di-arte-contemporanea-2009.html' title='Festival di Arte Contemporanea 2009'/><author><name>philipprauch</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14418857037843983945</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_AuWi9D6-ezY/Sfb1v0t9S5I/AAAAAAAAADc/JJV8dOhz0SI/s72-c/28_04_09_FestivalArteContemporaneaFaenza.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7258474252825599221.post-3167012699551811335</id><published>2009-04-16T14:30:00.005+02:00</published><updated>2009-04-28T14:45:30.268+02:00</updated><title type='text'>Quando l’arte (e la sottoscritta) entra in azienda!</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_AuWi9D6-ezY/SecmFy60r9I/AAAAAAAAABU/VqCwRhMhrRI/s1600-h/07_04_09_Arte_in_azienda.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5325266965398597586" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 143px; CURSOR: hand; HEIGHT: 200px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_AuWi9D6-ezY/SecmFy60r9I/AAAAAAAAABU/VqCwRhMhrRI/s200/07_04_09_Arte_in_azienda.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;em&gt;Antonella Cancellara, allieva della scorsa edizione del Master condivide alcune riflessioni su arte ed azienda maturate durante la propria esperienza di stage presso Lago Spa&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma cosa ha a che fare l’arte con l’impresa? E’ questa la domanda che mi sento fare da tre mesi, quando mi capita di raccontare del mio stage in un’azienda di arredamento e design.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Avevo insistito per fare la mia esperienza di stage in un’azienda, perché avrei voluto toccare con mano cosa significasse collaborare con una realtà lavorativa diversa da quelle a cui ero abituata, per capire quali le differenze rispetto ad un museo, ad un teatro o ad un festival; una lunga e difficile ricerca che alla fine mi ha portato in Lago.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da tre mesi a questa parte tutte le mattine “Ora l’autunno del nostro scontento” ( di Francesco Carone) mi dà il benvenuto, e poi andando su, verso gli uffici, ecco il caprone di Davide Rivalta fare capolino dalle scale; si tratta delle installazioni dell’Art Waiting Room, progetto sostenuto da Lago, in collaborazione con la Fondazione March.&lt;br /&gt;Un progetto in cui la sala d’attesa è il fulcro: un non-luogo che ambisce ad essere luogo, che si arricchisce di una sua tipicità. Non solo zona di passaggio in cui sfogliare futili riviste e spegnere il cervello, ma un biglietto da visita, dove l’ospite si sente da subito a proprio agio e coglie lo spirito del posto in cui si trova: un ambiente dove la creatività è di casa.&lt;br /&gt;La campagna circostante, gli arredi colorati e le opere d’arte conducono lentamente la mente a staccarsi e ad andare oltre; il momento dell’attesa diventa così occasione di riflessione, per creare, per rinnovarsi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E per quest’ultimo Art Waiting Room i protagonisti sono Giuliana Racco e Matteo Guidi. Si tratta di due artisti emergenti, lei canadese, ma italiana d’adozione, lui romagnolo, che dopo essersi conosciuti durante l’ultima Biennale dei giovani artisti del Mediterraneo (Bari, 23-31 maggio 2008….c’eravamo anche noi, i MAC5!!), hanno iniziato la loro collaborazione.&lt;br /&gt;Il mio incontro con loro? Strano a dirsi, ma non è avvenuto in azienda. Ci siamo trovati durante il tragitto verso la stazione. Grande stupore da parte loro quando hanno capito che non avevano di fronte una designer, né un’esperta di vendite, né tantomeno un architetto, ma una persona che forse era più vicina al loro mondo e ancora troppo estranea in azienda.&lt;br /&gt;Mai treno fu così accogliente, sembrava quasi di essere in salotto! Ci siamo confrontati su aspettative e ambizioni; abbiamo parlato del mondo dell’arte, delle sensazioni che vive un’artista quando deve misurarsi con fiere, biennali e festival; mi si è aperto un mondo, semplicemente quello dell’artista! Dell’artista che a volte si sente merce di scambio nelle mani di galleristi “markettari”; di un’artista che perde sempre più centralità nell’inarrestabile proliferare di festival, fiere e biennali; di un’artista che a volte deve fare i conti con la richiesta della committenza ( che ancora c’è!), stravolgendo il suo istinto creativo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Hanno voluto raccontare l’azienda e l’attesa con un fotoromanzo; sono stati in azienda, hanno pranzato con noi, hanno chiacchierato con managers ,operai, designers e stagisti ( cioè me!!), hanno scattato foto e girato filmati… ora tutti trepidiamo per il risultato.&lt;br /&gt;Era questo quello che volevo vedere!!! Artisti che si aggirano in un’azienda, e l’azienda che sembra essere abituata ad essere “invasa” dagli artisti.&lt;br /&gt;L’arte che dialoga con l’azienda e viceversa, uno scambio che arricchisce entrambi, che rompe le barriere, non costringendo l’arte a restare stipata nelle sue istituzionali location e l’azienda a guardare oltre.&lt;br /&gt;Un progetto interessante e quanto mai attuale, che permette all’azienda di presentare se stessa non solo attraverso i prodotti; un modo di raccontarsi che va oltre la mera proposta commerciale, ma si arricchisce di un significato più profondo, che cerca connessioni con l’esterno, con un mondo che viaggia velocemente, che propone costantemente input e idee nuove.&lt;br /&gt;Sicuramente diversa da un museo, da un festival o da un teatro, la realtà aziendale; con dinamiche totalmente differenti. Luogo dalle mille possibilità, ma anche dai tanti punti deboli: in cui non è semplice sentirsi parte del sistema, in cui il lavoro spesso non lascia spazio alla conoscenza dell’altro, a volte neppure del tuo compagno di scrivania, ma è così che funziona, mi dicono!&lt;br /&gt;Adesso forse avrò dato una risposta a tutti coloro che si sono chiesti cosa c’entra l’arte con un’azienda. Almeno lo spero!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Antonella Cancellara&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;per informazioni su Lago spa ed il progetto Art Waiting Room: &lt;a href="http://www.blog.lago.it/"&gt;http://www.blog.lago.it/&lt;/a&gt;; &lt;a href="http://www.lago.it/"&gt;http://www.lago.it/&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7258474252825599221-3167012699551811335?l=tsmartecultura.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/feeds/3167012699551811335/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/2009/04/quando-larte-e-la-sottoscritta-entra-in.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7258474252825599221/posts/default/3167012699551811335'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7258474252825599221/posts/default/3167012699551811335'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/2009/04/quando-larte-e-la-sottoscritta-entra-in.html' title='Quando l’arte (e la sottoscritta) entra in azienda!'/><author><name>philipprauch</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14418857037843983945</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_AuWi9D6-ezY/SecmFy60r9I/AAAAAAAAABU/VqCwRhMhrRI/s72-c/07_04_09_Arte_in_azienda.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7258474252825599221.post-7205665874297629503</id><published>2009-03-26T14:53:00.006+01:00</published><updated>2009-04-16T15:15:24.416+02:00</updated><title type='text'>LA CASA DEL MAGO</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_AuWi9D6-ezY/Sect1R3JoLI/AAAAAAAAAC8/0A9PgITW6xY/s1600-h/depero_depero+primo+piano.jpg"&gt;&lt;em&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5325275477739937970" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 125px; CURSOR: hand; HEIGHT: 122px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_AuWi9D6-ezY/Sect1R3JoLI/AAAAAAAAAC8/0A9PgITW6xY/s200/depero_depero+primo+piano.jpg" border="0" /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt;Elisa Fantin e Michela Boldrer (allieve MAC6), al ritorno dall'incontro con l'architetto che ha curato il restauro della Casa D'Arte Futurista Depero, descrivono così il nuovo spazio espositivo gestito dal Mart.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Primo e unico museo futurista d’Italia, casa Depero fu aperta il primo agosto 1959; nel 1998 l’edificio fu chiuso al pubblico per l’urgenza di apportare migliorie tecniche e funzionali necessarie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi riapre dopo il restauro, firmato dall’architetto Renato Rizzi, e il progetto museografico di Gabriella Belli. “Ogni progetto deve poggiare su tre assunti fondamentali: uno normativo, uno funzionale e uno teorico”, così l’architetto Renato Rizzi presenta il suo lavoro di ristrutturazione di casa d’Arte Futurista Depero. L’attenzione di Rizzi è incentrata sull’importanza del progetto teorico che non è qualcosa d’astratto, ma è una predisposizione alla pratica, alla realizzazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel 2006 venne acquisita l’attigua casa Caden che a seguito di una forte ristrutturazione integrale ospita i servizi, il guardaroba e il bookshop dando la possibilità di mantenere invariata la parte che Depero stesso aveva allestito. Quando Depero negli anni ’40 iniziò a dar vita al progetto di una galleria si scontrò con l’incongruenza tra la propria volontà di esporre permanentemente le opere e il rifiuto congenito del futurismo per il museo, simbolo dell’odiato passatismo. Questa difficoltà fu amplificata quando il comune non gli permise di creare uno spazio nuovo che rappresentasse nell’architettura i concetti del futurismo ma gli concesse un edificio del ‘600.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nell’affrontare il progetto di restauro l’architetto Rizzi si è scontrato nuovamente con questa inconciliabilità, era infatti necessario risolvere il conflitto tra avanguardia e memoria. Nelle facciate del museo c’è intrisa la storia mentre all’interno il museo esprime i concetti futuristi di verticalità e dinamismo grazie ai tre piani con altezze elevate. Questa verticalità è importante perché mette anche in relazione il museo con la città che fino al ‘600 ebbe uno sviluppo verticale. Ma come unire in modo armonico questi due concetti apparentemente inconciliabili? Per Rizzi è stato possibile grazie all’estetica:“ho pensato ad una sorta di camera d'aria interna a due palazzi. Ho cercato di salvaguardare e al tempo stesso di proiettarmi dentro il concetto futuro-futurista che animò l'arte di Depero”. Questa forte verticalizzazione è la sintesi del pensiero di Depero, una proiezione che è salto, vuoto, velocità, movimento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un’altra esigenza del progetto è stata quella di creare degli spazi espositivi adatti agli arazzi di Depero ora situati al secondo piano in una sala dalla doppia altezza che si divide al centro senza rottura grazie a tre archi che richiamano le architetture degli arazzi stessi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto il restauro e stato progettato filologicamente, cercando di attenersi ai progetti di Depero stesso. Il primo piano era l’unico che Depero avesse già terminato ed è stato mantenuto l’allestimento originale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_AuWi9D6-ezY/Sect9k4UzmI/AAAAAAAAADU/fuPnwKLpMK4/s1600-h/depero_cdafd_07.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5325275620284092002" style="WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 150px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_AuWi9D6-ezY/Sect9k4UzmI/AAAAAAAAADU/fuPnwKLpMK4/s200/depero_cdafd_07.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_AuWi9D6-ezY/Sect9bUbYCI/AAAAAAAAADE/Z67DxL729VE/s1600-h/depero_cdafd_02.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5325275617717608482" style="WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 150px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_AuWi9D6-ezY/Sect9bUbYCI/AAAAAAAAADE/Z67DxL729VE/s200/depero_cdafd_02.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La casa-museo nasce nella mente di Depero come spazio dinamico, che ha come obiettivo quello di ospitare laboratori, serate futuriste e convegni. Oltre alla possibilità di un’immersione in una casa-museo futurista in cui sono esposti, pregiati arazzi, sedie, giocattoli, cartelloni pubblicitari, opere pittoriche, cuscini, soprammobili, la programmazione futura si animerà di attività trasversali seguendo la linea del progetto originale ideato da Fortunato Depero; un’occasione di conoscenza che si discosta dalla più comune forma di visione di un museo permettendo una forma relazionale privilegiata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Elisa Fantin &amp;amp; Michela Boldrer&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ulteriori informazioni su: &lt;a href="http://www.mart.trento.it/"&gt;www.mart.trento.it&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7258474252825599221-7205665874297629503?l=tsmartecultura.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/feeds/7205665874297629503/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/2009/03/la-casa-del-mago.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7258474252825599221/posts/default/7205665874297629503'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7258474252825599221/posts/default/7205665874297629503'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/2009/03/la-casa-del-mago.html' title='LA CASA DEL MAGO'/><author><name>philipprauch</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14418857037843983945</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_AuWi9D6-ezY/Sect1R3JoLI/AAAAAAAAAC8/0A9PgITW6xY/s72-c/depero_depero+primo+piano.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7258474252825599221.post-16553284575050004</id><published>2009-03-26T14:39:00.004+01:00</published><updated>2009-03-26T14:53:47.262+01:00</updated><title type='text'>Tusovka, atto III</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_AuWi9D6-ezY/ScuIS3Fi9_I/AAAAAAAAABM/Ljtw4g0PTuc/s1600-h/23_03_09_Bratislava.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5317493642647238642" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 100px; CURSOR: hand; HEIGHT: 75px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_AuWi9D6-ezY/ScuIS3Fi9_I/AAAAAAAAABM/Ljtw4g0PTuc/s200/23_03_09_Bratislava.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Nell’ambito del ciclo di incontri sul rapporto Est-Ovest, che si tengono all’Accademia di Belle Arti di Bratislava, Viviana Checchia, come ricercatrice e come curatrice ha presentato il 24.03.2009 una selezione di video art italiana.&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Al PAN, al Palazzo delle Arti Napoli (una delle due istituzioni pubbliche della citt esclusivamente dedicate allarte contemporanea) in corso in questi giorni un esperimento in collaborazione con l’artista franco-danese Thierry Geoffrey, in arte Colonel, che lo ha già realizzato a New York, Berlino, Parigi, Atene e Toronto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’esperimento va sotto il titolo di Emergency Room Napoli e si svolge in un ambiente aperto a tutti gli artisti che, pungolati dall’esigenza di fare, aderiscono all’idea di realizzare delle opere che rappresentino uno spunto di riflessione sugli accadimenti giornalieri, sulle notizie di attualità, prodotte cioè nelle 24 ore precedenti e destinate ad essere ivi esposte per sole 24 ore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il carattere provocatoriamente effimero dell’evento induce a far riflettere su quello, altrettanto effimero, che tipico della videoarte nel senso che, a differenza dei quadri, destinati per loro natura ad essere appesi sui muri delle case dei collezionisti o dei musei, delle sculture destinate addirittura alle piazze o alle ville e agli ambienti monumentali, gli artisti che di videoarte si occupano sono invece ben consapevoli e rassegnati all’idea che le loro creazioni vivano per un tempo decisamente pi breve, quello cioè della loro circolazione, e siano destinate poi a giacere negli archivi, in attesa di una ipotetica resurrezione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel suo bestseller L’insostenibile leggerezza dell’essere Milan Kundera pone l’interrogativo: Si può condannare ci che effimero?. Certamente no, se si pensa, ad esempio, ai futuristi italiani (quest’anno si celebra il loro centenario) che vedevano come il fumo negli occhi la polvere che copriva le opere dei musei o, in tempi pi recenti, ad un artista della statura di Lucio Fontana che della caducità delle opere d’arte non si preoccupava affatto, lui che, con i suoi tagli ed i suoi buchi, ha aperto a nuove prospettive spaziali quelle dell’arte. E la risposta resta certamente no anche se i futuristi nei musei, nel frattempo, hanno finito per trovare ben larga ospitalità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Daltronde la videoarte , per sua natura, rivoluzionaria proprio perché nata per opporsi alla dilagante sopraffazione della televisione commerciale e questo suo carattere tuttora perdurante nonostante vi siano ormai anche dei classici in tale ambito: non può, quindi, per i videoartisti, rappresentare una preoccupazione la storicizzazione delle loro opere per il fatto stesso che al divenire della storia loro contribuiscono giorno per giorno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ quindi in questa precisa ottica che viene da me presentata, qui a Bratislava, una scelta di videoarte italiana, non con l’intenzione di proporne in qualche modo la storia ma con quella, più immediata ma di certo più pregnante, di far conoscere ciò che in questi tempi si va facendo.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;a cura di Viviana Checchia &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;artisti: Valeria Borrelli, Stefania Galegati Shines, Valentina Miorandi, Silvia Maggi, Caterina Nolfo, Xavier Gavin, Alessia Travaglini, Carloni-Franceschetti.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Spazio espositivo : VŠVU,Hviezdoslavovo nám 18, 814 37 Bratislava&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7258474252825599221-16553284575050004?l=tsmartecultura.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/feeds/16553284575050004/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/2009/03/tusovka-atto-iii.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7258474252825599221/posts/default/16553284575050004'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7258474252825599221/posts/default/16553284575050004'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/2009/03/tusovka-atto-iii.html' title='Tusovka, atto III'/><author><name>philipprauch</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14418857037843983945</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_AuWi9D6-ezY/ScuIS3Fi9_I/AAAAAAAAABM/Ljtw4g0PTuc/s72-c/23_03_09_Bratislava.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7258474252825599221.post-706395401304717900</id><published>2009-03-23T12:01:00.003+01:00</published><updated>2009-03-23T12:11:36.927+01:00</updated><title type='text'>SIAMO CIÓ CHE APPARIAMO</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_AuWi9D6-ezY/ScdswffOAbI/AAAAAAAAABE/QSxenHQ5OLE/s1600-h/23_03_09_Danza.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5316337465476121010" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 196px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_AuWi9D6-ezY/ScdswffOAbI/AAAAAAAAABE/QSxenHQ5OLE/s200/23_03_09_Danza.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Molti di noi si sono chiesti già mesi fa il perché di un laboratorio di danza nella didattica di un master come il nostro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La risposta è molto semplice: in quanto futuri manager, uno dei nostri massimi punti di forza deve essere la comunicazione, non solo verbale ma anche gestuale e fisica.&lt;br /&gt;Siamo ciò che appariamo, il nostro portamento è il nostro biglietto da visita, come ci muoviamo nello spazio denota il nostro modo di essere e di approcciare la vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una giornata e mezza per approfondire il nostro rapporto con il corpo e con la mente, per dare spazio alla nostra creatività, attraverso esercizi suggeritici dai maestri Antonella Bertone e Michele Abbondanza.&lt;br /&gt;Tempo-spazio-forma: questi i principi da cui muovere e attraverso cui vivere il palco e ogni giorno nel mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stare attenti al tempo, sentirlo, modificarlo a proprio piacimento, sapendo poi però tornare a seguire il ritmo, fino a una chiusura, a una conclusione che può anche essere dolorosa, inaspettata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sfruttare tutto lo spazio, senza limitarci, ma prestando attenzione agli altri, per non intralciarli, per non ferirli.Creare forme sempre nuove, leggere o pesanti, armoniche o lineari, rigide o flessibili: crearsi continuamente, per poi tornare ad essere noi stessi, sebbene in qualche modo modificati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una camminata può sembrare un gesto naturale, ma basta poco per far capire a chi ci osserva che siamo sicuri di noi: lo sguardo fisso davanti, il petto che anticipa il passo, quasi a voler sfidare il pubblico, ma anche offrirgli il cuore, le mani tese verso il basso ma aperte, senza carichi, il respiro che non rimane incastrato dietro i nostri denti, ma esce dalla bocca socchiusa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel nostro futuro lavoro saremo chiamati ad affrontare platee difficili, dirigenti d’azienda, curatori, esperti dei massimi sistemi, ma anche operai, tecnici, tutte personalità complesse, perché nessuno di noi è “semplice”: imparando le tecniche base di una buona camminata, già abbiamo un punto in più rispetto a chi ci guarda, dimostriamo di non aver paura, di non avere cattive intenzioni, di essere aperti ma determinati, semplicemente entrando in un ambiente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Viviamo in costante contrapposizione tra la tensione verso il cielo e il peso della terra, due forze che ci governano e che impongono il loro dominio su ogni movimento: sta a noi giocare con queste due linee, sfruttarle, scombinarle, farne un percorso di vita, tra leggerezza e gravità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il movimento è gioco, a volte aggressivo e particolarmente serio, ed è il gioco più praticato dai bambini, vero specchio della nostra vita: i bambini si danno delle regole, e guai a infrangerle! Se si gioca con loro non si può barare, esattamente come sulla scena: in teatro, e nella vita, non si può mentire due volte, si mente al pubblico ma non si può mentire a se stessi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per entrare maggiormente in comunicazione con noi stessi, il maestro ci ha introdotto allo za zen, una tecnica di meditazione orientale (nel nostro caso giapponese, perché, seguendo la tecnica nipponica, si ricorre all’uso del cuscino zafu per raggiungere la posizione corretta per meditare), il cui scopo è quello di tenere in forma non soltanto il corpo, ma anche la mente: una posizione non certo comodissima, soprattutto per dei neofiti come noi, ma che siamo riusciti a tenere per ben venti minuti, durante i quali, in assoluto silenzio, ognuno ha lasciato spazio ai proprio pensieri e alle proprie pulsioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gran finale scoppiettante con i Bee Gees, grazie ai quali abbiamo scaricato tutte le tensioni e ci siamo lasciati trasportare dal ritmo degli anni ‘70, senza più pensare ai dolori vari dei nostri muscoli indolenziti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un grazie particolare ai maestri Bertone e Abbondanza, con una proposta…non si può inserire un laboratorio di danza ogni due settimane di master? Così possiamo “sciogliere le stanche membra”!!!!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Elisa Casati e Claudia Rizzo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7258474252825599221-706395401304717900?l=tsmartecultura.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/feeds/706395401304717900/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/2009/03/siamo-cio-che-appariamo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7258474252825599221/posts/default/706395401304717900'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7258474252825599221/posts/default/706395401304717900'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/2009/03/siamo-cio-che-appariamo.html' title='SIAMO CIÓ CHE APPARIAMO'/><author><name>philipprauch</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14418857037843983945</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_AuWi9D6-ezY/ScdswffOAbI/AAAAAAAAABE/QSxenHQ5OLE/s72-c/23_03_09_Danza.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7258474252825599221.post-6249675908140597256</id><published>2009-03-16T10:42:00.001+01:00</published><updated>2009-03-16T10:46:21.388+01:00</updated><title type='text'>Imparare l’arte e metterla da parte</title><content type='html'>Siamo a marzo, quasi primavera. Il paesaggio è cambiato totalmente, me ne accorgo quando mi distolgo un attimo dalla lezione e guardo le montagne intorno a Sardagna.&lt;br /&gt;Con la stessa velocità con cui sembrano avvicendarsi le stagioni, le lezioni del MAC incalzano verso quello che credo sia il nucleo di tutto il corso: la progettazione di eventi culturali. Ci mettiamo alla prova lavorando in gruppo alla progettazione simulata (ma altamente verosimile!) di un evento: fra noi c’è chi rimane fedele ai propri studi pensando al percorso espositivo di una mostra, chi realizza un proprio “sogno” immaginando di organizzare un evento musicale tanto desiderato, chi invece azzarda un po’ di più e tocca argomenti attualmente e politicamente scottanti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ripensando all’esperienza, di primo acchito mi viene in mente solo una parola: difficile. Difficile pensare a tutto, anche se è da mesi che cerchiamo di far nostri gli strumenti dell’organizzazione e della gestione. Difficili sono state le scelte a priori, che devono essere espresse chiaramente, così da non lasciare spazio a equivoci perché a queste dovremo sempre riferirci nel corso di tutto il lavoro: gli obiettivi che ci poniamo e il target di riferimento. Difficile pensare a un palinsesto, alle attività necessarie per realizzarlo, al budget, al timing, da fare preferibilmente con il diagramma di Gantt, alle politiche di comunicazione, ai possibili impatti sul territorio. Soprattutto difficile organizzarsi in un gruppo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Siamo arrivati tutti stremati alla presentazione del lavoro. Stremati, ma in fondo soddisfatti. Sicuramente nessuno dei nostri progetti era perfetto e immediatamente realizzabile. Ognuno aveva qualche difetto piccolo o grande, sicuramente qualche svista, qualche aspetto non considerato o non approfondito come dovuto. Ma la soddisfazione è stata grande nel vedere che avevamo realizzato qualcosa e soprattutto che lo avevamo fatto insieme. Il grande insegnamento di questo lavoro non è consistito solo nel fatto che abbiamo messo in pratica gli strumenti acquisiti da novembre a questa parte, ma soprattutto nel fatto che abbiamo sperimentato le complesse e a volte imprevedibili dinamiche di gruppo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lavorare da soli è diverso, per certi versi anche più facile: si lavora con le proprie idee e con i propri mezzi. Lavorando insieme invece è necessario sempre trovare un compromesso con gli altri, non imporre mai le proprie idee credendo che siano le migliori, ma esporle a tutti e considerare i commenti e le riflessioni degli altri verso queste come un arricchimento non come una critica. Occorre sempre guardare al lavoro che si sta portando avanti come a un oggetto che stiamo costruendo insieme, evitando una dinamica duale che inevitabilmente porterebbe al conflitto fra persone. Occorre parlare di eventuali incomprensioni e non nasconderle in nome di una falsa educazione per entrare poi in una dinamica di piccoli rancori che non avrebbero motivo di esistere.&lt;br /&gt;Nel gruppo si impara molto anche di se stessi e credo anche che ci si migliori se ci si pone in modo aperto al dialogo e allo scambio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La sperimentazione diretta degli strumenti acquisiti nel corso in un lavoro di gruppo è un modo di lavorare che non si apprende all’università, dalla quale mi sto rendendo conto che spesso si esce infarciti di nozioni teoriche, ma impreparati da altri punti di vista, soprattutto per chi, come me, ha frequentato il vecchio ordinamento.&lt;br /&gt;Io e i miei colleghi abbiamo studiato anni e anni: ricordo le lunghissime giornate in biblioteca, i primi sforzi per imparare a capire se quella che avevamo davanti fosse un’opera del Quattrocento o invece  un rifacimento ottocentesco, i viaggi fatti nel corso della bellissima esperienza della tesi, alla ricerca di lettere, testimonianze, tracce di uno scultore le cui opere mi avevano rapito fin da subito. A molti di noi sarebbe piaciuto proseguire, ma è cambiato ordinamento, l’università è entrata in forte crisi, i posti di dottorato con borsa sono diventati piccoli miracoli che ci consentirebbero di vivere quasi tranquilli rimandando per tre anni quel fatidico “e poi?”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci siamo chiesti quale fosse la scelta migliore, se valesse davvero la pena proseguire gli studi in ambito accademico. Forse no, per lo meno per ora. Abbiamo intrapreso le strade più diverse. Io ho intrapreso questa del MAC, nella speranza di acquisire strumenti organizzativi che mi consentano di mettere in pratica in qualche modo quello che ho appreso all’università. Qualcuno ha approvato questa scelta. Qualcun’altro mi ha detto che andavo a sporcarmi le mani, lasciandomi perplessa, ma allo stesso tempo dandomi modo di riflettere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ stata bellissima l’esperienza della tesi in cui io sola mi confrontavo con le opere di uno scultore cercando di carpirne i significati, legandole in un discorso, cercando di ricostruire la testimonianza che, attraverso esse, l’artista aveva voluto lasciare di sé al mondo.&lt;br /&gt;Ne è venuto fuori un bel lavoro, molto soddisfacente sia per me che per i miei docenti.&lt;br /&gt;Mi piacerebbe organizzare una mostra, un giorno. Una mostra sulla scultura del ‘900, quella figurativa, oggi più in ombra, che rimane sulla linea della tradizione, lontano dalle avanguardie. Una mostra che si ispiri ai principi e al metodo che ho appreso nel corso dei miei lunghi studi: l’arte come esperienza estetica e come momento di riflessione e di crescita per le persone. L’arte come stimolo al pensiero e alla creatività, una speranza dunque per una società più consapevole.&lt;br /&gt;A volte, purtroppo piuttosto spesso, l’arte viene usata palesemente per attrarre le persone per scopi economici e commerciali. Chi organizza mostre di questo genere sa bene quali strumenti di progettazione e di marketing utilizzare per raggiungere il proprio obiettivo.&lt;br /&gt;Chi invece crede alla nobiltà dell’arte come forma di educazione spesso tende a guardare agli strumenti operativi con diffidenza, come a un qualcosa di vile e di meschino. Ed è così che il suo modello rimane in ombra rispetto a chi padroneggia le tecniche dell’organizzazione e della comunicazione.&lt;br /&gt;Come si può far sì che l’arte educhi le persone a pensare, se chi avrebbe i mezzi e la passione per andare in questa direzione, rimane chiuso in biblioteca e in se stesso, se scrive testi mirabili, che probabilmente, soprattutto se l’autore è un giovane studioso con tanta voglia di fare ma pochi mezzi economici e poche conoscenze “importanti”, saranno letti da pochi e tanto meno pubblicati e diffusi?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Viviamo l’epoca di un paese in cui avere trent’anni significa sentirseli pesare addosso come macigni. Siamo una generazione scomoda sia perché avremmo diritto a un posto nella società che non c’è sia perché abbiamo studiato a lungo e non è facile abbindolarci. C’è chi se ne va all’estero, ma c’è anche chi resta.&lt;br /&gt;Per chi resta la battaglia è dura.&lt;br /&gt;Stando così le cose, quale potrebbe essere un’alternativa valida a quella di accettare di sporcarsi le mani?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fiammetta Michelacci&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7258474252825599221-6249675908140597256?l=tsmartecultura.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/feeds/6249675908140597256/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/2009/03/imparare-larte-e-metterla-da-parte.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7258474252825599221/posts/default/6249675908140597256'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7258474252825599221/posts/default/6249675908140597256'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/2009/03/imparare-larte-e-metterla-da-parte.html' title='Imparare l’arte e metterla da parte'/><author><name>philipprauch</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14418857037843983945</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7258474252825599221.post-4942681421802664067</id><published>2009-03-16T10:35:00.003+01:00</published><updated>2009-03-16T10:41:11.179+01:00</updated><title type='text'>RISTRUTTURAZIONE CULTURALE</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_AuWi9D6-ezY/Sb4eUTRH6kI/AAAAAAAAAA8/Sjy-sy1tBTw/s1600-h/15_03_09_Seneca.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5313717944462076482" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 162px; CURSOR: hand; HEIGHT: 200px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_AuWi9D6-ezY/Sb4eUTRH6kI/AAAAAAAAAA8/Sjy-sy1tBTw/s200/15_03_09_Seneca.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Secondo uno studio presentato il mese scorso dal PWC (Price Waterhouse Coopers) per il Mibac, in Italia attraverso l’arte e la cultura si potrebbero creare un milione di posti di lavoro. E in un momento di crisi economica come quello attuale questa può essere davvero una bella opportunità di sviluppo. Due cose ritengo importanti sottolineare per poter rendere questo sviluppo concreto.&lt;br /&gt;Punto primo. Bisogna superare una mentalità abbastanza diffusa in Italia secondo cui l’arte e la cultura sono qualcosa di puro e immacolato che non va mischiato con le logiche economiche di business: profitto e letteratura, bilanci e musei, arte e marketing sono due cose che non si possono mescolare. Ma perché questo pre-giudizio? Perché c’è ancora la convinzione che la cultura è nobile e non si può mischiare con una cosa tanto pratica come il denaro? Chi vende mobili ha l’obiettivo di arredare un appartamento, chi vende macchine lo fa per permettere alle persone di spostarsi con facilità e autonomia, chi vende vestiti lo fa per permettere alle persone di coprirsi dal freddo. Ma in tutti questi tre campi citati si può notare come chi fa mobili, macchine e abiti oltre che a vendere qualcosa che ha una funzione, oggi cerca di vendere dei prodotti anche belli, piacevoli, che fanno stare bene e comodi. L’arte e la cultura, in generale la conoscenza, servono per capire il mondo nel quale viviamo e con il quale ci relazioniamo tutti i giorni. E capirlo ci serve per governarlo meglio. In questo senso vorrei citare una frase di Seneca che mi ha guidato fino ad ora nelle mie scelte, a volte non facili: &lt;em&gt;“Cosa dunque è il bene? La conoscenza della realtà. E il male? L’ignoranza!”.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Perché, dunque, questa sensazione di timore quando si cerca di vendere sapere: bisognerebbe essere fieri del tentativo di vendere conoscenza perché con essa si può migliorare l’esistenza umana.&lt;br /&gt;E qui arrivo al secondo punto: così come ci sono falegnami, carrozzieri e sarti che fanno bene il loro lavoro così c’è chi fa ricerche artistiche e scientifiche più o meno valide. Nell’attuale momento di crisi economica, chi vende sapere dovrebbe fare come gli industriali che sono impegnati nel proporre prodotti nuovi, migliori e accattivanti. Ci sono ricerche fatte bene, con metodo e innovazione e ricerche fatte male.&lt;br /&gt;L’arte e la scienza possono essere vendute? “Devono!!” e devono essere vendute senza il timore di risultare o apparire fuori luogo e fuori tempo. E per farlo con convinzione bisogna anche essere certi del valore delle ricerche che vendiamo. Non tutti gli artisti hanno idee brillanti così come non tutti gli scienziati fanno ricerche efficaci. Ma esattamente così come non tutti i falegnami fanno mobili fatti bene e non tutte le case automobilistiche fanno macchine che funzionano bene! Il mercato seleziona i prodotti migliori e vincenti? Questo è un bene. Il mercato dovrebbe selezionare anche le ricerche artistiche e culturali migliori? Penso di sì! Le crisi economiche fanno male e su questo non si discute ma queste crisi possono anche avere il pregio di ridare il giusto valore a ciò che consumiamo.&lt;br /&gt;L’arte e la scienza sono un possibile volano per lo sviluppo economico? Io penso di sì e i dati citati nel rapporto lo confermerebbero. Per farlo bisogna a mio avviso spendere i soldi che abbiamo per idee che hanno valore e riuscire a far passare l’idea che chi vende sapere non deve farlo timidamente, con la paura di sentirsi deriso, ma con la piena convinzione e consapevolezza che la conoscenza della realtà è un bene prezioso! Perché è anche grazie a questa conoscenza che possiamo rendere la nostra esistenza e convivenza migliore!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Riporto gli estremi dell’articolo citato:&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.teknemedia.net/magazine_detail.html?mId=6377"&gt;http://www.teknemedia.net/magazine_detail.html?mId=6377&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Fabiano Rocca &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7258474252825599221-4942681421802664067?l=tsmartecultura.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/feeds/4942681421802664067/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/2009/03/ristrutturazione-culturale.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7258474252825599221/posts/default/4942681421802664067'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7258474252825599221/posts/default/4942681421802664067'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/2009/03/ristrutturazione-culturale.html' title='RISTRUTTURAZIONE CULTURALE'/><author><name>philipprauch</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14418857037843983945</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_AuWi9D6-ezY/Sb4eUTRH6kI/AAAAAAAAAA8/Sjy-sy1tBTw/s72-c/15_03_09_Seneca.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7258474252825599221.post-1252829059988180766</id><published>2009-03-16T10:24:00.004+01:00</published><updated>2009-03-16T10:42:30.173+01:00</updated><title type='text'>"All and Now" - alcune considerazioni sull'evento...</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_AuWi9D6-ezY/Sb4c4yWmo0I/AAAAAAAAAA0/FKsfFZyosH8/s1600-h/11_03_09_All_and_now1"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5313716372258595650" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 134px; CURSOR: hand; HEIGHT: 200px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_AuWi9D6-ezY/Sb4c4yWmo0I/AAAAAAAAAA0/FKsfFZyosH8/s200/11_03_09_All_and_now1" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Sabato sette marzo a Trento presso l’abitazione di Viviana Checchia, nostra compagna MAC 6, si è svolto il vernissage della mostra All and now curata dalla stessa Checchia.&lt;br /&gt;L’evento fa parte di un ciclo di incontri che si realizzeranno periodicamente in questa casa studio chiamata per l’occasione &lt;em&gt;MUG 10/6&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;Luogo multiforme ed ibrido, &lt;em&gt;MUG 10/6&lt;/em&gt; mescola le atmosfere del salotto culturale intimo e familiare con quelle di spazio espositivo. La combinazione di questi moods danno vita a momenti di confronto, dibattito e riflessione sullo sviluppo attuale della ricerca artistica in ogni sua forma ed espressione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Detto ciò torno a formulare un giudizio complessivo e personale (quindi relativo e discutibile) sulla serata. Cercherò di essere il più imparziale possibile, premetto però che, essendo stata coinvolta nel progetto come artista (ho realizzato per l’occasione un’installazione), sono necessariamente emotivamente di parte. Spero di fornire considerazioni che possano comunque essere di utilità nell'organizzare i prossimi incontri.&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Colgo anche l’occasione per invitare chi ha partecipato a scrivere le proprie opinioni ed allargare così il bacino di giudizi, utili ed indispensabili per fare il punto della situazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A mio parere l’allestimento è riuscito molto bene, ha dato risalto alle opere esposte, senza penalizzarne alcuna. L’impresa risultava difficile dato che si tratta di un’abitazione e non di un asfittico withe cube. Bisogna ragionare su come le interferenze, che inevitabilmente sono presenti in una casa, possono essere minimizzate per potenziare la visibilità dell’opera d’arte.&lt;br /&gt;Ad ogni modo questo essere “mancante” dava un senso di calore allo spazio espositivo, di atmosfera intima, amichevole e giocava come punto di forza della serata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In totale sono stati esposti: sei video, quattro installazioni e due opere grafiche di piccole dimensioni. La mostra, di grande respiro internazionale, ha messo a confronto la ricerca stilistica di artiste di ben quattro nazionalità diverse: italiana, armena, slovacca e ceca.&lt;br /&gt;Sono d’accordo su quanto afferma Seligman che l’arte è una grande lingua internazionale con la quale gli uomini possono parlare e sentirsi emotivamente coinvolti ed è esattamente ciò che è successo sabato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche il pubblico ha accolto l’invito favorevolmente. L’affluenza è stata superiore alle aspettative, e questo fa presagire una crescita progressiva di pubblico nei prossimi incontri, il dato però obbliga ad una riflessione: se da un lato è positivo che ci sia riscontro esterno, dall’altro, trattandosi di un’abitazione privata, il numero di persone che possono esservi accolte deve per forza rimanere contenuto.&lt;br /&gt;Purtroppo per sua natura l’evento deve rimanere per pochi e ad esclusione di molti, ma per una condivisione più ampia degli esiti dell’iniziativa ritengo possa essere utile dare la possibilità agli osservatori di lasciare i propri commenti su un apposito libro-quaderno che con il tempo diventerà memoria e traccia del ciclo degli incontri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per giungere a conclusione, la mostra collettiva di sabato ha rappresentato per me un ottimo momento di confronto con altre ricerche artistiche dal quale si può uscire solo che arricchiti ed invogliati a migliorare il proprio linguaggio espressivo. Si sono create nuove relazioni, rafforzate amicizie, offerti nuovi punti di vista e chiavi di lettura sulla contemporaneità. Infine, ma non ultimo d’importanza, si è contribuito ad aumentare l’ offerta culturale della città di Trento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P.S= vorrei ringraziare Andrea Vara per il prezioso aiuto offertomi nella fase d’allestimento del mio lavoro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Francesca Borghini &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7258474252825599221-1252829059988180766?l=tsmartecultura.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/feeds/1252829059988180766/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/2009/03/all-and-now-alcune-considerazioni.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7258474252825599221/posts/default/1252829059988180766'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7258474252825599221/posts/default/1252829059988180766'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/2009/03/all-and-now-alcune-considerazioni.html' title='&quot;All and Now&quot; - alcune considerazioni sull&apos;evento...'/><author><name>philipprauch</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14418857037843983945</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_AuWi9D6-ezY/Sb4c4yWmo0I/AAAAAAAAAA0/FKsfFZyosH8/s72-c/11_03_09_All_and_now1' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7258474252825599221.post-3858367923278615810</id><published>2009-03-10T11:34:00.009+01:00</published><updated>2009-03-10T12:11:13.201+01:00</updated><title type='text'>Baricco e la cultura</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_AuWi9D6-ezY/SbZFTEbOB6I/AAAAAAAAAAs/odWViBdfMKQ/s1600-h/03_03_09_baricoo.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5311509004437817250" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 141px; CURSOR: hand; HEIGHT: 200px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_AuWi9D6-ezY/SbZFTEbOB6I/AAAAAAAAAAs/odWViBdfMKQ/s200/03_03_09_baricoo.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;La storia di Edipo è nota. Per sfuggire ad una maledizione, falsa, ne attrae una seconda, vera: ucciderà il vero padre e si unirà alla vera madre. Con l’articolo apparso su la Repubblica del 24 febbraio Baricco sembra vittima dello stesso destino. Dovuto in entrambi i casi ad una scelta sbagliata, nel primo di fuggire per non avverare il vaticinio della Pizia, nel secondo di pensare, per non avverare il proprio vaticinio. Baricco infatti fa da solo, come leggiamo: “Sotto la lente della crisi economica, prenderà tutto fuoco, molto più velocemente di quanto si creda.”&lt;br /&gt;Poi spiega che nei film americani in casi come questi “puoi solo fare due cose: o scappi o pensi molto velocemente. Scappare è inelegante.” Nessuno deve avergli però spiegato che non siamo in un film americano. Per questa ragione si sacrifica e decide di mettere il suo lesto acume al servizio della collettività. Da audace decide di pensare, ma non accanto a una stufa come Cartesio. Anzi, con presto intuito coglie della rotativa il potere d’amplificazione immediata e non resistendo, decide, in aggiunta al pensare, di farsi pubblicare.&lt;br /&gt;Per svelare quali soluzioni? È triste scoprire al termine del lunghissimo articolo, dove è compiuta un’approssimativa e distorta analisi sociologica che abbraccia a raggiera più di un quarto di secolo (il Ministero dei Beni Culturali nacque nel 1974, nonostante Baricco collochi cronologicamente la sua nascita in un allarmante “tempo fa” e, più avanti, negli “anni sessanta” quando parla del “candore e ottimismo” con cui in quell’epoca si era deciso “cos’era da salvare e cosa no”) che le soluzioni proposte sono due. Due è un numero facile da ricordare anche per un bambino: togliere i finanziamenti alla cultura e destinarli invece alla scuola e alla televisione, e riempire il vuoto così creato con “i privati”.&lt;br /&gt;La logica che lega i due passaggi ha la disarmante semplicità dei giochi in cui ad ogni formina corrisponde un buco: se questa formina non entra qui entrerà lì! Ma qui dovrò pure mettere un’altra formina... ah eccola! Oppure quell’altro gioco, però fatto dai grandi, in cui si prelevano i rifiuti da un posto e li si sotterra in un altro, anche se sono tossici, tanto non si vede.&lt;br /&gt;Ebbene, rispetto alla prima soluzione proposta, la ragione addotta risiede nella scoperta che il paese reale non risiede nella cultura, ma nella scuola e nella televisione. Già questo basterebbe per frenare l’autore nella sua scatenata corsa cognitiva per chiedergli se è sicuro che esista distinzione fra cultura e televisione, oppure se la seconda forse non è inglobata nella prima e da essa a sua volta condizionata. Inoltre bisognerebbe chiedergli, questa volta però con un tono più minaccioso, cosa intenda per televisione, se è la stessa che conosciamo noi, quella che, ad un aumento di finanziamenti, in assenza di vincoli o di un cambio di mentalità all’origine, non potrebbe reagire se non potenziando la sua bassa offerta: un affronto alla dignità umana. Si tratterebbe poi, tenendolo per mano, di ricordargli che la televisione è un’invenzione un po’ datata, che addirittura in Italia ha cominciato a trasmettere prima che lui nascesse, in un’epoca lontana in cui la gestione era dello Stato in regime di monopolio, e in cui la Corte costituzionale respingeva tutte le richieste di liberi cittadini di potere avere un’emittente privata; che questo durò fino al 1974 (che coincidenza, quando nacque il Ministero per i Beni Culturali e Ambientali raccogliendo, fra le altre, le competenze in materia che prima erano del Ministero della Pubblica Istruzione!) e poi successe qualcosa che la trasformò completamente. Addirittura il Gran Maestro della loggia P2 Licio Gelli ne parla nel suo “Piano di Rinascita”. Nella sezione “Procedimenti” leggiamo infatti: “In un secondo tempo occorrerà: a) acquisire alcuni settimanali di battaglia; b) coordinare tutta la stampa provinciale e locale attraverso una agenzia centralizzata; c) coordinare molte TV via cavo con l'agenzia per la stampa locale; d) dissolvere la RAI-TV in nome della libertà di antenna ex art. 21 Costit.” (Il piano è stato ritrovato e sequestrato nel 1982 in un doppiofondo di una valigia di Maria Grazia Gelli. Pubblicato negli atti della Commissione parlamentare d'inchiesta sulla loggia massonica P2. IX Legislatura, Allegati alla relazione serie II: documentazione raccolta dalla Commissione, Volume terzo, Documenti citati nelle relazioni Tomo VII-bis, Doc. XXIII n. 2-quater/3/VII-bis, pp. 611-625).&lt;br /&gt;Vedi anche Aldo Mola, Storia della massoneria italiana, Bompiani, Milano, 1984.&lt;br /&gt;E dirgli che quindi è meglio, nei casi di crisi, puntare sulle nuove idee, affinchè rendano le precedenti inoffensive, o trainino, con la capacità di trasformarsi in innovazione, ciò che ormai non aveva più modo di rigenerarsi. E che le idee derivano da uno stato mentale aperto all’inaspettato, alimentato dalla curiosità, vivo.&lt;br /&gt;Per la scuola il problema è così vasto che qui non possiamo affrontarlo, ma di certo i fondi di cui ha estremo bisogno si devono accoppiare a una visione innovativa del sistema educativo, dove è urgente intervenire, e non costruendo teatri in tutte le scuole. Una frase che riporta l’articolo a una dimensione di retorica populista che ricorda quella del premier: “inglese, informatica e impresa per tutti dalla prima elementare”.&lt;br /&gt;Rispetto alla seconda soluzione proposta invece nell’articolo è fatta una premessa necessaria, dove è detto che l’obiettivo di accrescere il livello culturale in Italia è stato raggiunto non attraverso i canali che ricevono i finanziamenti ma da altri: l’editoria, la musica leggera, la produzione audiovisiva. Dove l’intervento pubblico è massiccio invece si ha stagnazione: teatro, musica classica, opera lirica. Bisogna, dice Baricco, rompere il tabù della cultura come business, e prendere esempio da casi riusciti di gestione. Suggerisce: “avete mai sentito la mancanza di una casa editrice o di un quotidiano statale, o regionale, o comunale? Per restare ai libri: vi sembrano banditi Mondadori, Feltrinelli, Rizzoli, Adelphi, per non parlare dei piccoli e medi editori?”&lt;br /&gt;Non mi soffermo davvero a commentare, perchè per una delle quattro case editrici nominate una sentenza della Cassazione ha di recente confermato che l’attribuzione della quota di maggioranza all’attuale proprietario è avvenuta tramite corruzione.&lt;br /&gt;Eppure Baricco tocca un argomento decisivo per le istituzioni culturali. La costruzione di relazioni con il settore privato e lo sviluppo di progetti comuni è una priorità. Ma ciò certo non può avvenire all’improvviso. Bisogna preparare gradualmente il terreno agendo in modo incisivo ma non sproporzionato, costruendo modelli di partnership e elaborando modalità di fundraising che esulino dalla semplice elemosina o dal vicolo stretto dello scambio chiuso. Bisogna recuperare l’idea del dono come generatore di relazioni. Bisogna avere idee, non soluzioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mathia Pagani&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per visionare l'articolo di Baricco apparso su la Repubblica del 24 febbraio &lt;a href="http://www.repubblica.it/2009/02/sezioni/spettacoli_e_cultura/spettacolo-baricco/spettacolo-baricco/spettacolo-baricco.html?rss"&gt;clicca qui&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7258474252825599221-3858367923278615810?l=tsmartecultura.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/feeds/3858367923278615810/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/2009/03/baricco-e-la-cultura.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7258474252825599221/posts/default/3858367923278615810'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7258474252825599221/posts/default/3858367923278615810'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/2009/03/baricco-e-la-cultura.html' title='Baricco e la cultura'/><author><name>philipprauch</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14418857037843983945</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_AuWi9D6-ezY/SbZFTEbOB6I/AAAAAAAAAAs/odWViBdfMKQ/s72-c/03_03_09_baricoo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7258474252825599221.post-7029021049469897953</id><published>2009-03-05T12:06:00.003+01:00</published><updated>2009-03-05T12:19:50.617+01:00</updated><title type='text'>ALL AND NOW - MAJOLENKA</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_AuWi9D6-ezY/Sa-09hLag8I/AAAAAAAAAAk/7rXk3Tg3Ioc/s1600-h/07_03_09_All_and_now1"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5309661454664369090" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 142px; CURSOR: hand; HEIGHT: 200px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_AuWi9D6-ezY/Sa-09hLag8I/AAAAAAAAAAk/7rXk3Tg3Ioc/s200/07_03_09_All_and_now1" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; È a Bratislava che si incontrano Viviana Checchia e l’artista armena Sona Abgaryan, entrambe nella capitale slovacca per ragioni di studio. Dalla loro frequentazione prende le mosse l’evento in calendario per la sera del 7 marzo di quest’anno al MUG 10/6, a Trento. ALL AND NOW apre le porte al pubblico in Italia, quasi a stabilire un ideale ponte fra le due città europee e la capitale della lontana repubblica asiatica, Yerevan.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;Di Sona Abgaryan e della sua connazionale Diana Hakobian saranno presenti due video, in una serata che, alla vigilia dell’8 marzo, intende solennizzare il giorno dedicato alle donne, che in Italia si conclude in un breve spazio di tempo e si riduce quasi, ormai, al simbolico dono di un fascetto di mimosa.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;In Armenia, invece, la festa si dilunga per un intero mese, dall’8 marzo al 7 aprile. Durante questo periodo alle donne vengono offerti omaggi. Come un tentativo di ammorbidire quel “all and now” che è emblematico della loro continua lotta per l’emancipazione. Questo grido è per noi un ricordo, ma per loro un inno di sofferta attualità. Per quest’anno Eva Khachatryan, creatrice e curatrice dell’evento in Armenia, ha inteso spostarlo dal centro cittadino di Yerevan alla periferia della città dove è più avvertita, infatti, la perdurante emarginazione femminile.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Il progetto, qui a Trento, mira quindi ad un significato di solidarietà e di identificazione che, escludendo ogni senso di un abusato e turistico “gemellaggio”, va considerato in quello, ben più pregnante, di una “circolarità”, filosoficamente intesa. La stessa circolarità che indusse il nostro Alighiero Boetti a sdoppiare il suo nome d’artista prima in “Alighiero &amp;amp; Boetti” e poi, in concomitanza dei suoi viaggi in Afghanistan, sempre al doppio, in “Alì e Ghiero”.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;E’ così che, sempre mirando alla circolarità, questa volta all’incontrario – in una contrazione anziché in uno sdoppiamento – è stata scelto, per la serata qui a Trento, come sottotitolo “Majolenka” che è pur sì, in lingua slovacca la “maionese”, ma è anche la significativa unione dei nomi di due delle artiste slovacche che saranno presenti: Maja Stefancikova e Lenka Klimesova.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Vi sarà peraltro una “eco” a far da sottofondo musicale della serata e sarà quella della voce di Cathy Berberian, catturata nei solchi di un disco, con la struggente melodia di “songs” armene del suo repertorio che ben esalteranno la “tonalità” femminile che si è voluta dare all’incontro.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Insieme alle artiste già citate ci saranno con le loro opere, a ben fisionomizzare il carattere trasversale della serata , le italiane Stefania Galegati Shines, Caterina Nolfo, Francesca Borghini e la francese Delphine Delas.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Per l’occasione sarà presente un ulteriore protagonista di questo piccolo network che si va creando in modo del tutto spontaneo e naturale. La Galleria Arte Boccanera Contemporanea di Giorgia Lucchi prenderà parte al progetto presentando l’opera di Valentina Miorandi che dal 27 febbraio è in mostra qui a Trento con la sua prima personale assoluta. Un tentativo, questo, di dare sempre più spazio ed importanza ad una sana ed interessante cooperazione volta ad una ricerca culturale internazionale.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;È sì un ideale ponte questo che va ad unire Bratislava a Trento e Trento a Yerevan, ma è un progetto che diventa esaltante anche perché può configurarsi come un modo innovativo di intendere l’arte contemporanea: nel suo farsi più che nella sua storicizzazione.&lt;br /&gt;Degli "incontri" di Bratislava - e delle lunghe ed animate discussioni lì intercorse sulle ragioni dell'arte contemporanea e sulle ipotesi del suo divenire - è questo soltanto un primo spunto che offre però il modo di cominciare a parlarne concretamente anche se tante altre occasioni ci saranno ancora per farlo: perché Bratislava si è rivelata il centro idoneo per gli entusiasmi che vi si concentrano e che ha la capacità di suscitare e propagare.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;opening 7_03_2009 ore 19&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Viviana Checchia&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7258474252825599221-7029021049469897953?l=tsmartecultura.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/feeds/7029021049469897953/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/2009/03/all-and-now-majolenka.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7258474252825599221/posts/default/7029021049469897953'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7258474252825599221/posts/default/7029021049469897953'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/2009/03/all-and-now-majolenka.html' title='ALL AND NOW - MAJOLENKA'/><author><name>philipprauch</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14418857037843983945</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_AuWi9D6-ezY/Sa-09hLag8I/AAAAAAAAAAk/7rXk3Tg3Ioc/s72-c/07_03_09_All_and_now1' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7258474252825599221.post-7635867515863401527</id><published>2009-03-05T11:23:00.008+01:00</published><updated>2009-03-05T11:51:14.457+01:00</updated><title type='text'>Dolomiti patrimonio dell’umanita’: un nuovo punto di partenza?</title><content type='html'>&lt;div align="left"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_AuWi9D6-ezY/Sa-sXiGep8I/AAAAAAAAAAM/iaLl9_YLQw4/s1600-h/05_03_09_dolomiti.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5309652005984053186" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 138px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_AuWi9D6-ezY/Sa-sXiGep8I/AAAAAAAAAAM/iaLl9_YLQw4/s200/05_03_09_dolomiti.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;In Giugno a Siviglia l’Italia attenderà il verdetto circa l’ingresso nella prestigiosa lista dei Beni Patrimonio dell’Umanità Unesco del suo secondo sito naturale: le Dolomiti. Attualmente il nostro Paese conta quarantadue siti culturali e un solo sito naturale, le isole Eolie, iscritto nella lista ben nove anni or sono. Il 28 Febbraio scorso si è svolta a Cortina d’Ampezzo la prima di una serie di manifestazioni pubbliche sulle tematiche che riguardano la candidatura del sito, tematiche delicate che dovranno essere affrontate da una pluralità di soggetti chiamati a collaborare nella realizzazione di questo obiettivo comune. Il territorio dolomitico si estende infatti in cinque province con ordinamenti differenti: Belluno, Provincia a statuto ordinario in una Regione a statuto ordinario, il Veneto; Trento e Bolzano, Province a statuto speciale in una Regione a statuto speciale, il Trentino Alto Adige; Udine e Pordenone, Province a statuto ordinario in una Regione a statuto speciale, il Friuli Venezia Giulia. La candidatura delle Dolomiti rappresenta un caso unico che richiede uno sforzo cooperativo per la gestione del territorio nel suo complesso, non costituisce un punto di arrivo ma di partenza per uno sviluppo territoriale che ponga al centro la montagna. Durante l’incontro sono emerse da parte dei rappresentanti delle amministrazioni le principali aspettative legate alla candidatura:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Con il riconoscimento delle Dolomiti come patrimonio dell’umanità le amministrazioni dovranno garantire la conservazione degli aspetti geologici ed estetico-paesaggistici. Quest’assunzione di responsabilità collettiva di fronte al mondo intero potrà essere trasformata in maggiore consapevolezza e sollecitazione progettuale volta a creare il giusto equilibrio tra sviluppo e mantenimento del Bene.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Dovrà esserci la formulazione di un adeguato sistema di gestione complessiva del sistema montano teso a favorire il processo di coordinamento tra le Province, rafforzare il senso di appartenenza al territorio degli abitanti, favorire gli scambi e le relazioni tra le differenti aree dolomitiche, gestire in modo efficace i flussi turistici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al fine di armonizzare le politiche di gestione è stata prevista la creazione di uno strumento ad hoc la ‘Dolomiti Unesco Foundation’ che si occuperà di definire obiettivi ed azioni concrete tenendo in considerazione la diversa disponibilità di risorse utilizzabili dalle Province. Il processo di candidatura sembra aver avviato un ‘sinergico’circolo virtuoso; quest’ultimo dovrà essere necessariamente alimentato dal coinvolgimento dell’intera popolazione che al momento è stata raggiunta da una comunicazione inficiata da eccessivi tecnicismi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Asja Tomasi - MAC6&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7258474252825599221-7635867515863401527?l=tsmartecultura.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/feeds/7635867515863401527/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/2009/03/dolomiti-patrimonio-dellumanita-un.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7258474252825599221/posts/default/7635867515863401527'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7258474252825599221/posts/default/7635867515863401527'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/2009/03/dolomiti-patrimonio-dellumanita-un.html' title='Dolomiti patrimonio dell’umanita’: un nuovo punto di partenza?'/><author><name>philipprauch</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14418857037843983945</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_AuWi9D6-ezY/Sa-sXiGep8I/AAAAAAAAAAM/iaLl9_YLQw4/s72-c/05_03_09_dolomiti.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7258474252825599221.post-2151837016575864191</id><published>2009-02-23T18:30:00.006+01:00</published><updated>2009-02-26T09:56:54.084+01:00</updated><title type='text'>L’area Arte e Cultura vi da il benvenuto sul tsmBLOG:Arte Cultura.</title><content type='html'>Da oggi è on-line il blog dell’area Arte e Cultura di tsm-Trentino School of Management, spazio di discussione dedicato a Mart&gt;MAC Master of Art and Culture Management ed ai numerosi altri progetti riguardanti la comunità dei docenti, degli allievi, dei professionisti e delle istituzioni vicini a tsm.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La scorsa settimana alcuni allievi hanno condotto “Bridge party”, un forum internazionale su arte e new media tenutosi a Madrid; la prossima settimana MAC parteciperà ad una conferenza di presentazione della candidatura delle Dolomiti quali patrimonio dell’UNESCO…&lt;br /&gt;Tracce di questi eventi ed altri frammenti di “vita da master”, uniti a spunti di approfondimento e ad interviste ad esperti del settore, saranno riportati settimanalmente per stimolare ed aggiornare il dibattito sulla produzione artistico-culturale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Buona lettura!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7258474252825599221-2151837016575864191?l=tsmartecultura.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/feeds/2151837016575864191/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/2009/02/larea-arte-e-cultura-di-tsm-trentino.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7258474252825599221/posts/default/2151837016575864191'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7258474252825599221/posts/default/2151837016575864191'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tsmartecultura.blogspot.com/2009/02/larea-arte-e-cultura-di-tsm-trentino.html' title='L’area Arte e Cultura vi da il benvenuto sul tsmBLOG:Arte Cultura.'/><author><name>philipprauch</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14418857037843983945</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
